Intervista a Roberto Ippolito: “Non c’è attività esente dall’abusivismo”

8Perché un abusivo è definito geniale? Perché attraverso ingegno e creatività riesce puntualmente ad aggirare la legge, facendo passare l’abusivismo per un’azione proficua e necessaria, mentre le istituzioni scivolano pian piano nel girone dei cattivi. È stato questo il tema della presentazione di “Abusivi” il nuovo libro inchiesta di Roberto Ippolito. L’evento è stato moderato da Rita Lamonaca, collaboratrice di Barletta News, media partner della serata presso la libreria La Penna Blu.
Il lavoro di Ippolito è una vera e propria inchiesta giornalistica basata su avvenimenti reali e recentissimi, abilmente ricostruiti tra le pagine del libro. Basti pensare che nel solo 2014 ci sono stati ben 26000 abusi edilizi. E si capisce immediatamente come la mente abusiva non faccia sconti a nessuno, visto che in alcuni casi sono addirittura stati usati bambini piccolissimi come scudo umano per evitare la demolizione di edifici che non avrebbero dovuto mai essere costruiti. «Gli abusivi usano la necessità per giustificare l’opera abusiva. E devo dire che anche in questo caso l’Italia non si smentisce, è un paese di sane tradizioni: anche l’abusivismo è tramandato! Mentre lavoravo al libro ho trovato intere generazioni di abusivi. Nonno, padre e figlio dentisti abusivi. Tanto per fare un esempio» esordisce così il giornalista scrittore autore dei bestseller “Ignoranti”, “Il belpaese maltrattato” ed “Evasori”.
5L’abusivismo non risparmia niente e nessuno. Si manifesta in luoghi di grande bellezza e interesse generando immensi disagi, spesso nella totale inosservanza. A tal proposito Ippolito ha citato il caso di un artista abusivo che, senza alcun permesso, ha collocato una propria installazione nel Circo Massimo di Roma. Non essendo stato notato da nessuno, il tizio ha deciso di autodenunciarsi. Solo così la sua opera d’arte abusiva ha ricevuto l’attenzione tanto agognata. L’apice dell’incredulità – dopo aver parlato della compravendita di loculi e di morti abusivi – arriva quando Ippolito riferisce di noti ergastolani che hanno denunciato la presenza di mafiosi abusivi!
Nonostante i danni, lo sfregio paesaggistico, i rischi e talvolta le vittime causate dall’abusivismo c’è chi nei loro confronti – per l’esattezza un vescovo – ha denunciato un “eccesso di giustizia”. Evidentemente la concezione di rigore e moralità è radicalmente cambiata nel corso degli anni. Lo stesso scrittore ha raccontato di essere stato etichettato come “odioso” perché invita i lettori a seguire le regole in un mondo in cui non c’è più posto per il rispetto, che paradossalmente dovrebbe essere alla base della convivenza civile. «In Italia non esiste più il senso di appartenenza e collettività. Si usa addirittura l’espressione “Mettere le mani nelle tasche degli italiani” quando si parla di tasse. È ovvio che in questo modo il Paese non cammina bene. Il rispetto della legge è un beneficio per tutti ed è evidente che i controlli sono insufficienti».
Detto ciò, come si distribuisce l’abusivismo in Italia? Il Sud vanta il primato dell’abusivismo edilizio e di lavoro nero (in quest’ultima categoria i numeri parlano chiaro: ben 3.100.000 lavoratori di cui nessuno conosce l’esatta collocazione; per non parlare dell’elevatissimo numero di discariche abusive specializzate). Al Nord invece prevale l’esercizio abusivo della professione (dentisti, meccanici, estetiste, parrucchieri, panettieri, medici, benzinai, tassisti, ecc.). Un’altra realtà preoccupante riguarda poi tutte quelle attività che per speculare su benefici destinati ai più bisognosi, si fingono Onlus, circoli e associazioni ludico ricreative.
7Per una strana coincidenza, accingendoci a parlare del ruolo delle istituzioni, è apparso il sindaco Pasquale Cascella che ha colto l’occasione per discutere dell’abusivismo di stampo barlettano, che nelle ultime ore ha sollevato parecchie polemiche: «Vista la realtà che ci troviamo ad affrontare, il titolo del libro è quasi allusivo. L’abusivismo compromette e mortifica le potenzialità che una comunità ha nella sua dimensione. Bisogna avere o almeno ritrovare una coscienza civile. A Barletta è stato commesso un abuso non solo ai danni di un bene pubblico, ma anche a discapito di chi realmente vive una condizione di disagio sociale. Certo si può discutere su limiti, sulle leggi, sulla politica che deve scendere in campo a tutti i livelli, ma il nostro commino deve sempre indirizzarsi verso il recupero della legalità e del rispetto altrui. A Barletta è stato violato il rispetto, pertanto è necessario far comprendere l’importanza del rispetto delle regole. Voglio puntualizzare che non è vero che mi sono rifiutato di incontrare le parti chiamate in causa (nella questione degli occupanti abusivi delle palazzine nella zona dell’ex distilleria, ndr). Ho incontrato gli avvocati di queste persone intimando il rispetto delle regole e delle istituzioni che in situazioni come queste assolvono compiti difficili che però è necessario comprendere».
Non sono mancati interventi da parte del pubblico. Qualcuno ha definito l’abusivismo “l’arte di arrangiarsi” o “uno dei tanti imbrogli resi possibili da pochi e non mirati controlli”. Qualcun’altro ha chiesto se questi comportamenti scaturiscono dalla crisi: e qui Ippolito ha sottolineato come «la crisi è soltanto un alibi, perché l’abusivismo non può essere una risposta alla corruzione burocratica. Che ci siano storture anche là dove la legge dovrebbe regnare è fuor di dubbio. Disfunzioni dello Stato e della macchina pubblica ce ne sono ma questo non può essere un pretesto per commettere reati e imbrogli».

