Il PD Bat promuove una conferenza di ascolto sulla riforma del Terzo Settore 

convegno terzo settore giu14Associazioni, volontariato, cooperative sociali: il Partito Democratico provinciale BAT promuove una conferenza di ascolto alla vigilia dell’adozione del testo di riforma del Terzo Settore da parte del Governo Renzi, che sta raccogliendo in tutto il territorio nazionale idee, suggerimenti, consigli dal basso, a partire dalla bozza del testo disponibile sul sitogoverno.it. È possibile inoltrare proposte e indicazioni alla casella terzosettorelavoltabuona@lavoro.gov.it, così come sarà possibile discuterne e proporre emendamenti, venerdì 13 giugno, a Barletta, presso la Sala Consiliare, alle ore 19, con la presenza dell’ On. Edoardo Patriarca, membro della Commissione Affari Sociali della Camera e Presidente del Centro Nazionale Volontariato. A coordinare i lavori, dopo i saluti del segretario cittadino del Partito Democratico, Franco Ferrara e del segretario provinciale, Agostino Cafagna, il capogruppo consiliare PD a Trinitapoli, Donato Piccinino.

«Esiste un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita e delle persone. E’ l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no profit, delle fondazioni e delle imprese sociali. Lo chiamano terzo settore, ma in realtà è il primo», è l’incipit di Matteo Renzi  alla bozza di riforma, aperta alla consultazione sino al 13 giugno e  che porterà a un disegno di legge delega che sarà approvato in Consiglio dei Ministri il 27 giugno.  Tra i punti salienti, ricordiamo il servizio civile universale per 100mila giovani all’anno nel primo triennio, della durata di 8 mesi prorogabili di 4, al quale possono partecipare anche gli stranieri, il modello di «nuovo Welfare partecipativo, fondato su una governance sociale allargata alla partecipazione dei singoli, dei corpi intermedi e del terzo settore al processo decisionale e attuativo delle politiche sociali», il potenziamento del 5 per mille.

Secondo il capo del Governo, è necessario definire in modo compiuto e riconoscere i soggetti “privati” sotto il profilo della veste giuridica, ma “pubblici” per le finalità di utilità e promozione sociale che perseguono. Occorre ancora «delimitare in modo più chiaro l’identità, non solo giuridica, del terzo settore, specificando meglio i confini tra volontariato e cooperazione sociale, tra associazionismo di promozione sociale e impresa sociale, meglio inquadrando la miriade di soggetti assai diversi fra loro che nel loro insieme rappresentano il prodotto della libera iniziativa dei cittadini associati per perseguire il bene comune». E ancora bisogna valorizzare il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale, «assicurare una leva di giovani per la “Difesa della Patria” accanto al servizio militare». 

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