Intervista esclusiva al Sindaco Pasquale Cascella – Parte II

La redazione Barletta News intervista, in esclusiva, il sindaco Pasquale Cascella a pochi giorni dallo svolgimento del rito di commemorazione per le vittime del tragico crollo di via Roma.  Le Istituzioni, difatti, non devono limitarsi a riaccendere i riflettori su siffatte tragedie, solo in occasione della rievocazione delle stesse, bensì devono dare risposte alla collettività, con costante e fermo impegno, attraverso proposte concrete, promuovendo uno sviluppo urbano alternativo, rispettoso delle regole. Le politiche del “costruire ad ogni costo” devono cedere il passo a quelle virtuose del ristrutturare, risanare, recuperare nonché a quelle che favoriscano la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro,  affinchè non si sia più costretti a dover commemorare i morti ma si possa, finalmente, prevenire il verificarsi di stragi “annunciate” e dire: basta ai diritti violati e al mancato rispetto della legalità.

Non vi è dubbio alcuno che le questioni relative alla sicurezza strutturale non trovino, in Italia, l’attenzione che meriterebbero e da parte dell’opinione pubblica e degli amministratori. Ritiene sia questa la causa del verificarsi dei frequenti crolli che investono il territorio nazionale e che, ahimè, hanno interessato anche la Città della Disfida?

Sicuramente la questione della sicurezza è uno dei temi meno sentiti dall’opinione pubblica, poiché si pensa, erroneamente, di non trovarsi mai nella condizione di dover subire gli effetti di tale problematica. Si ha la tendenza a ritenere che, siffatte sciagure, possano accadere solo agli altri e mai a se stessi.

La vicenda di via Roma, da questo punto di vista,  è paradossale e al contempo emblematica.

Difatti, la causa che ha provocato il crollo non è rinvenibile solo in un problema specifico di sicurezza. Il vero problema, ritengo, dunque, possa essere individuato nella circostanza che, spesso, il tema della sicurezza strutturale, ceda il passo molto spesso a quello della convenienza, anche a costo di bypassare la legalità, le esigenze tecniche, sottovalutandone i rischi. Questo stato di cose è sicuramente figlio dell’eccessivo permissivismo legislativo disposto in ambito edilizio. Ci si dovrebbe avviare ad un ripensamento in tal senso per consentire il formarsi di una nuova coscienza nel modo di costruire. Occorre, dunque, creare, una catena virtuosa, in emrtio alle responsabilità, che, sino ad ora, è mancata.

“Mai più!” Questo è stato, il perentorio “ordine” contenuto nel messaggio da lei divulgato, con incisività, durante l’intera giornata dedicata alla commemorazione delle 5 donne lavoratrici, decedute a causa del crollo della palazzina sita in via Roma, in quello sciagurato 3 ottobre 2011. Cinque vittime, quattro delle quali “ree” di aver accettato, senza pretesa alcuna, un lavoro faticoso, malpagato, irregolare e questo solo per ambire “ al sogno” di assicurare a sé e ai loro cari una vita dignitosa.

In che modo l’amministrazione intende intervenire per consentire che quel “mai più” non resti una frase di circostanza pronunciata in un contesto di rievocazione dell’accaduto nella memoria colletiva? 

Quel “mai più” vuole essere una aspirazione. Faremo tutto il possibile, difatti, affinchè siffatte tragedie non accadano, mai più! La nostra azione e il nostro impegno tenderanno, principalmente, ad offrire un contributo per favorire la cultura della legalità nonché il rispetto della persona. Inoltre, nostro dovere sarà quello di legarci rigorosamente a strumenti urbanistici che guardano non all’interesse particolare bensì all’interesse collettivo.

Difatti, abbiamo già avviato un percorso in tal senso. Stiamo lavorando, con tutte le difficoltà e gli ostacoli che la burocrazia impone in tale ambito, e che ne rallentano l’azione, per cercare di ricondurre il tutto all’interno di un alveo che possa espandersi senza, però, essere costretto a sfondare le regole. Espandersi, dunque, nel senso della partecipazione e della condivisione, anche delle difficoltà.

