Intervista al bartender barlettano Vincenzo Losappio: “Preparare un drink significa creare qualcosa”

Ovunque si decida di andare, quasi fosse una regola scritta, s’incontra sempre qualcuno di Barletta. Una circostanza sicuramente piacevole, che fa sentire sempre a casa anche se si è dall’altro capo del mondo.
E se vi dicessimo che un barlettano trasferitosi da poco a Milano è riuscito a trasmettere le nostre tradizioni a tutti i milanesi (e non solo) con le sue “pozioni magiche”?

Il barlettano Vincenzo Losappio ha iniziato la sua carriera di bartender da giovanissimo alternandosi tra lavoro, studio e famiglia. L’ anno scorso dopo aver avuto occasione di poter partecipare al programma Mixologist andato in onda su Dmax, ed aver avuto così maggiore visibilità  e opportunità lavorative, si sono aperte le porte di questa importante esperienza milanese.

Dopo anni di sacrifici, ormai è chiaro che questo non è solo un lavoro  o un hobby, bensì una vera e propria passione che gli ha fornito la grinta necessaria per continuare a crescere sempre più nel suo settore, dandogli anche la possibilità di poter lasciare il suo segno. Già fieri ed orgogliosi del suo cocktail ”Barletta-Milano”, una variante del “Milano-Torino” proposta nel 2016 con i tipici sapori della Puglia, oggi Vincenzo ci propone il nuovo cocktail “La Disfida”, classificato da Radiobar (webradio che si occupa di food&beverage e musica)  come il cocktail del mese di Gennaio 2017.

Per gli amanti di tali degustazioni, come sottolinea la stessa Radiobar, la “Disfida” è un cocktail che può essere degustato a qualsiasi ora della giornata, quindi possiamo dire che il nostro barman barlettano ha pensato proprio a tutto e ha gentilmente ha risposto ad alcune curiosità di Barletta News:

Com’è nata la passione per questo lavoro?

Ho iniziato a 17 anni a lavorare in un american bar (Cafè Real) come cameriere per essere indipendente nelle mie piccole spese, ma subito sono rimasto affascinato da quelle pozioni magiche che preparavano i bar tender; mi veniva naturale imparare le ricette e i metodi di preparazione solo guardando. Subito i miei titolari di allora hanno notato questa mia propensione e mi hanno dato fiducia facendomi passare dall’altra parte del bancone: dove preparare un drink per me vuol dire creare qualcosa.

Che emozioni hai provato partecipando al programma Mixologist? Cos’è cambiato dopo?

Ho partecipato alla seconda edizione di Mixologist, quindi da buon appassionato del bartending avevo seguito tutte le puntate dell’edizione precedente con la mia ragazza e volevo parteciparvi.
Innanzitutto è stato bello mettersi alla prova ed è poi stato emozionante rivedersi. Dopo ho avuto la fortuna che il giudice della mia puntata mi ha chiamato per lavorare con sè.

losappioHai appena inventato il cocktail “La Disfida”. Ti va di svelarci gli ingredienti e di raccontarci cosa ti ha ispirato per la creazione?

Il cocktail la “Disfida” è ispirato alla Disfida di Barletta. A rappresentare i francesi abbiamo il Calvados (distillato di idromele tipico della Francia) , mentre a rappresentare gli Italiani alleati con gli spagnoli abbiamo del Brandy spagnolo infuso nella carruba ( frutto di una pianta che cresce spontaneamente in Puglia, che era il dolce dei nostri nonni). Poi ci sono succo di limone femminiello del Gargano, amaro pugliese e sciroppo di vincotto a rafforzare il concetto di territorialità, proprio perché la battaglia è stata combattuta nelle nostre terre conclusa con una nostra vittoria.

È tuo anche il cocktail “Barletta-Milano”, ci parli anche di questo?

Il “Barletta-Milano” è il mio biglietto da visita a Milano: l’ho preparato a barlettani, milanesi, pugliesi, ma anche a turisti provenienti da tutto il mondo. È un cocktail-aperitivo con dei prodotti della mia città: vino rosso RossoBarletta, moscato di Trani, olio extravergine d’oliva e polvere di tarallo scaldato pugliese

Stai già lavorando ad un nuovo cocktail?

Lavoro sempre su nuovo cocktail, molti restano nella mia mente, altri li assaggio solo io, solo quando il risultato è eccellente li propongo al pubblico. Quando si fa qualcosa bisognerebbe sempre metterci del proprio e mi viene spontaneo richiamare i prodotti della mia terra.

Quali differenze hai incontrato nel mondo del lavoro da quando sei a Milano? E quali sono i tuoi progetti futuri?

Milano è piena di turisti, se non sai l’inglese sei spacciato, io ho dovuto riprendere i libri per non essere da meno. Poi a Milano è diversa la mentalità: bevono tutti, grandi e piccoli, e a qualsiasi ora (nell’orario dell’ aperitivo i bar vengono presi d’assalto). Si lavora tanto, ma si lavora bene.
Progetti futuri? Mi aspetta una nuova esperienza a Milano, poi si vedrà. Il sogno è tornare nella mia città.

Che consiglio senti di poter offrire a chi inizia ad avventurarsi in questo mondo da giovanissimo come hai fatto tu? L’Italia è un terreno fertile o è meglio avventurarsi all’estero?

I consigli che posso dare a un giovane che vuole fare questo lavoro è innanzitutto studiare quello che si fa(è più facile vendere qualcosa se sai cosa c’è all’interno), avere una dedizione al sacrificio (nel mondo dell’ospitalità si lavora alle feste degli altri) e se si può viaggiare, per imparare le lingue e confrontarsi con più esperienze diverse. Se lo si vuole fare come lavoro serve passione.
Scegliere luoghi di lavoro dove si può imparare e non solo guadagnare. Forse all’estero viene apprezzato di più il nostro lavoro, ma sicuramente l’Italia è un terreno fertile. I migliori bartender sono italiani.

Non possiamo non chiedertelo: qual è il tuo cocktail preferito?

Il mio cocktail preferito è sicuramente l’americano, ma il miglior cocktail in assoluto è quello che bevi con la giusta compagnia nella giusta ambientazione.

Grazie per averci concesso il tuo tempo e buona fortuna per tutto.

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here