Il nome è il mio e lo gestisco io – Parte I

Gli sbagli dello stato civile: errori o orrori ?

loffredoDevo chiedere venia fin d’ora al Direttore, oltre che fraterno amico, Michele Sarcinelli che ospita sul suo quotidiano, Barletta News, la mia rubrica di piccola (lo ribadisco!) storia locale, ma questo intervento estemporaneo lo si deve al mio articolo pubblicato un po’ di giorni fa nel quale riportavo la notizia relativa al “vero” nome del Loffredo che, come risulta dall’atto di nascita n.283 dello stato civile del Comune di Barletta anno 1828, non era SABINO bensì SAVINO.

In tantissimi mi hanno contattato e fermato per strada per manifestarmi la loro sorpresa nel leggere tale verità storica e nello stesso tempo per esprimermi il loro malumore per l’assoluta approssimazione e trascuratezza con la quale sono state organizzate le celebrazioni per il centenario della morte ( ma siamo sicuri che era la morte e non la nascita? Siamo sicuri, siamo più che sicuri!) dello storico Barlettano al quale oltretutto è intitolata la Biblioteca comunale (!!!) tenuto presente che non ci si è nemmeno accertati di quale fosse il  vero nome del nostro celebre concittadino.

Torno a chiederti nuovamente scusa Michele, però mi vedo costretto a soffermarmi sull’argomento non tanto per ergermi a tuttologo o depositario della verità ma solo per riportare la mia ormai quasi quarantennale (36 anni) esperienza lavorativa quale Archivista di Stato che, tra le altre cose, mi vede impegnato nell’informatizzazione degli atti dello stato civile (nascite, matrimoni e morti) del Comune di Barletta, la qual cosa mi ha “costretto” a studiare uno ad uno tutti gli atti prodotti dal 1809 (anno di istituzione dello stato civile) fino al 1899. Un secolo di nomi vi sembra abbastanza per farsene un’idea più o meno fondata e quindi per poter parlare con cognizione di causa?

3E proprio l’annuncio delle celebrazioni per il centenario della morte del Loffredo stimolò la mia curiosità (brutto vizio questo!) e volli verificare l’atto di nascita dello storico e con mia minima meraviglia scoprii che il nome voluto dal sig. Giuseppe Loffredo per il proprio figlio era Savino con la “V”.
Dico minima meraviglia non per falsa modestia bensì perché nella lingua barlettana, ribadisco LINGUA barlettana, il nome del Vescovo di Canosa si trasformava da Sabino in Savino e questo supportato dai tantissimi atti di nascita di bambini nati nella nostra Città che riportano tale mutazione linguistico-dialettale.

Viene, per questi motivi, spontaneo il collegamento con il nome Ruggero (deriva dal nome germanico Hrodger o Hrotger che, composto dai termini hrod o hruod  fama o gloria e ger lancia, in Italia inoltre si chiamano Rugg(i)ero circa 23.236), che “ …l’amata lingua natia volle” che fosse trasformato in Ruggiero (Rggiir non una ma due i).
Ho seguito nel tempo gli interessantissimi duelli, all’ultimo inchiostro, tra scrittori-storici e giornalisti di diverse testate che in più di una occasione hanno perorato la causa del Ruggiero con o senza la (i).

Non è mia intenzione schierarmi con nessuna delle due fazioni, anche se sono portato a far mie le verità storiche (deformazione professionale ?), ma viene naturale chiedersi il perché si seguano differenti teorie a seconda del vento che spira. E mi spiego.

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteSeconda Conferenza di Copianificazione
Articolo successivoL’inchiesta giornalistica “Il sole, le ali e la civetta” tocca le energie rinnovabili della Puglia
Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here