Il barlettano ha raccontato la sua storia a Barbara D’Urso e alle telecamere di “Pomeriggio Cinque”

L’omofobia è un sentimento che, purtroppo, continua ad essere presente anche nel 2019. Sebbene i passi in avanti nei confronti dei diritti degli omosessuali siano stati notevoli (le unioni civili sono possibili in Italia dal 2016), gli atti di discriminazione nei confronti di una persona non etero e solamente per questo considerata ‘non normale’ continuano ad essere all’ordine del giorno.

È stato proprio questo il caso di Boris Capasso, un ragazzo di Barletta ma residente a Roma, minacciato e deriso a causa del suo orientamento sessuale. La forza del barlettano, tuttavia, ha consentito a Boris di non lasciarsi scoraggiare da quanto avvenuto e di denunciare il tutto, mostrando il suo volto in uno dei programmi televisivi più seguiti, “Pomeriggio Cinque” di Barbara D’Urso.

Dopo essere stato intervistato dalle telecamere Mediaset (la cui puntata è visibile a questo link), Boris ha gentilmente deciso di rispondere a qualche domanda per BarlettaNews.

Ciao Boris, ti va di raccontarci cosa ti è successo?

La mia storia ha inizio lo scorso 17 settembre, quando, dopo essere tornato a casa dopo il lavoro, ho avuto una spiacevole sorpresa. Non appena aperta la porta, infatti, ho trovato all’ingresso per terra un foglio piegato in due. Quando l’ho aperto ho letto una serie di cattiverie e insulti rivolti alla mia persona, al mio orientamento sessuale. Non potevo crederci: qualcuno ha avuto la perfidia di infilare sotto la mia porta di casa una lettera con un contenuto così brutto.

È la prima volta che ti capita di subire una simile ingiustizia?

Purtroppo no. Mi era già successo quando ero piccolo di essere offeso. Alle ingiurie ho sempre cercato di reagire mostrando la migliore arma possibile: l’indifferenza. Un attacco così pesante, però, non mi era mai capitato: dopo aver letto il messaggio di odio ho sentito dentro di me un impulso forte che mi spingeva a non poter far finta di niente anche questa volta. Non potevo star zitto davanti a tanto odio. Non bisognerebbe mai farlo.

Come mai hai deciso di raccontare la tua storia in un programma così seguito come quello di Barbara d’Urso?

Ho deciso di rivolgermi subito a Barbara D’Urso in quanto è l’unica professionista della Tv che da anni, lunghi anni, porta avanti con impegno, sensibilità e determinazione, una lunga battaglia contro l’omofobia.  Poter raccontare la mia storia a Canale 5, nella sua trasmissione, mi è sembrato l’unico modo per arrivare ai cuori e alla ragione di più persone possibili e l’unica possibilità per far sì che la mia esperienza potesse dar forza e sostegno alle migliaia, milioni di persone fragili, che seguono il programma e che sono vittime del pregiudizio e della vergogna. Grazie a Barbara d’Urso e alla sua UNICA, GRANDE battaglia contro l’Omofobia, ho potuto lanciare il mio messaggio di AMORE e di CORAGGIO.

La violenza, di ogni genere, va oltre che condannata anche denunciata, proprio come hai fatto tu. Credi il tuo gesto possa aiutare qualche altra persona omosessuale?

Io spero che il mio gesto e il mio grido di incoraggiamento possano aiutare quelle persone omosessuali che in questo momento si sentono scoraggiate, che hanno paura, che si vergognano di ciò che sono e che non riescono a vivere liberamente e con tranquillità la propria vita. Siete, siamo, esseri speciali e non c’è alcun motivo di fare il gioco di chi ci vuol vedere star male o di essere vittime di pensieri ignoranti. Non c’è motivo di essere insultati gratuitamente e di soffrire a causa di pensieri bigotti e privi di rispetto.

Io stesso, infatti, denuncerei e rivelerei pubblicamente ciò che mi è successo altre decine di volte, aldilà del fatto se i miei affetti sono d’accordo oppure no, perché in certe situazioni è sbagliato stare zitti, essere omertosi, aver paura o far finta di niente, in quanto non si è fatto del male a nessuno anzi sono gli omofobi a fare del male coi loro comportamenti sbagliati perciò è giusto che non si rimanga indifferenti e che ci sia solidarietà e comprensione su certe tematiche.

Ritieni che il tuo coraggio possa spingere altri a denunciare simili episodi di bullismo?

Io spero che la mia testimonianza spinga chiunque è vittima di bullismo, di omofobia, a denunciare, a parlare, a difendere i propri diritti perché credo che sia sbagliato e ingiusto stare zitti, avere il timore di parlare davanti a un certo tipo di azioni o essere omertosi.

Cosa vuol dire oggi, nel 2019, essere gay nel sud Italia? Credi ci sia ancora discriminazione?

Le discriminazioni ci possono essere al Nord così come al Sud. Il pensiero ignorante può esistere in qualunque territorio. La cosa fondamentale secondo me è tagliare certi stereotipi, correggere alcune mentalità sbagliate e interrompere certi cliché.

Non è l’orientamento sessuale di una persona a determinare se è buona o cattiva ma le sue azioni, il suo essere. Le persone vanno amate e rispettate per quello che sono e che fanno, mica per i loro orientamenti sessuali, religiosi o politici.

Qual è il consiglio che ti senti di dare a chi fa ancora fatica a dichiarare la propria sessualità?

NON BISOGNA FARSI INTIMORIRE DALLA BRUTTEZZA DEL MONDO.

Raccontarlo alla famiglia o agli amici non è sempre facile perché c’è il timore di interfacciarsi con una mentalità chiusa, di essere oggetto di giudizi feroci o di ripercussioni legate a cosa dirà la gente.

Fare coming out può essere una fase delicata, a volte ritardata dalla paura di deludere in qualche modo i propri affetti.

Certamente non esiste un momento giusto per rivelarsi, se non il “proprio” momento. Alcuni fanno in modo che i genitori capiscano da soli, altri cercano di far capire facendo discorsi vaghi. Probabilmente non esiste nemmeno una strategia giusta.

L’ignoranza in materia o l’incapacità di mettersi nei panni altrui, possono portare alcuni genitori, parenti, amici, a reagire in modo aggressivo o svalutante.

Ma il proprio orientamento sessuale non è una COLPA o un VIZIO.

Noi omosessuali non siamo persone disoneste quindi PREGO tutti coloro che ancora fanno fatica a dichiararsi, di liberarsi dalla paura, dai sensi di colpa e di vivere senza tabù ciò che si è, indipendentemente da ciò che possono pensare le persone. L’amore è amore e chi ci ama deve farlo senza se e senza ma…

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Sonia Tondolo
Sonia Tondolo classe 1993, consegue la maturità classica presso il Liceo Classico “A.Casardi” di Barletta. Prosegue gli studi umanistici laureandosi in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Bari “A.Moro”. È appassionata di letteratura e giornalismo e sta proseguendo il suo percorso di studi specializzandosi in giornalismo e cultura editoriale. Attualmente è redattrice di Barletta News e si occupa di attualità ed eventi cittadini.

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