Il ragazzo del secolo scorso e il PD

incontro pubblico

Oggi si insedia ufficialmente, ma ieri ha avuto il suo esordio pubblico al convegno su Expo 2015 presso la Sala Rossa. Agostino Cafagna è il nuovo segretario provinciale del PD. Per la sintesi tagliata con l’accetta dei mezzi di comunicazione, nella geografia del PD, è un segretario renziano. Più correttamente Cafagna è stato proposto dall’asse Boccia-Caracciolo ed eletto all’unanimità, visto che i suoi competitor (Patruno, Cusmai, Palladino) si sono ritirati. Boccia-Caracciolo, cioé letta-Latorre. Non due renziani della prima ora, insomma.

E d’altronde lo stesso Cafagna ha assai poco il profilo del rottamatore. È un ragazzo del secolo scorso, politicamente parlando. La sua gavetta, lunga e tutta interna alla storia dei DS, nell’area che faceva riferimento allo scomparso Francesco Salerno e a Peppino Dicorato. Di quest’ultimo è stato a lungo considerato il Delfino. Nel 2006 entra in Consiglio comunale, primo mandato di Maffei. Durante quel mandato nasce il PD e dalla fusione tra le sue componenti gli ex DS emergono sconfitti, umiliati, marginalizzati. Nasce allora il duopolio Caracciolo-Mennea. Cafagna divorzia da Dicorato e cerca una dimensione autonoma. Prima con Emiliano, poi con Boccia. Al Maffei bis, come pure alle ultime elezioni con candidato Pasquale Cascella, Cafagna sostiene Antonio Divincenzo (assessore entrambe le volte). Sempre Divicenzo è il nome su cui Cafagna costruisce l’operazione della terza candidatura (con il sostegno di Nicola Maffei) alla segreteria del PD allo scorso congresso; contro i candidati di Mennea e Caracciolo.

Oggi Agostino Cafagna guida il PD della BAT, un aereo che sembra sempre a rischio dirottamento o atterraggio d’emergenza. Un partito che è riuscito a perdere quasi tutto ciò che era possibile perdere, che si anima solo delle polemiche interne e delle guerre intestine. Una qualità certo non manca a Cafagna: il senso di appartenenza al partito. E non potrebbe essere diversamente, per il più giovane discepolo degli ultimi allievi delle Frattocchie e di Botteghe oscure. Così come non manca a Cafagna una profonda conoscenza della macchina amministrativa: da oggi le (pochissime) amministrazioni targate PD avranno un po’ più di fiato sul collo. Ma per ridare linfa a questo PD occorre (fuori da ogni retorica) far crescere programmi, idee, opzioni strategiche e, soprattutto, classe dirigente. È questa la sfida più importante della segreteria Cafagna.

Quante resistenze incontrerà da parte della gestione dei capibastone, delle aree, delle correnti è facilissimo immaginarlo. Il cambiamento, come è noto, è il processo a cui gli esseri umani sono meno inclini.

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32 anni, laureato in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma e docente abilitato tramite TFA, Tirocinio formativo attivo. Ha conseguito inoltre: il dottorato di ricerca in Diritto delle relazioni di lavoro (Fondazione Marco Biagi di Modena), il master in Counseling filosofico ed esistenziale (Università Pontificia Salesiana di Torino) e il Diploma avanzato in studi europei (Collegio europeo di Parma). Ha lavorato su temi europei presso: il Patto territoriale Nordbarese ofantino a Bruxelles, il Parlamento europeo, il Ministero della Pubblica Istruzione, l'Ufficio scolastico regionale pugliese. Ha insegnato Filosofia e Storia nei Licei ed è docente di Istituzioni e Programmazione comunitarie per il Master in Europrogettazione della società Eurogiovani. Ideatore del progetto "Punti di fuga", counseling filosofico per i detenuti. Ha svolto il praticantato da giornalista pubblicista presso Barlettalife. Attualmente è HR Assistant per la società Proger a Riyad, Arabia Saudita. Grande passione per la politica e grande allergia per i politici. Ama la musica classica e il jazz, la scrittura in tutte le sue forme, i gatti (soprattutto uno, il suo, che si chiama Garibaldi)

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