Il PD secondo Caputo

All’ultima ora riceviamo commento dell’ex vicesindaco che non registra facili soluzioni alla crisi politica

La natura degli argomenti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale rappresentano, in modo inequivocabile, il senso e la portata dell’ennesima crisi politica e amministrativa in cui versa il Comune di Barletta. Non si capirebbe altrimenti perché, a distanza di 10 mesi dalla elezione del Sindaco, rimane “strumentalmente”aperta la discussione sulle “Linee Programmatiche di Mandato” peraltro già approvate, lo scorso 10 febbraio, con l’innovativa formula del “silenzio-assenso” dei Consiglieri di Maggioranza; oltre al riconoscimento di 2 modesti (ma significativi) “debiti fuori bilancio” ereditati dalla precedente Amministrazione, le cui motivazioni non appaiono tuttora del tutto chiare.
E’ sin troppo chiaro invece che sullo sfondo di questo Consiglio Comunale aleggia lo spettro di un irrisolto conflitto politico tra il Sindaco ed una parte consistente della sua maggioranza, formalmente aperto con il documento sottoscritto da quattro Partiti, compresa (paradossalmente) la Lista Civica “Insieme con Cascella”. Su posizioni “neutrali” invece restano le altre due forze politiche della maggioranza, Rinnovamento Puglia e Sinistra Unita, secondo alcuni perché più “responsabili” ancorché sufficientemente “appagate” dalle posizioni in Giunta e in Barsa.
Una scelta a dir poco discutibile, ma fortemente voluta dal Sindaco, quella di prendere a pretesto la questione degli “Indirizzi Programmatici”, per portare direttamente in Consiglio Comunale una discussione che invece è tutta politica, segando di fatto il rapporto con i Partiti e svilendone compiti e prerogative a tutto vantaggio del già debordante ruolo dei singoli Consiglieri Comunali. Una forma di “autocastrazione politica” che, per quanto legittima, necessita quantomeno di un chiarimento di fondo: ma il “famigerato” patto di coalizione, di cui si fa scudo lo stesso Sindaco, era stato siglato con le forze politiche o con gli “aspiranti” Consiglieri Comunali ?
La Città vive una fase politica molto difficile, e dai tratti poco chiari. Di fatto si tratta di una verifica a carattere preminentemente amministrativo-gestionale che impone al Sindaco, se ne avrà voglia, di riavviare su basi nuove il suo mandato. Occorre prendere atto che la tregua e le chances concesse a Cascella dai Partiti sono scadute, o forse nelle reali intenzioni di alcuni non ci sono mai state. Ma occorre altresì prendere coscienza dei tanti limiti che sono emersi in questa prima fase, soprattutto in termini di definizione di obiettivi e produzione di atti amministrativi, al netto delle riserve che è altrettanto lecito mantenere nei confronti della classe politica.
Una “tregua” che ha tuttavia consentito a Cascella di essere eletto Sindaco e di godere di ampie e, per certi aspetti, meritate prerogative all’atto della formazione della Giunta, avendo potuto indicare ben un terzo degli Assessori.
Non pochi per la verità i deficit e contraccolpi sin qui riscontrati, dalle dimissioni di due Assessori (tuttora non sostituiti) alla “fuga” del Dirigente che lascia scoperti Settori strategici per l’Amministrazione, passando per alcune sciagure giudiziarie sino al ritardo e alla mancata attuazione di alcuni procedimenti: Urbanizzazioni primarie della nuova 167, PUG, Piano delle Coste (con richiamo da parte delle Regione) ecc., solo per citare quelli più rilevanti. Del Bilancio e delle programmazione non si hanno notizie, ed è molto facile scommettere che anche quest’anno se ne riparla dopo che avremo mangiato le angurie.
La Città è in agonia, tra attività commerciali e aziende che chiudono, persone che perdono il lavoro, giovani disperati, per non parlare dei fenomeni crescenti di criminalità e di sfruttamento.
E’ tempo di scegliere e di decidere. Occorre che il Sindaco faccia comprendere alla Città, assumendosi tutte le responsabilità, se esistono le condizioni per dare alla Cittadinanza risposte concrete, recuperando possibilmente un rapporto forte e organico con i Partiti e con tutte le componenti organizzate del territorio, o se invece ci si deve rassegnare al solito dialogo tra “sordi” che vede come protagonisti i soliti “eletti”.

 

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