Il diritto al congedo straordinario spetta anche ai figli non conviventi del disabile

Potranno presentare la domanda di congedo straordinario anche i figli “non conviventi” del disabile.

A stabilirlo è stata La Corte Costituzionale con sentenza n° 232 del 7 dicembre 2018.

 

L’INPS con circolare del 5 aprile ha fornito istruzioni in merito agli effetti della predetta sentenza.

Per comprendere la reale portata del provvedimento occorre analizzare l’art. 43 comma 5 del D.Lgs 151/2001  che stabilisce la concessione del congedo straordinario per l’assistenza ai familiari con disabilità grave (ai sensi della Legge 104/92), fissando un ordine di priorità dei soggetti aventi diritto al beneficio.

Al primo posto dell’elenco si colloca il coniuge convivente del disabile; seguono il padre o la madre (anche adottivi o affidatari).

Il terzo posto è occupato dai figli che però, ai sensi del predetto decreto, devono essere conviventi della persona con disabilità grave, già al momento della presentazione della domanda.

Seguono uno dei fratelli o sorelle conviventi del disabile e infine un parente o affine entro il terzo grado, convivente.

 

La sentenza costituzionale è intervenuta proprio sull’aspetto della convivenza, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, nella parte in cui non include -nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo- il figlio che, al momento della presentazione della richiesta di congedo ancora non conviva con il genitore in situazione di disabilità grave ma che tale convivenza successivamente instauri, in conseguenza di decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o di tutti gli altri soggetti indicati nel predetto elenco.

 

I chiarimenti della circolare INPS

 

La circolare dell’INPS chiarisce che il figlio non convivente potrà usufruire del congedo solo in caso di impossibilità a usufruirne di tutti gli altri aventi diritto in base all’ordine.

 

Inoltre, è indispensabile che la convivenza venga instaurata successivamente e mantenuta per tutta la durata del congedo.

 

Cosa deve fare il figlio non convivente richiedente il congedo straordinario?

 

Il richiedente è tenuto a dichiarare nella domanda, sotto la propria responsabilità -ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 445/2000- che provvederà ad instaurare la convivenza con il familiare disabile entro l’inizio del periodo di congedo richiesto e a conservarla per tutta la durata dello stesso.

Ovviamente dovranno seguire, durante il periodo di congedo, controlli da parte dell’operatore della Struttura territoriale competente.

Alla luce della sentenza costituzionale analizzata e delle istruzioni fornite dalla circolare INPS potrà dirsi maggiormente tutelata la salute del disabile nel rispetto dell’art. 32 della Costituzione.

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