Il cimitero come luogo di culto nella tradizione cattolica

cimitero

Come nasce il culto dei cimiteri nella tradizione cattolica? Il termine, inizialmente koimetérion cioè luogo del riposo, successivamente modificato dal termine coemeterium, nome assunto perchè ritenuto il luogo in cui i  defunti riposono in eterno.

Non una fossa comune, come avveniva nell’epoca della rivoluzione francese, quando, nel contempo, esistevano luoghi di personalizzazione per la sepoltura, costruiti nel perimetro di una città. Già i primi cristiani, dedicavano un luogo di culto per la sepoltura, inizialmente consistenti in catacombe e poi, nel Medioevo, presso i luoghi sacri. Ne abbiamo un esempio tra  i tanti a Barletta, ” A Terra Sent” nella Chiesa Monumentale di San Gaetano, in Piazza Plebiscito.

Nelle religioni occidentali, il rito della sepoltura conclude il rito funebre, i cui storici concordemente, fanno risalire all’era dell’homo sapiens. Cimiteri o Necropoli? Anticamente i luoghi di culto venivano denominati Necropoli, Città dei morti, dalla traduzione del greco nekros.  Successivamente, come detto, il temine viene sostituito con quello di Cimitero, poichè, per la Fede, i morti ” Vivono in Cristo” nella luce eterna.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 1690 , così si esprime: “ l’addio (” a-Dio”) al defunto è la sua raccomandazione a Dio  da parte della Chiesa, è  l’ultimo saluto rivolto dalla comunità cristiana a un suo membro, prima che il corpo sia portato alla sepoltura. La tradizione bizantina lo esprime con il bacio di addio al defunto:con questo saluto finale  si canta per la sua dipartita da questa vita e la sua separazione, ma anche perché esiste una comunione e una riunione. Infatti, morti, non siamo affatto separati gli uni dagli altri, poiché noi tutti percorriamo la medesima strada e ci ritroveremo nel medesimo luogo. Non saremo mai separati, perché vivremo per Cristo, e ora siamo uniti a Cristo, andando incontro a lui […] saremo tutti insieme in Cristo”.

L’indulgenza legata alla visita ai cimiteri per il 2 novembre. E’ legata alla commemorazione di tutti i defunti, il 2 novembre, l’indulgenza plenaria concessa dalla Chiesa mediante: visite alle tombe, celebrazione Eucaristica al cimitero, visita a una Chiesa.  Si può lucrare l’indulgenza plenaria a partire dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre. Si può lucrare una sola volta ed è applicabile solo ai defunti. Visitando una Chiesa, (si reciti almeno un Padre nostro e il Credo). A questa si aggiungono le tre solite condizioni Confessione, Comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa.
Queste tre condizioni possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti il 2 novembre. Nei giorni dall’1 all’8 novembre chi visita il cimitero e prega per i defunti può lucrare una volta al giorno l’indulgenza plenaria, applicabile ai defunti, alle condizioni di cui sopra.

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