Il Monumento alla Disfida: Cronistoria di un diritto difeso – Parte I

fig.1Barletta è universalmente (troppo ?) ricordata come la Città nella quale si svolse la famosissima Disfida e per questo motivo vogliamo ragguagliarvi sugli avvenimenti che agli inizi dello scorso secolo portarono alla ideazione prima e alla tribolatissima costruzione poi, del monumento per i Tredici e la loro impresa.

L’idea è nata soprattutto perché le manifestazioni per rinverdire quell’importantissimo scontro tra Italiani e Francesi  sono diventate più una vera e propria festa popolare (tipo i festeggiamenti dei Santi Patroni) che un rilevante ed appropriato modo di far comprendere a tutti, il ruolo strategico che la Città di Barletta ha sempre rivestito nella Storia dell’intera nazione .

Fra i tantissimi documenti conservati presso la Sezione di Archivio di Stato di Barletta che trattano la Disfida di Barletta e tutto quello ad essa collegato, abbiamo pensato di “riportare alla luce” gli accadimenti che portarono all’ideazione del monumento e alla sua edificazione.

Lungi da noi equiparare quello che stiamo per riportare a quanto scritto, in maniera a dir poco irripetibile, da don Peppuccio Damato (atto di nascita n.1641 del 1886 nasce DAMATO “senza apostrofo” Giuseppe)  nel suo libro del 1968 “I moti popolari di Barletta per la contesa storica e per il monumento nazionale alla Disfida 3-10 novembre 1931”, al contrario vogliamo far conoscere come nacque e si sviluppò l’idea di ricordare quei Tredici eroi con un monumento.

Bisogna tornare indietro di 145 anni per registrare le prime iniziative serie relativamente alla erezione di un monumento per ricordare la Disfida.

Fu infatti il Sindaco Nicola Parrilli che il 15 marzo 1866, con approvazione unanime ed entusiastica del consiglio comunale propose la costruzione di un gruppo bronzeo. L’apposita commissione, subito costituitasi, dette incarico, dopo aver visionato tutti i bozzetti inviati da ogni parte d’ Italia, allo scultore romano Achille STOCCHI  il quale, meno di un anno dopo, il 13 febbraio 1867 consegnò l’opera Fieramosca abbatte La Motte al Comune di Barletta e durante i festeggiamenti per l’avvenimento fu aperta una prima sottoscrizione pubblica per il monumento.

I buoni propositi, come spesso accade, hanno vita corta ed infatti nulla fu più fatto e dovettero passare altri 14 anni per registrare un’ ulteriore iniziativa e questa volta in occasione dell’inaugurazione del monumento a Massimo D’Azeglio avvenuta il 7 ottobre 1880, il senatore Ottavio Serena faceva voto che “in Barletta venisse elevato a gloria d’Italia e di Barletta e dei Tredici Campioni e delle loro Città il Monumento Nazionale della Disfida”.

Altro colpo d’oblio durato 23 anni e poi improvviso risveglio il 13 febbraio 1903, allorquando l’ing. Giovanni Milano in occasione del 400° anniversario della Disfida, ancora una volta propose di costruire il monumento. Anche per l’amministrazione Milano il tutto durò pochissimo e partorì la lapide commemorativa che fu posta sulla parete laterale della Chiesa del Santo Sepolcro (fig.1).

Ci volle un ulteriore quarto di secolo per riprendere il discorso interrotto sul monumento.

A domani per la seconda e ultima parte di questa cronistoria…

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteFermato cinese per favoreggiamento della prostituzione
Articolo successivoBari, colpo al caveau: premiati i due Carabinieri che arrestarono uno dei rapinatori
Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here