Il Monumento alla Disfida: Cronistoria di un diritto difeso – Parte II

fig.2L’occasione la colse, il 13 febbraio 1928, il Commissario Prefettizio cav. Vincenzo Gallo il quale durante i festeggiamenti riformulò “il voto per erigere l’atteso monumento”.  

Tra i primi ad accogliere l’invito il sig. Giovanni Papeo che inviava al Commissario Prefettizio dott. Vito Lattanzio, una lettera con la quale comunicava di aver dato inizio ad una raccolta fondi a favore della costruzione di un Monumento Nazionale alla Disfida.

Nella sua missiva il Papeo spiegava che “… Dopo quattro secoli, sotto il maglio potente del primo cittadino di Barletta, sorse e dilagò sfolgorante, superbamente bella, l’idea di far sorgere a Barletta un monumento ai tredici della Disfida. Per cominciare a fare opera fattiva le compiego qui in seno un assegno del Banco di Roma di L.208,20; detta somma rappresenta L.100 per mio concorso volontario  e L.128,20 dei miei dipendenti per il medesimo scopo. Essi con entusiasmo hanno rilasciato nelle mie mani, la paga di una giornata di lavoro. Sono certo che il gesto di questi troverà eco e consenso fra tutti gli altri colleghi alla dipendenza di altre ditte, che per un fine così alto dovranno anch’essi seguire l’esempio ”.

Diffusa e intensa propaganda fu anche fatta a mezzo stampa, con articoli sui quotidiani Il Giornale di Sicilia, La Gazzetta del Lunedì, Il Resto del Carlino, Il Popolo di Roma, Lo Stato, Il Lavoro d’Italia, Il Popolo d’Italia e L’Ora di Palermo.

La nobile gara che ne seguì fu veramente commovente e i primi contributi, oltre a quello del Papeo, giunsero da Angela Barracchia L.10, Pasquale Leporace a nome del corpo insegnante del Regio Ginnasio e Liceo Pareggiato L.150, Lazzaro Ruggiero Gentile L.100, Gioacchino Delcarmine L.10,50 oltre a L. 8.972  ricavato della vendita di marche Pro Monumento.

Risposero anche, con spontaneo entusiasmo, mettendosi a disposizione del Comitato promotore, i Podestà di Soragna (Parma), patria di Domenico Marenghi da Soragna erroneamente detto Riccio da Parma, di Troia, di Gennazzano (Roma) e l’Associazione Pugliese con sede in Milano.

Toccanti oltre che sentiti furono gli articoli pubblicati dalle più importanti testate giornalistiche nazionali. Tra i tanti vogliamo segnalare quello inviato da Leonardo Spadavecchia e pubblicato dal quotidiano l’Ora di Palermo il 27 agosto 1929 “…Nell’albo aureo della Storia d’Italia, la Fedelissima, è consacrata cometa sede della prima affermazione del sentimento di italianità perché in queste gloriose contrade tredici prodi d’ogni pare d’Italia nel 1503 vendicavano per la prima volta colle armi e colla vittoria l’onore della Nazione offesa dall’insulto straniero e degni discendenti di Roma, col loro ardimento imponevano la nostra Patria all’ammirazione e al rispetto delle Nazioni. A quei tredici generosi la Città della Disfida fiduciosa attende che il Governo del Duce Magnifico voglia erigere un Monumento grandioso”.

Per gestire questa lodevole iniziativa alle ore 18,30 del 22 gennaio 1930 nella sede del Fascio di Combattimento sito al corso Vittorio Emanuele si costituì il Comitato per il Monumento della Sfida. Presidente fu eletto il Commissario Prefettizio del Comune di Barletta; membri onorari i Podestà dei Comuni patria dei 13 Campioni della Sfida; membri effettivi Grand’Ufficiale Arcangelo Cafiero, cav. Giuseppe Girondi, notaio Tommaso Severini, generale Francesco Maria Torre, cav. Pietro Reichlin e il dott Vito Lattanzio. Dopo l’elezione del Comitato lo stesso deliberò le priorità da perseguire “… 1° Costruzione ed istallazione di due antenne della Vittoria a ridosso del Monumento ai Caduti, sulle quali verrebbero issate nelle grandi ricorrenze i gonfaloni della Città di Barletta; 2° Costruzione di un Monumentino nella Piazzetta della Sfida (fig.2), giusta disegno del prof. Vincenzo De Stefano e progetto dell’Ing. Boccassini, facendo fronte alle spese prelevandole dal fondo per il Monumento alla Sfida; 3° Accentrare a detto Comitato tutte le attività e festeggiamenti cittadini atte ad incrementare il fondo per il Monumento della Sfida che sorgerà in Piazza Roma devolvendo il ricavato netto per 2/3 al Monumento della Sfida e 1/3 per beneficenza ed assistenza ad organizzazioni di guerra e cittadine”.

Dopo l’ennesima partenza da velocista, l’iniziativa perse via via smalto e potenza, vuoi anche per gli ostacoli insormontabili posti, sul percorso già di per se tortuoso che portava alla realizzazione del monumento,  da importanti personaggi politici baresi i quali pensarono bene di proporre, loro, la costruzione di un monumento da porre nel capoluogo.

 Questo smacco portò ai moti popolari del 3 novembre 1931, riportati nel suo libro da Don Peppuccio Damato, causa scatenante del tramonto di un sogno chiamato “Monumento alla Disfida”.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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