Il 2 gennaio a Barletta incontro su Sergio Cosmai presso Cialuna

Si è svolto venerdì 2 gennaio alle ore 20,30 presso la libreria Cialuna, a Barletta, il secondo appuntamento del percorso Walking Progress – PG Barletta, durante il quale è stata presentata la figura di Sergio Cosmai.

cosmai Sergio Cosmai, laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, fu vice direttore delle carceri di Trani, Lecce, Palermo e direttore delle carceri di Locri, Crotone e Cosenza. Qui, dal 1982, si occupò della riorganizzazione dell’istituto di pena e della lotta contro la criminalità organizzata.

Fu assassinato, mentre, si stava recando all’asilo per prelevare la figlia Rossella, di appena 3 anni, quando la sua auto fu affiancata da  un’autovettura dalla quale partirono undici proiettili calibro 38 che lo colpirono alla testa. Erano pressappoco le 14 del 12 marzo. Cosmai morì il giorno seguente durante il disperato ed inutile viaggio verso l’ospedale di Trani. Un mese dopo sarebbe nato il suo secondogenito Sergio.

A darne testimonianza nell’incontro, la moglie di Sergio Cosmai, la Sig.ra Tiziana Palazzo, la quale nel suo intervento ha aiutato i presenti a riflettere sul fatto che Cosmai fu assassinato mentre stava compiendo il suo dovere di padre e che l’unico testimone fu un ragazzino, che riuscì a descrivere il volto degli assassini, che furono arrestati.

Il processo di primo grado –  racconta la Sig.ra Palazzo –  svolto presso il  Tribunale di Trani, condannò all’ergastolo Nicola e Dario Notargiacomo e Stefano Bartolomeo, che in Appello furono assolti per insufficienza di prove.

La giustizia arriva dopo trent’anni, “l’amara giustizia“, sottolinea la signora, che si reputa fortunata, anche se la giustizia è arrivata in ritardo e riflette: se in Appello avessero confermato la Sentenza di primo grado,  non ci sarebbe stato tra gli assassini il regolamento di conti che è avvenuto e non sarebbero stati vittima di lupara bianca.

Per la Sig.ra Palazzo, la parola fine è stata scritta nel giorno in cui, il giovane Cosmai ha smesso di perseguire i suoi sogni, sogni che non devono essere solo degli idealisti, ma sogni che tutti i giovani dovrebbero avere  e praticare concretamente, con la coerenza.

I sogni di Cosmai, racconta Tiziana Palazzo, iniziano a diciotto anni, come tutti i giovani, i quali devono rincorrere i sogni senza necessariamente dare la vita. L’essenziale è non restare soli nei momenti difficili.

Abbiamo chiesto a Tiziana Palazzo, qual’è la reazione dei giovani quando viene presentata loro la figura di Sergio Cosmai.

tiziana palazzo Tiziana ci ha riferito che le reazioni sono molteplici: quasi sempre c’è una risposta emotiva molto forte perchè si parla di un padre di famiglia, potrebbe essere esattamente il loro papà, che improvvisamente viene privato della vita e lascia, come nel caso di Cosmai, una bambina di due anni e mezzo e un bimbo non ancora nato, che abbandona perchè vittima della criminalità organizzata. L’impatto emotivo è di questo genere però c’è anche l’esempio di una persona semplice, onesta, che ha mantenuto fede al giuramento fatto nel momento in cui è diventato direttore degli istituti di pena, di servire le leggi dello Stato e quindi c’è questa doppia dimensione dell’uomo da una parte e dell’uomo delle istituzioni dall’altra.

E’ intervenuto anche don Tonio Dell’Olio, responsabile di Libera Internazionale, il quale è stato anche collaboratore di don Tonino Bello, quindi in continuità con lo scorso incontro, in cui si è parlato proprio della figura di Monsignor Bello, gli abbiamo chiesto se, mettendo a confronto il bene di chi ha servito i poveri ( don Tonino Bello) e la presentazione di chi ha subito il male e l’odio ( Sergio Cosmai), se queste fossero due occasioni per condividere con i giovani due missioni apparentemente opposte ma unite dal desiderio del bene per il prossimo.

don tonio dell'olioDon Tonio Dell’Olio ha riferito  che nei confronti delle giovani generazioni abbiamo l’impegno del passaggio di un testimone e quindi sottolinea l’esigenza di una testimonianza ” viva” ed è importante che anche questi martiri laici, come Sergio Cosmai, possano dire ancora molto. Ad esempio possono dire di un paese in cui venga messa finalmente al bando la corruzione e ogni mafia. Non solo la mafia come criminalità organizzata, ma anche come sistema, cultura, mentalità e Sergio Cosmai da questo punto di vista ha svolto esattamente con onestà il suo lavoro di direttore di un carcere, essendo stato vicedirettore prima a Trani e poi direttore del carcere di Cosenza. Da questo punto di vista è importante riuscire a dire ai giovani che è possibile, non sempre ci si rimette la vita, bisognerebbe metterla in  gioco la vita  per evitare che ci siano altri Sergio Cosmai “eroi”. Vorremmo un paese normale. Per altro, come sacerdote don Tonio sostiene  che queti valori, rappresentano i valori umani, i primi strati u cui poi poter costruire le altre proposte che come comunità cristiana possiamo fare, ma essenzialmente dobbiamo essere capaci di comunicare questi valori.

Nel suo intervento don Tonio Dell’Olio sottolinea proprio la necessità di fare memoria di questi eventi. Ed è così che fu costituita l’associazione Libera, che altro non è che una rete di associazioni, in cui ognuna svolge il proprio compito, ma sensibilizzando la coscienza. Infatti – dice don Tonio – quando si ripercorre la storia di Libera, si dice che nasce con lo scopo di confiscare i beni ai mafiosi, ma la memoria non era l’accessorio di Libera , ma nasce con Libera, ne è insita.

Altro obbiettivo di Libera è la formazione: educare al rispetto della legge. Sostiene don Tonio che ciò non significa solo far applicare scrupolosamente la legge, ma è importante anche fare obiezione di coscienza.

Concludendo, don Tonio invita a scavare anche dentro di noi per cercare la mafia e non cercarla solo nelle vecchie foto ingiallite: solo così può nascere l’indignazione.

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here