Il Natale attraverso i secoli: storia e origini di una festività “solare”

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Zaccaria mostra un papiro che riporta il suo cantico

…grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace.

Quello che avete letto è un cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca, comunemente conosciuto come “Benedictus” o “Cantico di Zaccaria”, in cui per l’appunto Zaccaria, padre di Giovanni Battista, ringrazia Dio per il figlio concessogli e per l’imminente venuta di Gesù Cristo, definito allegoricamente come “un sole che sorge.

Il ruolo di “Sole che sorge” di Gesù Cristo nel Cristianesimo  è piuttosto importante, e nel Natale questa allegoria è quanto mai evidente: nelle omelie, i sacerdoti arrivano persino a giustificare la presenza delle luci presenti negli addobbi Natalizi in quanto metafora dell’imminente arrivo della vera Luce. In realtà quest’ultima frase è più un’iperbole che altro, poiché tanti sono i simboli, molto più sacri e “seri” che legano la figura del figlio di Dio alla luce e al Sole… e tuttavia di certo non è stato Gesù Cristo ad essere il primo figlio di una divinità o persino una divinità stessa ad essere associata alla stella attorno a cui il nostro pianeta orbita e, soprattutto, a festeggiare il proprio “compleanno” tra il 24 e il 25 dicembre, anzi!

La lista, più o meno attendibile, di divinità e “figli di dio” prevedrebbe circa 30 figure, provenienti da tutto il mondo, che festeggiano il proprio compleanno tra il 21 e 25 dicembre. Nella lista (di cui potete trovare una rappresentazione quasi totale nella galleria alla fine di questo paragrafo), tanto per fare un esempio banale, è presente anche il più possente dei figli di Zeus, ovvero Eracle, o Ercole se preferite. Ma tra le tante figure di questa lista vi sono divinità che presentano molte caratteristiche in comunque con il Messia della religione cristiana, quali la nascita da una Vergine (la divinità Mitra di numerose religione del medio-oriente) e la resurrezione dai morti (Osiride del mito egiziano), e tutti sono accomunati dal particolare legame con il sole e la luce (altro esempio banale, Horus e Ra del mito egiziano e Krishna della religione indù).

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Come mai quindi questa convergenza di figure legate al sole che festeggiano il loro compleanno negli ultimi giorni di Dicembre? È presto detto:  la data del 25 dicembre corrisponde, grosso modo, alla vittoria del Dio Sole del caso (scegliete voi quale) sulle Tenebre o meglio, usando termini più pragmatici e meno spirituali, con l’inizio dell’allungarsi delle giornate dopo il solstizio di inverno. È dunque la rinascita del sole dopo l’accorciarsi delle giornate l’evento che spinge da millenni le popolazioni di tutto il mondo a festeggiare la vittoria della Luce sulle Tenebre, in un immaginifico scontro ciclico tra Bene e Male, Vita e Morte.

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Imperatore Marco Aurelio Antonino, o Eliogabalo

Il Natale Cristiano dunque poggia le radici della sua collocazione temporale non tanto nell’effettiva nascita di Gesù Cristo (il cui vero “compleanno” è praticamente impossibile da stabilire con certezza), bensì su una festività che ai tempi dell’affermazione ufficiale di Cristianesimo era ben radicata nella tradizione dell’Impero Romano, ovvero la festa di Sol Invictus, o Sole Invincibile, festività ufficialmente importata dall’oriente prima dall’imperatore Eliogabalo, primo sacerdote a Roma della divinità solare El-Gabal, intorno al III secolo d.C. e successivamente da altri imperatori, che da allora in poi si facevano raffigurare sulle monete con una corona solare attorno al capo.

In realtà, nel culto romano al Dio Sole si mescolarono numerose figure di divinità preesistenti, quali il già citato Mitra (il cui nome tuttavia era ben noto a chi praticava riti misterici) e le divinità egizie che entrarono di prepotenza nella cultura romana fin dai tempi di Giulio Cesare, però i Romani non erano digiuni di celebrazioni dedicate al periodo del solstizio, come per esempio i Saturnalia, festività in cui le regole imposte dalla società subivano un sensibile allentamento.

Quando dunque la religione cristiana fu prima riconosciuta ufficialmente dall’Impero e poi dichiarata religione ufficiale, le celebrazioni per la natività del Messia furono stabilite per il 25 dicembre, sempre sull’onda di quella furba mossa di marketing religioso già illustrata nel precedente articolo sulla ricorrenza di Halloween e delle festività di Ognissanti. Un modo, insomma, per introdurre qualcosa di nuovo sfruttando qualcosa di vecchio, molto popolare ma che andava eliminato e, molte volte, demonizzato (basti pensare che nei Saturnalia dominavano i riti orgiastici ed è probabilmente impossibile che un qualsiasi credente cristiano ammetta riti simili, perlomeno in pubblico).

Non sappiamo dunque se molti dei caratteri fondamentali della figura di Gesù Cristo, quali la sua natura divina, la nascita da una vergine, la sua morte e resurrezione, siano originari della dottrina protocristiana, quella più vicina nel tempo alla vita di quella importantissima figura che è Gesù Cristo, che si sia credenti o meno, oppure siano stati dogmi stabiliti dai primi concili, avvenuti quasi 400 anni dopo la vita e le opere del figlio di Dio per la religione cristiana e il risultato dell’unione delle caratteristiche di più divinità. E non è nostro compito, al momento, esprimere un giudizio.

auguri-nataleQuello che però possiamo affermare con certezza è che il Natale, con tutta la sua commistione di simboli provenienti da ogni parte del mondo (dal presepe, più cristiano, per passare a Babbo Natale e poi arrivare a simboli più “pagani” quali l’amatissimo albero di Natale, tutto di origine celtica)rimane una delle festività più importanti e amate in tutto il mondo, indipendentemente da razza e religione, per i sentimenti di bontà e altruismo che ispira e anche per il consumismo che ha generato.

E alle accuse, perlopiù fondate in realtà, dei rappresentanti religiosi, secondo cui si pensa troppo al marketing e poco alla spiritualità, risponderei che, se 1700 anni fa non fosse esistita una strategia di mercato, oggi probabilmente non esisterebbe alcun Natale. Perciò, accontentiamoci del bel clima festivo che si genera sempre intorno a Natale, nonostante i tempi bui che attraversiamo, e festeggiamo in pace questo periodo che da millenni nessun esponente della razza umana fa passare inosservato.

Buon Natale a tutti!

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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