Di seguito l’intervista a Roberto Ippolito a cura di Rita Lamonaca, moderatrice dell’evento.

1Da dove nasce l’esigenza di scrivere Abusivi?
Osservavo alcuni casi di mancato rispetto delle regole. E mi è sembrato giusto approfondire. Tuttavia, cominciando le ricerche, non avrei mai pensato di trovare così tante violazioni. Non c’è attività che sia esente dall’abusivismo. È questo il triste risultato della mia inchiesta: il deficit di legalità caratterizza l’Italia e deve essere descritto in modo dettagliato, per capire che ci fa male, anzi tanto male. L’abusivismo, che significa svolgere attività o avere comportamenti senza permessi e senza requisiti, provoca un’alterazione della vita sociale ed economica su cui non possiamo chiudere gli occhi.

Spesso è un luogo comune legare l’abusivismo al solo ambito edilizio.
Tutt’altro! Anche se l’abusivismo edilizio è molto vitale, con 26000 opere illegali stimabili realizzate nel solo 2014 e il suo sviluppo nel campo delle infrastrutture. La scoperta maggiore, raccontata nel libro con innumerevoli casi, è stata proprio la diffusione dell’abusivismo in tutti i campi: ci sono dentisti abusivi, panettieri abusivi, psicologi abusivi, macelli abusivi, agenti immobiliari abusivi, veterinari, discoteche abusive, meccanici abusivi, ecc.

Qualcuno ritiene convenienti alcune soluzioni abusive che invece bisognerebbe assolutamente combattere.
Dobbiamo comprendere i danni che un abusivo può provocare su più fronti. Per esempio un dentista abusivo provoca innanzitutto dei rischi per la salute, non essendo titolato. Ma offre anche dei prezzi inferiori e quindi pratica la concorrenza sleale. Inoltre non paga le tasse: essendo un evasore danneggia la collettività.

 Quanto è opportuno ritrovare il senso del dovere?
Il nostro Paese ha bisogno di ritrovare il senso dell’appartenenza alla comunità. La legalità e il rispetto dei doveri significano favorire la migliore convivenza civile. Invece gli abusivi esaltano l’individualismo che non guarda in faccia a nessuno, per il proprio tornaconto e per gli interessi personali, senza ragionare sul fatto che loro stessi subiranno danni per i loro comportamenti. Chi ha costruito strade abusive deviando abusivamente il corso del torrente Modica-Scicli, in provincia di Ragusa, ha trascurato il fatto che lì vicino, per altre azioni illegali, era già stata provocata un’alluvione: le sciagure possono avvenire in seguito a episodi come questi.

 Che ruolo hanno le istituzioni in tutto questo?
L’abusivismo non è sempre compreso e combattuto adeguatamente.

Quale legame accomuna i tuoi lavori “Evasori”, “Il bel paese maltrattato”, “Ignoranti” e “Abusivi”?
La cultura e le regole oggi soffrono. La cultura e le regole sono indispensabili per rendere più bella l’Italia che sarebbe già tanto bella. Possiamo impegnarci per far cambiare le regole, non dobbiamo impegnarci per aggirarle.

 

 

 

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Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

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