Il ddl Delrio incassa la fiducia al Senato

Nonostante i dubbi e le critiche ricevute, dopo una lunghissima giornata in cui si sono susseguiti senza sosta gli interventi dei vari parlamentari, il ddl Delrio ha incassato la fiducia al Senato, con 160 voti favorevoli contro i 120 contrari.

Un Paese più semplice e capace di dare risposte. Non più elezioni per le province e dopo 30 anni le Città metropolitane”, questo il commento a caldo di Graziano Del Rio, espresso tramite il proprio profilo Twitter, che nella sua brevità esprime le principali novità di quello che, ripetiamo, è un momento transitorio che porterà alla totale abolizione delle province.

Per il momento, l‘organo provinciale perderà il suo carattere politico, divenendo una sorta di associazione territoriale tra comuni, i cui rappresentanti saranno scelti tra gli amministratori delle cittadine facenti parte dell’associane stessa; vengono poi istituite sul territorio nazionale (fatta eccezione per le regioni a statuto speciale) le nuove città metropolitane, che saranno Torino, Milano Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria oltre che a Roma, a cui è dedicata una sezione speciale visto il particolare status di Capitale.

Sicuramente positive le reazioni del Presidente del Consiglio Renzi, la cui intenzione di riformare le autonomie locali e anche lo stesso Senato non è mai stato un mistero, ma ovviamente non mancano i commenti negativi a quello che, come ha affermato Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e Unione delle Province d’Italia,  e un disegno di legge “pieno di contraddizioni, che crea solo confusione e incertezza sulle competenze”. “Il farneticante ddl Delrio – ha inoltre commentato il senatore di Forza Italia Lucio Malan – non abolisce le Province, non riduce i livelli di Governo, ma aumenta la burocrazia, i costi e, per la prima volta nella Storia della Repubblica, impone a milioni di cittadini governi locali non eletti da loro, né dai loro rappresentanti»

Come è possibile intuire da queste dichiarazione, molte sono state le tensioni venute a galla nel corso dei lavori in Senato, e probabilmente è stata solo la scelta, particolarmente discussa, di porre la fiducia su ddl a fare in modo che la riforma passasse l’esame dei parlamentari di Palazzo Madama.

Lasciando da parte le critiche e i mille dubbi che ancora aleggiano attorno a questo disegno di legge, non rimane che attendere l’ulteriore passaggio alla Camera dei Deputati  (probabilmente solo una formalità) prima che venga ufficialmente mosso il primo passo verso l’abolizione delle province, accusate di essere, forse ingiustamente,  enti inutili e spreconi, ignorando del tutto i numerosi studi che, negli ultimi mesi, hanno più volte dimostrato l’esatto contrario.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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