Il secondo Consiglio Comunale: tra debiti, dimissioni, critiche e proposte

Convocato l’8 novembre scorso, non si può certo dire che il Consiglio Comunale tenutosi ieri, 13 novembre, sia stato illuminato dalla proverbiale “buona stella”.
Se precedentemente la convocazione prevedeva solo due punti all’ordine del giorno (cioè: “Svolgimento interrogazioni e interpellanze ex art. 54 del Regolamento del Consiglio Comunale” e “Partecipazione e valutazione delle linee programmatiche del Sindaco ex art. 40, comma 2 dello Statuto Comunale”), all’indomani della riunione dei consiglieri i punti erano arrivati ad essere ben quindici, includendo la surroga del consigliere dimissionario Patrizia Corvasce, già candidata a sindaco per il Movimento 5 Stelle, e il riconoscimento di una lunga lista di debiti fuori bilancio dovuto a tutta una serie di cause perse dal comune nel corso degli ultimi anni.

Inutile dire che il clima era tutto fuorché tranquillo e sereno, un po’ per le dimissioni della consigliera Corvasce, giunte quasi contemporaneamente a quelle del professor Villani e altrettanto estemporanee, un po’ perché l’insieme dei debiti da riconoscere, alcuni risalenti al 2009, ammonta ad oltre 2 milioni di euro, che andranno ad esaurire le riserve di quest’anno presenti nelle casse del comune, un po’ perché questo era il primo Consiglio Comunale dopo due mesi di inattività.
Date queste premesse, è stato quasi naturale vedere iniziare la discussione del primo punto all’ordine del giorno solo alla 16,15 circa, con oltre un’ora di ritardo dall’orario stabilito dalla convocazione.

Il primo punto all’ordine del giorno, riguardante la surroga della consigliera Corvasce è stato agevolmente discusso: agli inziali ringraziamenti del Sindaco per l’impegno dell’ex consigliera e anche dell’ex-assessore Villani (ricordando anche che quest’ultimo ha promesso di continuare la sua collaborazione con l’amministrazione in via gratuita e in accordo con i molti altri impegni accademici), subito è stata presentata la neo-consigliera Claudia Catino, che ha ufficialmente preso il posto della dimissionaria Corvasce come rappresentante del Movimento 5 Stelle.

Ma la presentazione e i rapidi ringraziamenti della neo-consigliera non sono serviti a far dissipare nell’aere le questioni lasciate sospese dalle due dimissioni di particolare rilievo avvenute ni giorni passati: infatti immediata è stata la richiesta del consigliere Cannito affinché il Sindaco leggesse la lettera di dimissioni del prof. Villani e desse motivazioni su questa decisioni. Motivazioni che ricalcano quelle ufficiali date dal professore stesso, non che ci si aspettasse dal sindaco una qualche rivelazione straordinaria su una verità occulta.

Tuttavia non è sembrato che il dott. Cannito avesse a cuore il solo ricevere chiarimenti sulle dimissioni dell’ex-assessore Villani, poiché nella discussione del secondo punto all’ordine del giorno, riguardante le interrogazioni e le interpellanze dei membri del Consiglio, il consigliere ne ha presentate ben due: una circa il criterio di scelta dei dirigenti del profilo amministrativo, sottolineando la presenza nell’elenco dei candidati di un laureato in Lettere e Filosofia, laurea di certo prestigiosa ma che, secondo non solo il consigliere Cannito, non qualifica un soggetto alla gestione amministrativa e finanziaria dell’ente comunale; e un’altra riguardante la causa intentata dall’avvocatura comunale contro il comune stesso, evidenziando il palese paradosso di questa situazione e chiedendo delucidazioni. Due interrogazioni al veleno, perfettamente mirate e pregne dello spirito d’opposizione che ha permeato le dichiarazioni del consigliere del PSI durante tutta la durata del consiglio. Due interrogazioni che hanno sì ottenuto le loro risposte e le rassicurazioni che meritavano, senza però evitare di mettere in difficoltà il presidente del consiglio e il segretario comunale, interpellato più volte durante la seduta per le questioni più disparate e forse visto dai membri del consiglio stesso come l’uomo delle risposte, dimenticando tuttavia che il dott. Porcelli è giunto nella nostra città da poco più di un mese e che, per forza di cose, non può materialmente fornire soluzioni ad hoc per tutti i problemi del nostro comune in un lasso di tempo così limitato.