Sempre in data 3 ottobre, giornata che lei ha battezzato con il titolo “Barletta ricorda” è stato siglato, a Palazzo di Città, tra l’assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli, i sindaci dei comuni della provincia Barletta Andria Trani e i segretari provinciali di CGIL, CISL, IUL E UGL, il protocollo di intesa sul “Lavoro minimo di cittadinanza” e sui “cantieri di cittadinanza”. Intende rendere noto il perché è stata individuata proprio questa data per suggellare il succitato protocollo nonchè i vantaggi che in concreto ne deriveranno dalla sottoscrizione dello stesso?

Si è voluto simbolicamente compiere questo adempimento, in occasione del terzo anniversario del crollo di via Roma, poiché tale sciagurato evento pone, noi tutti, in qualità di amministratori oltre che di cittadini, dinanzi ad una duplice esigenza. Affrontare il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro, restituire dignità al lavoro. La ratio sottesa a questo protocollo è quella di avviarsi ad un’opera di riconversione culturale. Lì, in quello stabile, madri, mogli, lavoratrici, ebbene si, lavoravano in nero. Ma lavoravano. Le Istituzioni, a livello nazionale, ma anche regionale e comunale, di concerto con le sigle sindacali succitate, debbono impegnarsi a far emergere il lavoro sommerso, concorrere affinchè si passi dagli scantinati, agli opifici attrezzati.

In tale direzione ci si è già attivati. Difatti, con grande soddisfazione abbiamo inaugurato i lavori del complesso industriale a Barletta, voluto dal consorzio dei terzisti manifatturieri, il Consorzio 5 Stelle, dedicato alle cinque donne, quattro operaie di un opificio che lavoravano in nero, e alla figlia del proprietario dell’azienda.

I fruitori del “lavoro minimo di cittadinanza” sono i cassintegrati, invece i destinatari dei “cantieri di cittadinanza” sono gli inoccupati, i disoccupati e coloro che non non sono beneficiari di ammortizzatori sociali. Attraverso l’adozione di queste due misure sarà possibile: potenziare il livello di efficacia della formazione professionale e aumentare il livello di occupabilità delle persone. Gli obiettivi che si intendono perseguire attraverso questo “patto” virtuoso sono, dunque: promuovere occupazione e sviluppo sostenibile del territorio, sollecitare la finalizzazione dei diritti di cittadinanza. Il lavoro ha un diritto di cittadinanza e il reddito di cittadinanza è quello che consente, a chi è in condizioni di disagio sociale, di affrontare le difficoltà con cui si misura quotidianamente. Noi, come amministrazione, dobbiamo fare in modo che questo bisogno sociale incroci il diritto al lavoro.

All’indomani del crollo della palazzina di via Roma nel 2011, in Regione Puglia si tornò a parlare del fascicolo del fabbricato. Argomento già discusso quasi nell’immediatezza del crollo di uno stabile, vecchio di soli 30 anni, accaduto a Foggia, l’11 novembre 1999, in cui persero la vita 67 persone.

Vendola predispose un disegno di legge per la prevenzione e la sicurezza delle costruzioni.

A distanza di qualche anno, il Consiglio, ha approvato all’unanimità la nuova legge regionale n. 27 “disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni – Istituzione del fascicolo del fabbricato”. Allo stato, le disposizioni del succitato documento sono state tradotte in interventi concreti sul territorio? E se, si, quali gli effetti positivi sortiti a livello locale? 

Il fascicolo del fabbricato possiamo definirlo una sorta di  “carta di identità “ dello stesso. Uno strumento per il monitoraggio del patrimonio edilizio. La sua funzione è duplice: individuare le situazioni di rischio degli edifici, programmare nel tempo interventi di ristrutturazione e manutenzione per migliorare la qualità dei fabbricati. Certo, la Regione ha sottoscritto con il Comune di Barletta un protocollo d’intesa per l’avvio di un “progetto pilota” di sperimentazione delle modalità di intervento, finalizzate alla conoscenza approfondita sulle condizioni del patrimonio edilizio; progetto, finanziato dalla Regione Puglia con c.a. 100mila euro. Grazie alla sottoscrizione del succitato protocollo, sarà possibile monitorare lo “stato di salute” dei fabbricati, verificare se i parametri riportati negli atti autorizzativi siano stati rispettati alla lettera o meno, agire  nell’ ottica della prevenzione del rischio di perdita in termini di vite. Chiaramente, l’iter avviato, che dovrà proseguire con il completamento di questo progetto pilota, è al vaglio del settore di competenza.

