In Consiglio Comunale è andato in scena il tutti contro tutti

Socialisti pronti (?) ad entrare in maggioranza. L’opposizione perde una pedina

La storia insegna sempre qualcosa, a patto, però, che da essa si voglia realmente imparare. Così come ci ha insegnato il filosofo, scrittore, poeta e saggista spagnolo, George Santayana, “coloro che non riescono ad imparare dalla storia sono condannati a ripeterla.” La politica oggi? Mediazione, contrattazione, manovre sottobanco. L’inciucio, ahimè, è sempre in agguato! Difatti, Barletta, dalla storia passata prima e da quella recente poi, non ha imparato nulla! E il Consiglio comunale consumatosi  martedì 11 novembre, né è la prova provata.

Va in scena il tutti contro tutti. Che in consiglio non ci fosse mai stata una maggioranza a sostegno del sindaco, è cosa nota sin dall’insediamento della Giunta Cascella. Un matrimonio evidentemente “rato e non consumato” quello tra il primo cittadino ed una coalizione che ha finto di sostenerne la candidatura nel 2013. Qual’era il traguardo ambito? Vincere le elezioni. E poi? “Scaricare” il sindaco attraverso manovre subdole nonché squallide e inconsistenti atti di accusa diretti e/o indiretti. Insomma, porre in essere strategie studiate  a tavolino per demolire la figura inattaccabile e l’indiscussa onestà intellettuale del Primo cittadino, dimostrata sino ad ora.

Che la sinistra a Barletta fosse il partito politico capace di fare, da circa un ventennio, ormai, il bello e il cattivo tempo, lo si era capito. Tante le teste che vogliono decidere e metterli d’accordo sarà impresa difficile, se non impossibile! Vittima sacrificale, il sindaco Cascella, ormai ostaggio di una maggioranza in cui tutti remano contro tutti. Una compagine governativa, dunque, di schegge impazzite, pronte a colpirsi tra di loro senza risparmiare fendenti avvelenati neanche al primo cittadino.

Un centrosinistra spaccato su tutto e che non riesce a fare sintesi è alla guida della città della Disfida. Lo dimostrano le assenze di coloro che nel partito democratico “contano”. Insomma, i portatori di consensi, i c.d. più suffragati. Dov’erano? La Presidente del Consiglio si è affrettata a far notare che trattavasi di “assenti giustificati”, così come prevede il più che discutibile Regolamento comunale che definire lacunoso e artatamente insidioso, è davvero riduttivo! E già, i più suffragati, dunque, sono risultati assenti “giustificati”. Il consigliere Caracciolo, uno tra i privilegiati, poiché investito di un duplice mandato, al pari del consigliere comunale Giovanni Alfarano, era impegnato in una seduta del Consiglio Regionale Pugliese. Ma come mai, il consigliere Alfarano, presente nello stesso consesso, unitamente al consigliere Caracciolo, terminata la seduta di cui sopra, si è affrettato a raggiungere l’Assise cittadina e non si è fatto “giustificare?” Forse, il consigliere Caracciolo, dopo essersi espresso favorevolmente, in sede consiliare, approvando le linee di mandato del sindaco, ha avuto un ripensamento? Possiamo affermare, senza il timore di essere smentiti, che il Consigliere comunale Caracciolo è avvezzo a continui ripensamenti sin dall’inzio della consiliatura e, ad onor del vero, non è il solo ad essere affetto da atteggiamenti di incoerenza acuta. Il mistero si infittisce! Il centrodestra non naviga in acque migliori, difatti, comincia a “perdere pezzi”. Diciamo che di cavalli di razza si fa fatica a trovarne anche nel centrodestra. Il capogruppo di Forza Italia, il consigliere Dario Damiani, che tira avanti in solitaria la carretta, può contare solo su un paio di validi elementi. I restanti membri della sua coalizione, bene farebbero  a cambiare “mestiere!”

Durante lo svolgimento di ogni Assemblea consiliare, dunque, si ha la sensazione di essere dentro uno di quei videogames in cui i nemici spuntano da ogni parte e, più ne abbatti, più questi si riproducono, in una gara infinita ed estenuante. Cosi come estenuante è stato il Consiglio comunale a cui facciamo riferimento. Ben 17 ore circa di ridondante e a tratti tragicomico dibattito,  protrattosi ben oltre la mezzanotte. La seduta si scioglie, difatti, all’1.15 circa. Approvati tutti i punti calendarizzati all’odg. Almeno, qualcosa si è prodotto, bisogna darne atto e nel frattempo un altro paio di gettoni di presenza se li si è assicurati! Ma andiamo per ordine.

