Ruggiero Quarto: ” A Barletta aria gravemente inquinata”

inquinamento aria

Nei mesi scorsi a Barletta è stato eseguito un rilievo del traffico urbano finalizzato alla redazione di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). La “fotografia” che ne è scaturita mostra una città soprassatura di autoveicoli. Che il traffico sia opprimente, è nel vissuto quotidiano di ogni cittadino! Ora lo sappiamo nel dettaglio: congestionato e caotico, con sosta ardua e selvaggia. Il tutto condito da un grave inquinamento, come più volte rilevato dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria. Inquinamento responsabile di gravi problemi alla salute, come sottolineato da tutte le agenzie per l’ambiente/salute. Le statistiche indicano che in una città come Barletta è ragionevole attribuire all’inquinamento da traffico circa 30-40 morti l’anno, senza contare altri problemi di salute, quali broncopatie ed allergie, specialmente nei bambini! Si sa, poi, che le statistiche ci lasciano indifferenti sin tanto che non ci interessano da vicino; e allora ci assale la disperazione per tragedie annunciate.

Ora occorrerà passare alla redazione del piano. Ovvero trovare tutte le soluzioni strutturali e organizzative in modo che la mobilità urbana sia efficiente e, nel contempo, l’inquinamento dell’aria sia mitigato. Spero proprio che un tale piano sia realizzato, perché in passato è già successo che il comune abbia commissionato studi preliminari, ben remunerati, senza alcun seguito.

È pur vero che il piano in sé è squisitamente tecnico, ma occorrono gli indirizzi politici. La comunità deve fornire ai tecnici i limiti entro cui muoversi per risolvere i problemi. Il piano deve quindi avere una “filosofia” di base. Infatti, in città possiamo muoverci a piedi, in bici, moto, autobus, metro, auto. Come vogliamo muoverci a Barletta? Quali infrastrutture serviranno? Marciapiedi, piste ciclabili, parcheggi, strade, rotonde, mezzi pubblici?

Dico innanzitutto che il piano che si vuol fare lo chiamano “sostenibile” (la S di PUMS). Ma l’aggettivo “sostenibile” è fin troppo abusato. Sia ben chiaro che l’unico piano “sostenibile” è solo e soltanto quello che non prevede la circolazione di auto e moto veicoli a scoppio in città. Ancor più nel centro urbano. Sarebbero più consoni sinonimi di “Sostenibile”, del tipo “Accettabile”. Quindi PUMA, tanto per essere corretti e non essere presi in giro. Ma quanto accettabile? È una domanda tragica, perché qualsiasi risposta implica deroghe alla salute che, data la sacralità della vita, non dovrebbero esser concesse. Per non far la parte dell’utopista folle, non dico di azzerare, ma almeno di ridurre drasticamente l’impatto funesto del traffico.

Ma, per una scelta salutista e di generale benessere psicofisico, dobbiamo cambiare paradigma nel concetto di mobilità urbana; occorre passare dall’idea di una città per le auto, al progetto di una città a misura d’uomo, ovvero per pedoni. A spazi urbani squallidi, occupati da strade, parcheggi, rotonde, occorre sostituire spazi vitali, con marciapiedi, piazze, viali e parchi verdi. A spazi asfaltati e impermeabili, bisogna rimpiazzare spazi verdi e permeabili. Ciò, oltre che farci bene, eviterebbe l’intasamento della fogna bianca, in caso di pioggia, e il conseguente arrivo di acque inquinate a mare attraverso i numerosi canali pluviali esistenti a Barletta.

Per tale benefico cambiamento è indispensabile una vasta, vasta, vasta area pedonale nel centro urbano, laddove è presente un abitato fitto e sono concentrati la gran parte dei servizi pubblici e privati e molte attività commerciali. Il centro urbano deve diventare una sorta di centro sociale, culturale e commerciale all’aperto: servizi, spazi culturali, negozi. Date le dimensioni e struttura di Barletta ciò e assolutamente possibile e vantaggioso.

Occorre coraggio, una politica lungimirante, premura per la salute dei cittadini e capacità organizzative. Perché, poi, una tale idea sia premiante per tutti, è necessario implicare i portatori d’interesse: cittadini e gestori delle molteplici attività. Insomma, un PUM(S) partecipato e condiviso.

Penso, poi, che sia necessario:

  1. a) agganciare PUM(S) e PUG (Piano Urbanistico Generale), disegnando un centro pedonalizzato e favorendo un policentrismo urbano;
  2. b) rendere funzionale il trasporto pubblico che unisca le periferie al centro (magari con piccoli e frequenti autobus elettrici);
  3. c) completare in maniera efficiente la rete di piste ciclabili e farle penetrare al centro, laddove sono assenti, prevedendo posteggi sicuri per le bici;
  4. d) realizzare parcheggi scambiatori per le auto, serviti da bus navetta per il centro;
  5. e) inibire l’uso di auto e moto veicoli a scoppio e incentivare quelli elettrici;
  6. f) programmare una capillare informazione ed educazione ambientale, implicando le associazioni di volontariato nel campo dell’ambiente e della salute;
  7. g) prevedere centri di aggregazione e spazi d’incontro anche al chiuso.

Dobbiamo assolutamente scongiurare che il PUMS sia sminuito ad un mero piano del traffico, semplicemente per far scorrere meglio le automobili. Siamo Uomini e non robot.

 

Ruggiero Quarto (Docente di Geofisica – Università di Bari)

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteStella di Natale per dire no alle leucemie, linfomi e mieloma
Articolo successivoBiblioteca “Loffredo”, due eventi di promozione della lettura
Ruggiero Quarto
- Laureato in Scienze Geologiche, Università di Bari, con il massimo dei voti. - Vincitore di una Borsa di Studio nel Consiglio Nazionale delle Ricerche per il “Progetto Finalizzato Geodinamica – Rischio Vulcanico”. Quindi Borsista CNR dal 1978 al 1981. - Vincitore del concorso d’idoneità al ruolo di ricercatore in Geofisica Applicata nel Novembre del 1981. - Ricercatore confermato in Geofisica Applicata (settore disciplinare GEO11) presso il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università di Bari. -Relatore di numerose Tesi di Laurea in Geofisica Applicata, nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze Geologiche dell’Università di Bari. - Seminari ed esercitazioni, sia di laboratorio che di campo, su tecniche di acquisizione e interpretazione di dati geofisici, per gli studenti delle varie discipline geofisiche per i Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e Beni Culturali dell’Università di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here