Tutto il patrimonio di conoscenze che si andrà ad acquisire, in questa fase di sperimentazione, sulla natura geologica e sulla natura architettonica-edilizia, contribuirà a definire il probabile rischio attuale su fabbricati raggruppati, così come definito dall’art. 6 della L. R. 20 maggio n.27. Sarà predisposto, inoltre, un cronoprogramma obbligatorio di relative verifiche. Le risorse, purtroppo sono limitate, attendiamo che la legge nazionale sortisca effetti organici diffusi, ma il nostro impegno non verrà meno.

Durante la campagna elettorale che l’ha vista concorrere quale candidato sindaco, lei ha più volte dichiarato che dirà stop alla continua costruzione di nuova edilizia, soprattutto, a quella di tipo “scriteriato” e “irresponsabile”, quale, per l’appunto, pare essere stata quella all’origine del tragico accadimento che ha interessato via Roma. E’ ben noto che vi è un processo in corso che ne stabilirà le reali cause. Questo suo impegno, assuntosi con la cittadinanza, implica che si debba provvedere al recupero del “già costruito” senza più ricorrere, però, ad interventi a macchia di leopardo, bensì attraverso una pianificazione che, sicuramente, non può prescindere dalla elaborazione dello strumento che per eccellenza assolve il ruolo di “riorganizzazione” del territorio, alla luce delle istanze ambientali, culturali e insediative.

Lei, oggi, è in grado di indicare qual’è lo stato di avanzamento del PUG della nostra Città?

 Senz’altro occorre avere una visione di insieme per disegnare il miglior assetto urbanistico per la città.

Il primo passo da compiere è l’elaborazione del documento di programmazione, sui tempi di realizzazione del quale, mi sono sempre detto “realista” per non ingenerare false aspettative nei cittadini. Avventurarsi nell’indicare una data certa, in cui si addiverà a tale esito, non sarebbe intellettualmente onesto da parte mia. Per il momento, mi limito a rinnovare il mio impegno, quale primo cittadino, affinchè ciò avvenga in tempi contingentati. Difatti, appena insediatomi, ho provveduto a contattare i progettisti. Il primo elemento ostativo emerso, all’elaborazione rapida del PUG, è stato il constatare che vi erano tutta una serie di adempimenti preparatori allo stesso che non erano stati compiuti. Stiamo, allo stato, verificando in collaborazione con l’ente  Regione Puglia, la nostra condizione urbanistica rispetto al piano territoriale regionale, poiché trattasi di un processo che necessariamente deve essere condiviso con la Regione. Dunque, abbiamo compiuto il passaggio fondamentale, quello di aver ottenuto, finalmente, il quadro preciso del costruito e della tipizzazione delle zone. Da questo momento in poi, ci auguriamo di poter procedere in modo più spedito e giungere ad informare, il prima possibile, la cittadinanza circa stato di avanzamento del PUG. Purtroppo la burocrazia in Italia è di notevole impedimento e non consente di snellire le procedure. Mi sento di escludere che, in questa fase, la politica stia rallentando i lavori.

Allo stato, come amministrazione, stiamo rispettando i propositi resi noti durante la campagna elettorale, di evitare nuove varianti, atteso, però, che non è possibile non tener conto delle situazioni che abbiamo ricevuto in eredità dalle precedenti amministrazioni. A queste ultime occore dare esecuzione per non incorrere in ricorsi dei privati a carico dell’ente che, inevitabilmente, andrebbero a ripercuotersi sulle tasche dei cittadini.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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