Il nervosismo regna: ritardi clamorosi e polemiche parossistiche nella prima parte del Consiglio Comunale

Che questa sarebbe stata una seduta di consiglio comunale particolarmente “calda” era cosa risaputa da tutti, ma pochi avrebbero immaginato quanto sarebbe stato difficile approvare anche solo i primi due punti all’ordine del giorno e tutte le polemiche che, nel corso dei lavori, si sono venute a presentare, mostrando un quadro della situazione consiliare piuttosto imbarazzante, a partire dall’orario di inizio dei lavori.

Infatti, la seduta del consiglio si è aperta, tanto per cambiare, con le ormai tradizionali due ore di ritardo; dalle 9,00 infatti, orario stabilito dalla convocazione, la seduta ha avuto inizio solo dopo le 11,00 in attesa di tutti i ritardatari. Questa volta, tuttavia, il comportamento non è rimasto “impunito”. Ma andiamo con ordine.

Prima di dare inizio alla disamina dei punti all’ordine del giorno, sono state presentate due mozioni: la prima, presentata dai consiglieri Grimaldi e Maffione, ha messo ai voti una condanna simbolica dell’amministrazione verso gli atti di violenza dell’Isis degli ultimi giorni; l’altra, presentata da Giuliana Damato e firmata da numerosi altri consiglieri, prevedeva lo stanziamento di fondi straordinari a favore delle popolazioni del Gargano colpite duramente dai problemi generati dal maltempo negli ultimi giorni. La mozione è stata approvata con l’aggiunta, su proposta del consigliere Cannito, di devolvere il valore di tutti i gettoni di presenza dei consiglieri a favore degli abitanti del Gargano.

Votata e approvata anche questa mozione, il consigliere Damiani ha duramente ammonito il presidente Peschechera sul mostruoso ritardo con cui sono iniziati i lavoro, ricordando che in sede di conferenza dei capigruppo si era deciso che, qualunque fosse stato il numero dei presenti, si sarebbe dovuto iniziare con, al massimo, un’ora di ritardo. Dopo le rassicurazioni del presidente del consiglio circa il ritardo cronico del consiglio potuti passare al primo punto all’ordine del giorno. Ma già da queste prime battute si è potuto intuire quale sarebbe stato il tono di questo consiglio comunale. Certo è che nessuno, in buona fede, si sarebbe potuto immaginare in che modo i toni si sarebbero scaldati di lì a pochi minuti.

IMG_6652Infatti il primo punto all’ordine del giorno, ovvero la determinazione dei prezzi di cessione delle aree fabbricabili da destinare a residenza e a terziario direzionale commerciale, è stato presentato con molta calma dall’assessore Dipalo, il quale ha tenuto ha precisare la fondamentale importanza dell’approvazione di questa determina in vista della finale approvazione del bilancio e di quanto questo provvedimento sia in realtà un unicum con quello previsto al punto successivo, nell’ottica dell’alienazione di immobili pubblici ormai infruttuosi e diventi di peso per il comune.

In un primo momento nessun consigliere ha voluto prendere la parola ma, mentre si passava alla votazione, il presidente Peschechera si è resa tardivamente conto della richiesta di prendere la parola del consigliere Antonello Damato, al quale è stato quindi permesso di intervenire. Questa violazione formale del protocollo ha fatto andare su tutte le furie il consigliere Cannito che, coadiuvato dal consigliere Damiani, ha cominciato ad inveire contro il segretario Porcelli e la presidentessa Peschechera, accusando che, a votazione iniziata, cedere nuovamente la parola ai consiglieri era un atto gravemente antidemocratico e contro la legge.

A nulla sono serviti i 15 (in realtà 40) minuti di sospensione, dopo i quali la discussione è ripresa più aspra di prima, con parole forti che sono volate tra Damato, Cannito e Damiani, alcune riferite alla presunta incompetenza momentanea del presidente del consiglio, la quale è stato invitata a lasciare il proprio ruolo al suo vice almeno per questa seduta.

Il paradossale clima di tensione e condanna non è scemato in breve tempo, nemmeno dopo l’approvazione della determina, dato che, prima di presentare il secondo punto all’ordine del giorno, il consigliere Ventura, pur dando in parte ragione ai rilievi di Damiani e Cannito, ha affermato che non è possibile fare certi “spettacolini” (sarebbe stata più adatta l’espressione “tragedia greca” ndr), che bisognava evitare certe manifestazioni e che si dovrebbero evitare, per amor di brevità, interventi inutili; ciò ha provocato un’ulteriore, dura reazione del consigliere Alfarano.

Ristabilita la calma e lasciata da parte questa futile quanto inutile e, anzi, dannosa manifestazione di idee che, senza troppi giri di parole, ha gettato ancora di più nel ridicolo l’immagine dell’amministrazione comunale, si è potuto passare all’esame del secondo punto, complementare al primo, ovvero la conferma e aggiornamento del “Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari” del Comune di Barletta.

IMG_6653Unanime, per fortuna, l’opinione dei consiglieri comunali, tutti solidali con i consiglieri Damiani e Giuliana Damato (consenso inter partes, incredibile!), i quali hanno rimarcato come il progetto in via di approvazione fosse la copia di quello approvato lo scorso anno, con persino alcuni dati ormai obsoleti visto quanto accaduto istituzionalmente nel corso di questi dieci mesi. Si è quindi richiesto un maggiore impegno da parte dell’amministrazione nell’applicazione effettiva e non solo sulla carta, e anche una maggiore solerzia del settore Demanio che, come ammesso dall’assessore Dipalo stesso, ha riscontrato alcuni problemi nell’ultimo anno.

Sfiorato un nuovo tafferuglio dopo una dichiarazione “politica” dello stesso assessore, il Sindaco è intervento con una sorta di mea culpa sulla situazione di questi immobili, affermando però con forza che molto è stato fatto e si sta facendo affinché questo progetto di alienazione e valorizzazione, unico in tutti i comuni d’Italia, sia effettivamente attuato. Finalmente, alle 15,15, si è potuti passare alla votazione ed approvazione del progetto prima della sospensione, richiesta dal consigliere Grimaldi, con il termine massimo delle 16,30 per il rientro in aula, termine puntualmente disatteso (se permettete l’ironia)al momento in cui questo articolo viene pubblicato.

Non rimane che aspettare pazientemente la ripresa della seduta, sperando che gli animi si siano placati e che si riesca, nelle prossime ore, a votare più di due delibere senza ulteriore caos e mancanze di rispetto reciproche. Speranza, purtroppo, a dir poco vana, ma comunque dura a morire.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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