Il Distretto Militare di Barletta: ricordi sentimental-cronistici di un’istituzione scomparsa – Parte II

Naturalmente i lavori iniziarono subito dopo la stipula del contratto e i militari furono momentaneamente allocati nel Castello e nel Carmine, ma nel 1881, quando i lavori di adattamento stavano per essere completati, il Colonnello Comandante della Direzione territoriale del Genio Militare di Bari, con nota del 10 novembre inviata al Sindaco, manifestava che “…in seguito a rapporti pervenutomi dal quel Distretto militare sullo stato sanitario dei militari qui di presidio, chiedo a codesto Municipio ad offrire altri fabbricati in posizione più salubre dei predetti per uso di caserma. In caso questo Comune non ottemperasse a quanto sopra, il Genio trapianterebbe in altro Comune questo Distretto Militare”.

La risposta del Sindaco fu immediata ed indirizzata direttamente al Ministro della Guerra e nella missiva “…prega caldamente a non voler effettuare il trasloco del Distretto Militare da questa Città, perché per ottenere qui la sede il Municipio di Barletta erogò l’egregia (che finezza dialettica !) somma di £.50.000 per adattamento dei locali, nonché concesse gratis il terreno su cui è costruita la polveriera a 2 Kilometri fuori l’abitato.

Ove quindi avesse luogo una tale minaccia questa Città ne risentirebbe un danno gravissimo, mentre per il Municipio, sobbarcarsi alle spese sopraccennate, lo faceva per animare vieppiù le industrie cittadine che trovano alimento di consueto ave risiede un Distretto Militare. Quest’Amministrazione si augura dunque che la S.V., prendendo in seria considerazione quanto si ha l’onore di apporle, vorrà con sua autorevole nota calmare le legittime apprensioni di questo Municipio, molto contrariato dalla lettera del Comando del Genio di Bari ( e di dove se no ?)”.

L’accorato appello fu accolto e il Distretto non subì il minacciato e disgraziatissimo “trasloco” anche perché quell’anno stesso i lavori agli stabili in questione furono terminati e consegnati all’Amministrazione Militare.

Ma dopo meno di 15 anni, il 1895,  si tornava alla carica e una nuova minaccia di soppressione del Distretto, per strumentali motivi economici, si affacciava minacciosa sulla vita della nostra Città.

Questa volta difendere i legittimi interessi della comunità Barlettana spettava al cav. Mandara che in un memorandum inviato al Ministro ricordava i non indifferenti sacrifici sostenuti dall’Amministrazione cittadina per ottenere l’assegnazione dell’importante istituzione e ricordava inoltre che “… con l’apertura della linea ferroviaria Spinazzola-Barletta, col tram a vapore da Bari (Tramvia), Barletta può considerarsi centro importantissimo e potendo usufruire di Ferrovie e strade ordinarie, si presta ad un facile concentramento di militari richiamati e un facile movimento di dislocazione. Ora le condizioni di aria, d’igiene, acqua, locali adatti, rendono Barletta atta a servire sia in tempi di pace che durante una mobilitazione, come ottimo centro di radunata. Ragioni tutte che concorrono ad ottenere il proposito del Governo, cioè l’Economia ! ”.

Anche questa volta il pericolo fu sventato e negli anni successivi ci furono ulteriori cambiamenti. Nel 1910 i Distretti Militari vennero trasformati in Distretti di reclutamento. Nel 1923 fu stabilito l’intero ordinamento di ciascun Distretto e le attribuzioni particolareggiate degli uffici dipendenti e  la denominazione diventò Comando di Distretto Militare in sostituzione di Distretto Militare e Distretto di Reclutamento. Anche la numerazione dei Distretti fu abolita per ragioni di opportunità e praticità distinguendoli, da quell’anno, con il nome delle città nelle quali avevano sede e quindi il 66° Distretto Militare divenne Comando Distretto Militare di Barletta.

Poi, per quasi 50 anni, tutto viaggiò in relativa tranquillità fino al 1954 allorquando la circolare S.M.E. 1400 R/Ord.II del 14.8.1954 metteva in atto la “Revisione dell’organizzazione territoriale dei Distretti Militari” che prevedeva la scomparsa, con relativo accorpamento, di moltissimi Distretti militari fra i quali quello di Barletta che, dopo 77 anni di vita, veniva “fagocitato” dal Distretto Militare di Bari (tanto tuonò che piovve !!!).

Scompariva così, nel nulla, una delle tante istituzioni che per decenni sono state sfolgoranti gemme sul diadema che ornava, degnamente e meritatamente, il glorioso stemma della nostra Città.    

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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