Il Distretto Militare di Barletta: ricordi sentimental-cronistici di un’istituzione scomparsa – Parte I

Alla fine del mese di luglio del 2014 saranno passati dieci anni da quando il Parlamento italiano ha approvato, in via definitiva (legge 226/2004), l’abolizione della leva obbligatoria stabilendo, non solo, che l’ultima “classe” chiamata ad assolvere l’obbligo di leva sarebbe stata quella dei giovani nati nel 1985, ma praticamente la scomparsa di quasi tutti i Distretti militari d’Italia.

La conseguenza più immediata di questa decisione è che importanti pezzi della nostra storia sono andati si in pensione, ma con l’onore delle armi.

Con i tanto (quasi sempre) temuti Distretti Militari sono andati in quiescenza riti del nostro quotidiano come la tanto attesa “misura” cioè la visita di leva che per 142 anni ha costituito l’ideale passaggio dalla spensierata adolescenza alla maturità, fase della vita questa certamente più carica di responsabilità.

Distretto 2
fig. 1

A questo punto verrebbe naturale lasciarsi andare a facili ma giustificati sentimentalismi, però il nostro piacevole compito è quello di riportare i fatti relativi alla “piccola storia” della nostra Città.

Nel momento in cui ufficialmente ebbe vita il Regno d’Italia, una parte delle funzioni che poi sarebbero state attribuite ai Distretti erano proprie dei “Circondari Militari” i quali avevano giurisdizione sullo stesso territorio dei corrispondenti circondari civili ed amministrativi, tranne per il napoletano che conservò ripartizione del proprio territorio in Distretti militari.

Nel 1866, dopo l’annessione del Veneto, la circoscrizione militare subì una notevole trasformazione in quanto vennero aboliti i circondari (fig.1) e i distretti militari e vennero creati i comandi militari di provincia corrispondenti alle 68 province del Regno ed ai quali vennero devolute le funzioni dei comandi di circondario o di distretto militare.

Ma questa istituzione ebbe vita brevissima in quanto, alla fine del 1870, furono aboliti i Comandi militari di provincia e ripristinati in tutto il Regno i Comandi di Distretto militari, distinti in tre classi a seconda della popolazione e di importanza della città in cui avevano sede.

Corrispondeva a ciascun Distretto il territorio di una o più province che aveva nel passato ospitato un deposito di leva circondariale, comandato da un Colonnello e parecchi ufficiali con due compagnie di soldati.

Uno di questi Distretti e più precisamente il 66° Distretto Militare fu assegnato proprio a Barletta (una delle pochissime Città non provincia a diventare sede di Distretto e all’epoca già con una popolazione di 40.000 abitanti) con decreto del Ministero della Guerra del 6 dicembre 1877 e comprendeva i comuni di Barletta, Andria, Bisceglie, Canosa di Puglia, Corato, Minervino, Molfetta, Ruvo di Puglia, Spinazzola, Terlizzi, Trani nella provincia di Bari con l’aggiunta del comune di Altamura e l’intero circondario di Melfi in Basilicata.

Naturalmente, dopo il decreto istitutivo, si pose l’impellente problema di dare una sede al nuovo Distretto e l’incombenza fu immediatamente disbrigata dal Sindaco dell’epoca il cav. Francesco Paolo De Leon il quale il 4 gennaio 1878 (neanche un mese dal decreto istitutivo !!!) presso il Palazzo di Città incontrava il Colonnello cav. Giovanni Martinazzi Direttore del Genio di Bari rappresentante l’Amministrazione Militare, per stipulare un contratto di concessione dell’edificio dove ubicare il Distretto.

Distretto 3
fig. 2

La sede era stata decisa durante il consiglio comunale del 16 dicembre 1877 durante il quale il consesso aveva deciso di “… mettere a disposizione del Ramo militare per l’esclusivo godimento ed uso del Distretto Circondariale stabilito in Barletta tutto l’intero fabbricato, consistente nel primo piano ed in alcuni bassi con tutti gli accessori, del Quartiere detto dei Celestini (fig.2) e precisamente quel medesimo stabile che questa Amministrazione Comunale acquistava dalla Società anonima, giusta istrumento stipulato da questo Notaio Sig. Michele Fuccilli del 6 novembre 1886. Si obbliga pure da parte sua di far eseguire delle opere occorrenti all’adattamento dei fabbricati Quartiere Celestini, ex Panificio, ex Chiesa Trinità, Padiglioni S.Giovanni di Dio e Teatini per l’allargamento del Distretto Militare spendendo non più di £. 50mila ” .

Si comprende benissimo come gli amministratori del Comune di Barletta ( dove sono più quelle menti illuminate ???), pur di diventare sede del Distretto, erano disposti a spendere una cifra esorbitante (ricordate che negli stessi anni il Castello fu acquistato per 30.000 lire circa !!!) ben consci, però, che il ritorno avrebbe fruttato molto, ma molto di più della cifra spesa per il riatto dei locali.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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