La bagarre è scoppiata sin da subito, si fa per dire! Occorre sempre tener conto delle ormai fisiologiche due ore di ritardo circa che caratterizzano puntualmente l’inizio dei lavori.

Numero legale ballerino,dichiarazione da parte della consigliera Dascoli di indipendenza dalla coalizione di centrodestra, atteggiamento che non lascia presagire nulla di buono tra le fila della stessa, richiesta di svolgimento dell’assemblea a porte chiuse per consentire la discussione in merito alla domanda di attualità sottoposta all’Assise dal socialista Cannito, così come prevede il regolamento comunale, continue sospensioni, innumerevoli emendamenti, alcuni artatamente studiati per ingenerare confusione, da abili professionisti della politica, reiterate violazioni al Regolamento comunale, invocato a convenienza e da rispettare, alla lettera, all’occorrenza. Nell’Assise civica vige, difatti, da sempre, la regola del “due pesi, due misure”.

Il Segretario Generale e la Presidente del Consiglio, bontà loro, si arrogano il diritto di decidere unilateralmente quando, come e se applicare il regolamento comunale. Un Regolamento che nessuno sino ad ora, si è prodigato di contestare per farne rilevare deficienze e proporne una efficace revisione. Come mai? Forse perché, ai più, risulta sconosciuto e/o fa comodo ricondursi allo stesso, a convenienza? Lo si invoca, difatti, per risolvere situazioni scomode e/o imbarazzanti. Insomma il regolamento rispecchia perfettamente il modus operandi con cui da sempre viene condotta la massima assemblea cittadina.  La parola d’ordine è, difatti, “ognuno fa per sé!”

E fa per sè, chi decide di risultare “ assente giustificato” al solo scopo di far mancare il sostegno al sindaco e creare subbuglio tra le fila della maggioranza, chi intende arrogarsi primogeniture di proposte elaborate nel consesso delle commissioni consiliari, chi, in barba al rispetto delle regole, pur essendosi proclamato ossequioso delle stesse nel momento del suo insediamento, le disattende, materializzandosi, come per incanto, nella ripresa pomeridiana dei lavori assembleari del Consiglio comunale di cui trattasi, alla buon’ora, e già, alle 23 circa, minuto più minuto meno, così come ha fatto rilevare il consigliere del PSI, Dott. Cannito, intervenuto pubblicamente, a microfono aperto, proprio per contestare alla consigliera Claudia Catino, portavoce del M5S Barletta ( presente già durante la mattinata, seppur giunta in ritardo rispetto all’orario indicato nella convocazione del consiglio comunale, al pari di molti altri, ai lavori dell’Assise), il suo arrivo in clamoroso ritardo e  il cui voto, unitamente a quello dei socialisti, per l’appunto, e della “indipendente” Francesca Dascoli, si è rivelato determinante nel consentire l’approvazione del regolamento afferente l’istituzione del registro delle unioni civili nonché l’accoglimento del provvedimento relativo allo Ius soli. Un dato è certo. PSI,  M5S e la consigliera Dascoli hanno sopperito, invocando il senso di responsabilità al mandato conferitogli, alla latitanza dei consiglieri di maggioranza assenti, lo ribadiamo, “giustificati” e alla dura contestazione all’accoglimento dei provvedimenti succitati, da parte della coalizione del centrodestra, i cui consiglieri di riferimento, ad un certo punto, hanno ritenuto di abbandonare l’aula, tacciando i socialisti di aver approfittato dell’approvazione del registro delle unioni civili, per “celebrare la prima unione civile nella città di Barletta, quella tra l’Amministrazione Cascella e i consiglieri comunali del PSI”. Diversamente, i provvedimenti succitati, oggetto delle linee di mandato del sindaco, non sarebbero stati approvati.

Questo il paludato teatrino politico inscenato in occasione del celebrarsi di ogni seduta del Consiglio comunale e a cui i cittadini sono costretti ad assistere, ahinoi, inermi.

Una riflessione è d’obbligo. Tutto questo non può poi trasformarsi in dilatazioni infinite dei tempi di svolgimento dell’assemblea consiliare, in ping-pong tra richieste e risposte, la cui esposizione spesso e volentieri è consentita ben oltre i termini temporali indicati dal regolamento comunale.

No, così non va. Perché in momenti di crisi anche il tempo è una risorsa scarsa che non va sprecata.

Bene, dunque, ha fatto Cascella  a rompere gli indugi, aprendo ufficialmente la crisi politica quasi all’indomani della ennesima seduta Consiliare “farsa”,  a richiedere chiarezza e per il bene dei cittadini e per conferire credibilità al suo progetto politico. Diversamente, sarebbe andato a schiantarsi, esattamente come il suo predecessore, e i Barlettani, purtroppo, con lui.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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