Le altre due interrogazioni, quella del consigliere Lanotte riguardo la selezione dei dirigenti e quella del consigliere Marzocca, in cui si richiedevano chiarimenti sulle numerose dichiarazioni ufficiali del sindaco e dell’amministrazione tutta riguardo la situazione della Bar.S.A., non hanno fatto altro che aprire la strada a quello che sarebbe successo nelle lunghe ore successive, in cui si sarebbe discusso sulle linee programmatiche di mandato redatte dal sindaco e dalla sua Giunta, come da terzo punto all’ordine.

Ad un’iniziale esposizione, per larghissime linee, dei contenuti del programma di governo, il sindaco Cascella ha lasciato la parola ai vari consiglieri per consigli e/o aggiunte. E se in un primo momento i toni sono stati più propositivi che critici, vedasi l’intervento dell’assessore Damiani (PDL) che ha elargito numerosi consigli all’amministrazione, spaziando dalle politiche sociali alla tutela dell’ambiente, fino a giungere all’annosa questione Bar.S.A., in seguito gli interventi si sono concentrati su una dimensione nettamente critica.

E così è stato criticato l’intento di rivalorizzare la litoranea, intervento impossibile da attuare senza la messa in sicurezza del luogo stesso, che versa in uno stato di degrado a causa dell’inquinamento e degli altri rischi idrogeologici; si è ripresa la questione più che problematica del P.U.G. e della misteriosa sparizione di alcuni documenti fondamentali per l’approvazione dello stesso, dalla quale è derivata un’accesa discussione sul perché non sia stato convocato immediatamente, come richiesto da alcuni consiglieri dell’opposizione, un Consiglio straordinario monotematico; ed infine si arriva alle opposizioni più forti, portate quasi nella totalità sempre dal consigliere Cannito, che strenuamente ha definito le linee programmatiche come un documento compilato solo per assolvere ad un obbligo legale, dimentico di un gran numero di opere di rilievo, impreciso e redatto dalla Giunta senza chiedere opinioni alle altre parti politiche.

Alle critiche di questo e di molti altri consiglieri ha risposto il consigliere Dipaola, affermando che i suoi colleghi sono stati bravi solo a demolire e non a proporre, affermazione che ha poi dato origine ad un disordine tale da costringere il presidente a sospendere il consiglio.
E per troppo tempo tutto è andato avanti in questo modo, tra chi esprimeva assenso e consigliava altri piccoli accorgimenti, e chi invece criticava apertamente le linee programmatiche.

E solo dopo sette, lunghissime ore di discussione su un’infinità di proposte e argomenti fin troppo simili tra loro, si è potuti finalmente passare a discutere dei seguenti dodici punti all’ordine del giorno, riguardanti i riconoscimento di numerosi debiti fuori bilancio.
E anche qui a nulla sono servite le raccomandazioni della giunta, del segretario e del presidente del consiglio riguardo la semplice natura di riconoscimento di questi debiti, alcuni in buona parte già pagati e che necessitano solo del riconoscimento del consiglio per avere efficacia probante presso la Corte dei Conti, che non ci sarebbe stata alcuna conseguenza in capo ai singoli membri del Consiglio nel semplice approvare tali debiti fuori bilancio. Le richieste di chiarimenti sono fioccate, riguardo a possibili responsabilità dei consiglieri per arrivare al perché sentenze vecchie di quattro anni venissero approvate solo ora, e forse a poco sono servite le rassicurazioni degli assessori e del segretario comunale per calmare queste preoccupazioni. Ma giunti finalmente ad un chiarimento, si è dato finalmente inizio alle numerose votazioni che hanno approvato il riconoscimento dei vari debiti fuori bilancio, riconoscimento, come ricordato da molti consiglieri, praticamente obbligatorio.
E così, sullo scadere della mezzanotte, a pochi minuti dall’assegnazione di un ulteriore gettone di presenza, come ricordato simpaticamente da qualche consigliere, si è finalmente chiuso questo Consiglio Comunale.

Molte dichiarazioni, molte sfumature di quello che è accaduto sono andate perse in questa esposizione, che tuttavia non nasce come semplice cronistoria, ma quanto detto basta e avanza per evidenziare il clima presente nel secondo Consiglio Comunale dell’amministrazione Cascella, convocato due mesi dopo il primo e destinato ad aprire una serie di sedute che andranno a discutere argomenti ben più pesanti e di rilievo.

Rimane quindi un solo quesito: se per una serie di ratifiche e per l’espressione di commenti sulle linee programmatiche di mandato ci sono volute otto ore di dibattimenti più o meno aspri, cosa accadrà quando si dovrà discutere del P.U.G o, peggio, dell’approvazione del Bilancio?

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