Intervista a Nicola Rociola, autore di “Esistenza sofferta”

Intervista all’autore Nicola Rociola

Oggi pomeriggio presso “le Notti d’Oriente” presentata la sua prima raccolta di poesie

L’incontro della rassegna “Quaderni e rime” promosso da “I presidi del libro”, “Versante Ripido” e “Tinelli Poetici”, si è tenuto ieri pomeriggio a Barletta presso “Le Notti d’Oriente”. Sono state presentate le opere di Francesco Paolo Dell’Aquila “Un mondo in quattro quarti” e di Nicola Rociola “Esistenza Sofferta”. Dopo aver chiacchierato con il primo scrittore del suo ultimo libro, abbiamo intervistato l’altro autore barlettano. Nicola Rociola, classe ’53, è un ex ferroviere in pensione. Da sempre appassionato di lettura – egli stesso ha dichiarato di collezionare in casa oltre quattromila libri – ama leggere Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini e i poeti maledetti. “Esistenza Sofferta” è dedicato a suo padre, scomparso cinque anni fa. Si tratta di cinquanta poesie che riguardano le sue emozioni e i suoi pensieri malinconici. È il suo primo libro.

Come è nata l’idea di scrivere una raccolta di poesie? 

“Di solito, mentre leggo un libro, che sia di narrativa o di poesia, ho l’abitudine di scrivere dei pensieri personali sulle pagine bianche. Ne ho scritti tanti. Sono una persona che legge molto. Un giorno, per caso, ho telefonato alla casa editrice Aracne perché cercavo un libro da leggere “Quel sogno d’essere” di Goliarda Sapienza. Chiacchierando con l’editore, gli ho detto che scrivevo poesie, così ha voluto leggerne una che gli è subito piaciuta. E’ rimasto talmente compiaciuto che mi ha incoraggiato a pubblicare la raccolta. Poi il libro è uscito a settembre”.

Il tuo libro si chiama “Esistenza Sofferta”. Perché la scelta di un titolo così avvilito?

“Il titolo del libro è nato da delle mie personali considerazioni sulla sofferenza che c’è nel mondo: guerre, odio, conflitti di nazioni su altre nazioni, l’eccessivo consumismo, l’arrivismo e anche molta indifferenza. Sono una persona sensibile al dolore che possono provare le altre persone, specialmente quelle che vengono abbandonate ed emarginate. Per me era una necessità tirar fuori queste emozioni”. 

Nella raccolta di poesie contesti alla società il vivere nella più assoluta indifferenza. Antonio Gramsci, il grande pensatore comunista, scriveva nel 1917 che l’indifferenza è abulia, parassitismo, vigliaccheria, non è vita. E per questo, odiava gli indifferenti. Li odi anche tu?

“Sì, c’è molta indifferenza nel mondo, lo diceva il secolo scorso anche Antonio Gramsci. Parlava di “un’indifferenza che è la pena di morte della storia “. Voltiamo le spalle dinanzi alle persone povere, disprezziamo chi è diverso da noi, o almeno crediamo che lo sia, pensando solamente alle nostre necessità e ai nostri interessi. L’indifferenza sfocia anche, secondo me, nella classe politica, poco attenta ai bisogni delle persone in difficoltà”.

Tu scrivi che la società attuale non comunica e non dialoga. Cosa si dovrebbe fare per cambiare questa condizione?

“Sì, nella mia raccolta ho scritto che la società attuale non comunica, non dialoga e non si confronta. Penso che questa condizione possa cambiare solamente nel momento in cui, invece, le persone si aprono al confronto, senza pregiudizi di alcun genere che possono essere di natura religiosa, economica e politica”. 

I tuoi versi sono un richiamo a Sandro Penna, Pier Paolo Pasolini e Dario Bellezza. Cosa hanno in comune questi tre poeti?

“I miei maestri sono tutti i poeti maledetti francesi come Charles Baudelaire, Paul Verlaine e Arthur Rimbaud. Poi ci sono Pier Paolo Pasolini, Dario Bellezza, Sandro Penna, l’elenco è lungo. Amo questi poeti perchè per me esprimono la realtà con la loro semplicità e il loro amore per la vita. Anche se sono autori che non sono stati amati dalla società, borghese e bigotta”.

Esistenza sofferta è il tuo primo libro. Hai in mente di scriverne altri?

E’ la prima volta che mi cimento nella scrittura di un libro. Dovrei rivedere alcuni scritti degli anni giovanili, che risalgono agli anni ’70. Ci sono lunghi pensieri d’amore di quando avevo vent’anni, indirizzati ad una ragazza. In futuro mi piacerebbe poterli pubblicare”.

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