Il Piano Regolatore e il Mago: lo strumento urbanistico tra intuizioni e scomparse – Parte II

Piano R. 2Con l’emanazione della Legge del 1865 il Comune di Barletta colse l’occasione per mandare in soffitta il vecchio Statuto al quale naturalmente, con molta calma, dette un “successore”.

L’assemblea consiliare presieduta dal Sindaco Scelza iniziò a “lavorare” nel 1868 e dopo un anno con manifesti pubblici e inserzione sul n.136 del periodico “Il piccolo Corriere di Bari” datato 15 dicembre 1869 si notificava che “… Il Consiglio Comunale di Barletta, in Provincia di Terra di Bari, con verbale del 50 p.p. ha approvato il nuovo piano regolatore della Città, elevato dall’Ingegnere del Genio Civile sig. Rosalba Camillo con le tracciate innovazioni e sistemazioni del vecchio fabbricato  e le norme dei nuovi edifici a sorgere per l’ampliamento della Città medesima. Questo piano trovasi depositato nella sala comunale di detta Città ove per 30 giorni consecutivi dalla presente pubblicazione resterà esposto a libera osservazione di tutti, per essere quindi, trascorso il cennato termine, inviato alla competente superiore Autorità per la relativa approvazione.

Barletta dalla Residenza Municipale il 9 dicembre 1869 ”.

Questa prima stesura del Piano Regolatore non ebbe molta fortuna e infatti si dovette approntare un’altra “edizione”. Dopo dieci anni, con deliberazione consiliare del 27 settembre 1879, approvava un altro, modificato,  piano regolatore che però anche questo abortiva.

Ne dava notizia il Sindaco facente funzioni Damato il quale comunicava che “…Il Consiglio Superiore dei LL.PP in adunanza del 26 giugno 1880 N.1079 sul Piano Regolatore Edilizio di questa Città approvato con deliberazione consiliare del 27 Settembre 1879 ed inviato con domanda del Municipio dalla Prefettura di Bari con nota del 29 aprile 1880 per ottenere la dichiarazione di pubblica utilità, emetteva il voto che allo stato degli atti la dimanda avanzata da questo Municipio non poteva essere accettata, ma potevasi riprodurre adempiendosi a quanto in esso voto si trovava da osservare in contraddizione alla legge 25 giugno 1865 ”.

Piano R. 3Questa volta però non si attese tanto e soprattutto si incaricò un nuovo ingegnere per la stesura del nuovo Piano Regolatore che recepiva le eccezioni presentate dal Consiglio Superiore dei lavori Pubblici. Infatti dopo cinque anni dalla risposta negativa del Ministero, l’ing Beer presentava il “suo” piano regolatore, il 1° in assoluto per la Città di Barletta, che veniva approvato con Decreto Regio firmato dal Re Umberto I e registrato alla Corte dei Conti il 4 ottobre 1886.

Il nuovo e finalmente approvato Piano regolatore terminava con una nota dell’ing. Beer sul modo di costruire i nuovi fabbricati ed affermava che “… Il fabbricato ordinato come sopra risulterebbe a grande decoro della Città, acquisterebbe politezza e nobiltà di aspetto e tornerebbe a sgravio di oneri pel pubblico erario. Non sarebbero a carico di questo Comune ma dei privati i pozzi potabili, i pozzi neri e le cisterne (le attuali urbanizzazioni n.d.r.). Le pubbliche vie risultando meno sviluppate per l’aggruppamento delle case in grandi isolati, sarebbe più agevole sistemarle, illuminarle e spazzarle nonché fognarle e la fognatura, nell’interesse della pubblica igiene, usata coi migliori sistemi attuati nelle più civili Città. Tutto quanto fatto è per Barletta di una suprema necessità e della maggiore urgenza ”.

Come al solito a questo punto viene spontaneo chiedersi se erano belli quei tempi o se erano gli uomini di quegli anni, con i loro comportamenti, a renderli belli. Non per niente quel periodo è stato definito la  “Belle époque”.

Signori si nasce ed io lo nacqui !” Il Principe De Curtis docet.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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