Il crepuscolo del Masaniello

Tra Renzi e Grillo l’Editoriale di Franco Borgia

Non mi sorprendo più, ma non nascondo il disappunto e, per certi versi, l’imbarazzo per quello che quotidianamente ci viene rovesciato nelle teste dalla scena della politica. Forse c’è proprio da parlare di scena, dato che il protagonista più “glamour” la cavalca per professione da decenni facendo ridere (o provandoci!) il pubblico che lo segue. Mentre ora ci prova con la politica.
Il fenomeno si presentò in modo sorprendente all’indomani delle elezioni, circa un anno fa: possibile che il disagio degli italiani fosse stato a tal punto sottovalutato dalla classe politica da consentire un travaso di voti superiore al 20% in favore di un pifferaio, che sbraitava sulle scene e nelle piazze, lanciando anatemi, denunciando (spesso però a ragione) fatti e misfatti di un ceto politico inconcludente, grossolano, autoreferenziale, sordo alle più elementari richieste dei cittadini, e che minacciava anche dichiarazioni di guerra all’Europa e, sotto certi versi, all’intero mondo occidentale?

Una rivelazione illuminante avvenne in occasione dell’ incontro tra Bersani presidente incaricato alla formazione del governo e la delegazione del movimento 5 stelle, teleguidata dal guru Casaleggio e dal suo colorito amplificatore sonoro, Grillo, che a parte i proventi prodotti attraverso la trasmissione in esclusiva su streaming, rivelò l’assoluta inconcludenza delle persone nominate parlamentari. Ma la replica di questi atteggiamenti si è avuta nell’incontro (sempre in streaming!) col temerario Renzi, quando il capocomico non ha voluto rinunciare al ruolo che gli spettava, partecipando in prima persona e vomitando ingiurie, urla, vituperi di ogni genere ed impedendo persino al suo interlocutore di illustrargli le sue proposte. Bel modo di occuparsi dei problemi della gente! Tant’è che mi venne in mente che i segretari del PD, quando vengono incaricati di fare un tentativo di dare un governo al Paese, siano colpiti da sindrome di masochismo acuto, aggravato da futile esibizionismo! Dopo Bersani, il giovane brillante Renzi accettava di essere pubblicamente sbeffeggiato da Grillo, senza neanche avere il diritto di parola! Neanche la facoltà di poter proporre un’idea… Renzi, Presidente incaricato di formare il Governo della Repubblica Italiana, 60 milioni di cittadini, molti dei quali con tanti problemi, avrebbe dovuto privilegiare il rispetto che lui per primo deve al suo ruolo, anzichè prestarsi ad una gag da avanspettacolo. Ho sentito un fastidioso imbarazzo nell’assistere a quella penosa messa in scena, mentre si tentava di discutere su ciò che si doveva fare per dare un governo a questo paese disastrato.

La vicenda dell’espulsione dei parlamentari, sol perché avevano osato manifestare punti di vista diversi rispetto al burattinaio ed all’invasato suo urlante ventriloquio, ha definitivamente chiarito con chi abbiamo a che fare, andando ben oltre i lugubri processi di staliniana memoria ai quali pur avevamo dovuto assistere nel recente passato: alla premiata Casaleggio & Grillo servono automi pronti all’invettiva (su suggerimento), ad aggressioni facinorose, ad inconcludenti filippiche senza costrutto, senza essere in grado di esprimere un pensiero che non sia incrociare i sentimenti di rabbia degli italiani, tanto meno di formulare una proposta credibile e ragionevolmente praticabile per gestire i drammatici problemi dell’Italia. Ritornano alla mente vecchi fantasmi che pensavamo di avere ormai alle spalle, se si legano questi comportamenti a quanto, tra le farneticazioni successive all’eccitazione dell’incontro con Renzi lo stesso Grillo ebbe a dichiarare nella “conferenza stampa”, svillaneggiando perfino i giornalisti: “sono per una dittatura dolce”!
Ma con chi abbiamo a che fare? Con chi, pur di fare voti, e facendo coro all’ignoranza dei leghisti propugna “l’uscita dall’Euro” , come se fosse una passeggiata, senza chiarire, per esempio, che succederebbe degli interessi che pagano ( e che con ben maggior quantità pagherebbero gli italiani!) con le tasse, su 2000 miliardi di debito pubblico, o a quanto crescerebbero quelli che le famiglie pagano sui mutui, o a quanto ci costerebbe l’acquisto delle materie prime (es. petrolio, gas, energia elettrica), presentandoci ai mercati con una liretta, moneta di un Paese sommerso dal debito pubblico, ecc.ecc.!

Dilettanti allo sbaraglio o (s)fascisti arruffapopolo che fanno leva sulla disperazione di tanti italiani? Nella storia abbiamo assistito ai fenomeni (pseudo)rivoluzionari che hanno fondato i loro esiti sulla rabbia delle popolazioni, specie nei momenti di più grave disagio economico, ma ai quali hanno fatto seguito tempi truci sulla pelle dei più, col tornaconto di pochi. No grazie.

Ora si è aperta una crepa profonda tra i parlamentari penta stellati e non ci rimane che sperare che la circostanza consigli alle persone di buon senso e perbene che stanno vivendo una straordinaria esperienza nel corso di questa legislatura, non solo non si concluda in un “abbandono del campo” apparentemente dignitoso ma sostanzialmente rinunciatario, ma possa dare luogo ad una ben più ampia desistenza che offra agli elettori del movimento ragioni di seria riflessione e di ripensamento. Casomai restituendo al mittente non solo le provocazioni subite in casa propria, ma anche le suggestioni dei soliti rimestatori che, solo a poche ore dall’insediamento del governo Renzi, già pensano ad una nuova maggioranza, creando un’ulteriore destabilizzazione della quale non sentiamo proprio la mancanza.

Sarebbe la chiusura di una pagina oscura ed un grande aiuto al ripristino della dignità in politica.

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