Il Primo maggio non è più la Festa del Lavoro.

Nella Provincia Bat molti negozi sono rimasti  aperti il 1° maggio e i mercati  si sono tenuti  “regolarmente” nel giorno della Festa del Lavoro a Canosa di Puglia e a Margherita di Savoia. E’ la sintesi della riflessione del Presidente Unimpresa Bat Savino Montaruli che a ragion  veduta sottolinea quanto la festività appena trascorsa non rispetti più  le prerogative sia laiche che religiose del 1° maggio Festa del lavoro.

 Se fino a qualche anno addietro le condizioni economiche e sociali del Paese, almeno quelle apparenti, consentivano una riflessione che andasse anche oltre gli aspetti economici e che quindi poteva anche interessare quelli umani, sociali e familiari oggi le cose sono cambiate strutturalmente ed ecco che di quel Valore rappresentato dalla Domenica e dal riposo festivo non se ne parla praticamente più e, francamente, nell’attuale condizione sociale ma anche economica reale, anche “gli interessati” cioè quelli che un lavoro, seppur precario ancora lo mantengono, “abbandonano” la discussione.

Non sono qui a ripercorrere le numerose tappe che hanno visto, di volta in volta nel corso degli anni passati, al centro della discussione il tema del riposo festivo né voglio ricordare chi quelle battaglie di civiltà le ha realmente combattute sul campo, tra i commercianti, con i commercianti e con chiunque ne abbia voluto comprendere il vero senso né voglio sottolineare quanto il tema sia stato, invece, strumentalizzato politicamente ma anche talvolta sindacalmente da parte di chi ha visto nell’apparente difesa di quel diritto motivo di opportunismo “contrattuale” con la grande distribuzione organizzata che praticamente è stata quella che ha “sollecitato” la politica ad assumere taluni provvedimenti normativi, ottenendoli, e lo ha fatto a tutti i livelli, anche territoriali e non solo governativi.

La storia conserva ben chiaramente i comportamenti e le azioni di tutti gli attori di quella lunga serie e quelle portate avanti dalle nostre Associazioni sono ancora ben scritte, anche nella mente di chi ha orgogliosamente seguito e condiviso quelle battaglie “umane”, andando finanche a testimoniarle direttamente a Roma, in Piazza San Pietro e ovunque ve ne fosse stato bisogno.

Quella della difesa del Lavoro e del riposo festivo quindi sembra purtroppo ormai diventata una battaglia anacronistica e di retroguardia ma continua ad offrire enormi spunti di riflessione se è vero che oggi e solo oggi, in concomitanza del 1° maggio cioè quella che era la Festa del Lavoro, qualcuno se ne ricorda e addirittura ci gioca anche sopra mediaticamente con stravaganti trovate pubblicitarie per onorare non si sa neanche bene cosa visto che anche le amministrazioni locali, come hanno strumentalmente fatto anche per il 25 aprile tirando in ballo, offensivamente per i cittadini, la decantata spending review che continua a non esiste per le elargizioni clientelari tutt’ora in corso, anche della Festa del Lavoro non se ne ricorderanno.

In un luogo simbolo della città di Andria e della Fede Cristiana è esposto uno splendido banner della Diocesi di Andria che promuove il Programma Pastorale Diocesano 2013-2015 dal titolo “La Famiglia tra Lavoro e Festa”.

Se quel banner rappresenta ancora un segno di speranza; se quel manifesto continua a dirci che ancora non è tutto perduto allora significa che di tutti questi lunghi anni di crisi economica, sociale e valoriale, nonostante le liberalizzazioni, qualcosa di buono dovrebbe pur restare.

Largo alla speranza!

Nella Provincia Bat molti negozi sono rimasti  aperti il 1° maggio e i mercati  si sono tenuti  “regolarmente” nel giorno della Festa del Lavoro a Canosa di Puglia e a Margherita di Savoia.

 

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here