Il collettivo Exit rischia a Trani

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Riportiamo la nota pervenutaci dal Collettivo Exit sul corteo svoltosi a Trani.

<<Ieri sera (30 luglio) era in programma a Trani un corteo in solidarietà con il popolo palestinese, al quale abbiamo aderito. Una volta arrivati in piazza abbiamo srotolato uno striscione con su scritto “Israel Terrorist – Free Gaza” e siamo stati immediatamente accerchiati da 10 poliziotti in borghese (presenza eccessiva oltre che ridicola in un corteo che non raggiungeva il centinaio di persone) che hanno sequestrato lo striscione. Ne è nata una discussione in cui il dirigente di polizia minacciava di denunciare chi aveva organizzato il corteo e richiesto le autorizzazioni in questura e di non far partire il corteo. Altri suoi colleghi hanno farfugliato frasi disconnesse come “lo dite voi che c’è la libertà di stampa” – “va bene manifestare ma non si deve offendere nessuno” – “Israele non può essere terrorista perché è uno stato riconosciuto” – “No ma anche io sono d’accordo con voi ma questo striscione non si può esporre”.

Non essendo noi gli organizzatori del corteo, abbiamo quindi deciso di tutelare lo svolgimento dell’iniziativa e lasciare che si prendessero lo striscione. Non ci aspettavamo di certo che la polizia italiana si proponesse come avanguardia per una terza Intifada, ma ancora una volta è stato evidente come in questo Paese non sia possibile denunciare la politica criminale dello stato Sionista e come i membri delle forze dell’ordine siano i più fedeli sostenitori dei carnefici in ogni realtà e contesto di lotta, superando se stessi con il rendersi complici del massacro in atto nella Striscia Di Gaza.
Ci chiediamo, sulla base dello stesso principio, se saranno attuati provvedimenti contro tutti coloro che soprattutto sul web, legittimamente, definiscono “terrorista” Israele.>>

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