Il mistero buffo del nuovo statuto della BAT

L’evento più misterioso di questo Ferragosto 2015 non è, come ogni anno, l’Assunzione in cielo di Maria Vergine. Nella graduatoria dell’umana inspiegabilità questo è stato superato da un fatto ancora più misterioso, l’approvazione all’unanimità della proposta, da parte del Consiglio, di nuovo Statuto della provincia di Barletta-Andria-Trani. Personalmente ho appreso la notizia a cose fatte, e poco male se questo riguarda un singolo cittadino, ma sono rimasto interdetto quando ho saputo di sindacati, associazioni e così via, che denunciavano di non essere stati consultati. Non sono a conoscenza di interventi di partiti ma, a quanto si dice, ciò è dovuto soltanto a opportunità politica, poiché sembra che non siano stati consultati neanche loro.

     Per capirne di più, ho fatto allora la cosa più semplice che si fa in questi casi, e cioè andare sul sito della Provincia dove c’è, com’è ovvio, il “vecchio” Statuto, ma non ho trovato traccia del nuovo testo approvato, al momento soltanto un oggetto virtuale e giornalistico. Si potrebbe obiettare che non si tratta di un atto compiuto, in quanto ancora da sottoporre all’Assemblea dei sindaci, ma non può sfuggire che la questione non è solo formale (se insomma vi sia o meno un obbligo di pubblicazione), ma attiene bensì alla conoscibilità di un processo particolarmente importante che riguarda un atto fondamentale del territorio provinciale, a maggior ragione se nella costruzione di questo processo vi sia stata, come pare, una carente “partecipazione”.

     Ora, mettendo insieme la carenza delle consultazioni preliminari e l’inesistenza di informazione documentale successiva, non ci dobbiamo meravigliare se, come in tutte le situazioni particolarmente oscure, si rincorrono ora le voci più contrastanti: è stato approvato il vecchio testo, no, è un nuovo testo, sì ma ricalca quello preesistente, macchè, è completamente nuovo, ci sono emendamenti, no, non ci sono modifiche.

     Questa vicenda tuttavia ha un lato positivo: ora è più chiara a tutti la differenza tra la comunicazione politica e la comunicazione istituzionale, spesso confuse erroneamente. Da un punto di vista politico siamo stati bombardati di comunicati trionfalistici: approvato il nuovo Statuto, la provincia BAT ha adempiuto regolarmente agli obblighi della legge Del Rio, abbiamo la nuova “Costituzione” della Provincia ecc. ecc., ma da un punto di vista della semplice conoscenza dell’atto, niente. Per dirla in altri termini, il nuovo Statuto è stato oggetto di pubblicità ma non di pubblicazione, e questo fa sì che la discussione sia ormai aperta, ma non si capisce ancora su cosa. E allora giù le dichiarazioni: a Barletta ci si lamenta del fatto che il nuovo Statuto faccia diventare definitiva la sede legale in Andria, fino a questo momento provvisoria, mentre ad Andria si protesta (vedi il comunicato del Coordinamento Associazioni Civiche Andriesi del 14 agosto su questa stessa testata) esattamente per l’opposto, ovvero per un presunto spostamento della sede legale a Barletta. Si favoleggia anche su una presunta attribuzione della sede della Prefettura che, com’è noto, non è nella disponibilità degli amministratori provinciali, essendo prerogativa soltanto del Governo, e chi più ne ha più ne metta.

     Insomma un guazzabuglio con contorni comici al limite del gossip, come se non bastasse la nebulosità dello scenario nazionale, quello della riforma della province, già di per sé provvisorio, poco chiaro agli stessi politici e per molti versi discutibile.

     Ora, sia pure per un minimo di trasparenza, è lesa maestà chiedere che il testo approvato dal Consiglio provinciale sia reso pubblico, giusto per sapere di che cosa si sta parlando, e anche per evitare il dispendio inutile di energie celebrali e per prevenire l’insorgenza di nuovi rigurgiti campanilistici?

     Lo Statuto è la carta fondamentale della Provincia e quindi, anche se il non fare più consultazioni sembra essere diventato di moda, non può comunque essere appannaggio dei soli amministratori provinciali, peraltro neanche eletti dai cittadini (ma questa è un’altra storia…..).

     Vorrei concludere con un appello a questi ultimi e anche ai sindaci, che saranno presto chiamati a pronunciarsi: rendete pubblico il testo dello Statuto prima che diventi oggetto di decisione definitiva da parte dell’Assemblea dei sindaci, tramite il sito della Provincia o altro mezzo, per rispetto dei cittadini e delle loro organizzazioni. Per il futuro, cercate di limitare la comunicazione politica, sulla quale c’è ormai un interesse molto vicino allo zero, e puntate maggiormente sulla comunicazione istituzionale. I cittadini della Provincia, che sono persone intelligenti, sapranno apprezzare. Grazie.

 

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