InCanto Solidale: missione compiuta per i due cori polifonici barlettani

“Nulla c’è di più nobile del canto, virtù salvatrice di umanità. Per questo quando un popolo canta c’è da sperare ancora”. Cit. padre Davide Maria Turoldo

Questa frase racchiude al meglio il vero e profondo significato del concerto di beneficenza che si è svolto presso il Teatro Curci, sabato scorso 12 dicembre. Concerto che ha visto come protagonisti il Coro polifonico “Il Gabbiano” e il Piccolo Coro Stabile dell’Istituto comprensivo Pietro Mennea, grazie all’organizzazione dell’UCID e al patrocinio del Comune di Barletta.

Le due corali hanno intrattenuto il pubblico per tre ore, regalando tante piccole emozioni, variegate, come solo la musica sa fare. La prima parte del concerto è stata affidata al Piccolo Coro Stabile, diretto dall’elegantissima M° Maria Teresa Nesta, che segue questi bambini non solo nel loro percorso scolastico abituale, ma anche in questo percorso parallelo di avvicinamento alla musica. Scegliendo per loro un repertorio variegato e non semplice, come si può immaginare, ma anzi ben strutturato sia a livello vocale che a livello scenografico. La stessa maestra ha anche diretto i due cori uniti nell’esecuzione di alcuni brani prettamente natalizi, lasciando una forte impronta anche negli altri coristi, che venivano diretti da lei per la prima volta.

La seconda parte del concerto è invece stata affidata al Coro Polifonico “Il Gabbiano”, diretto dal M° Gianluigi Gorgoglione, che con un repertorio più ampio e complesso ha piacevolmente accompagnato la serata alla sua conclusione. Il Coro, sempre accompagnato da due elementi molto gradevoli: la solista Matilde Mastria e il giovane pianista Marcello Camporeale, ha saputo guadagnarsi l’approvazione di tutto il pubblico, facendo piovere applausi e richieste di bis a fine concerto. Tutto si è concluso con altri due brani a cori uniti, stavolta diretti dal M° Gianluigi Gorgoglione, che hanno portato il concerto alla sua naturale conclusione.

Va anche ricordata la piacevolissima collaborazione del maestro Domenico Mezzina, che oltre ad accompagnare alcuni brani alla chitarra, si è esibito singolarmente tra le due parti dello spettacolo, dando anche possibilità ai coristi di riposare le corde vocali.

Questo è ciò che il pubblico ha visto, ma a sipario chiuso? Cosa accadeva tra le quinte? Cantori che ripetevano, maestri nervosi ed altri presi dalla propria forte emotività, cuori sereni ed altri impauriti, bambini felici e prontissimi ad andare in scena, altri meno felici perché si vergognavano a mostrarsi vestiti da Giuseppe e Maria. Tutti dietro al sipario, pronti ad entrare in scena insieme, uniti dalla forza della musica. E quando il sipario si è alzato quanti wow si sono sentiti echeggiare nel silenzio dell’inizio. Mentre alla fine, dopo che il sipario ha toccato il palco nel segno della fine di tutto, ogni singola persona, bambino o adulto, maestro o cantore, ha dato sfogo alla propria felicità con un urlo liberatorio: “Ce l’abbiamo fatta…!”

Come faccio a saperlo? Semplice, ero lì.

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Ilda Dinuzzi
Ilda Dinuzzi nasce a Trani il nel 1992. Durante la sua infanzia sviluppa l'interesse per la musica e decide di percorrerne la strada studiando per dieci anni solfeggio e violino; da tredici anni è parte attiva della corale polifonica "Il Gabbiano" di Barletta, con la quale ha potuto vivere molteplici esperienze musicali. Nel 2010 si diploma presso l'IPSSAR di Margherita di Savoia e nel febbraio 2016 consegue la laurea in “Scienze dei beni culturali” presso l'Università degli studi di Bari "Aldo Moro". La sua propensione alla bibliophilia la porta nel 2014 a decidere di aprire il blog, un spazio in cui dove condivide le sue opinioni e riflessioni sui vari libri letti, passioni ed esperienze vissute. Attualmente è redattrice di Barletta News occupandosi prevalentemente di musica, libri e teatro ed è anche in attesa di continuare il suo percorso di studi in Archivistica e Biblioteconomia presso l'università La Sapienza di Roma.

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