I veri indignati contro i “forconi”

I manifestanti prendono le distanze dagli atti di violenza perpetrati ai danni della cittadinanza

È giunta solo poco minuti fa in redazione (precisamente alle 18,42) una dichiarazione firmata dal gruppo di manifestanti che in questi giorni sono stati al centro della cronaca locale e nazionale, nella quale viene ribadita fermamente l’estraneità del gruppo agli atti di violenza, intimidazione e sul filo della criminalità compiuti da persone estranee al gruppo degli “indignati”.

Non possiamo non ricordare che, nei molteplici articoli scritti dai nostri redattori sugli avvenimenti di questi giorni, è stato più volte ricordato quanto fosse necessario separare i normali manifestanti, che hanno sempre avuto il diritto ad esprimere nei limiti del legale la loro opinione, da coloro che hanno approfittato della situazione per compiere azioni assolutamente fuori luogo e al limite del criminoso, e siamo ben lieti di diffondere il messaggio dei veri indignati e la loro intenzione di distaccarsi dagli eventi di violenza e da coloro che li hanno perpetrati.
Di seguito riportiamo il testo integrale della dichiarazione pervenutaci:
Facciamo un po’ di chiarezza sulla protesta

La denominazione giornalistica esemplificatrice della protesta dei “forconi” non ci appartiene.
Siamo soltanto cittadini “indignati”, studenti, operai, disoccupati, pochi imprenditori, liberi professionisti e commercianti, che hanno scelto questo momento del “9 dicembre 2013”per manifestare la propria indignazione nei confronti di una classe politica nazionale, scialba, ipocrita e indegna del nostro Paese. Non siamo contro la politica, siamo contro coloro i quali oggi rivestono tale ruolo molte volte immeritatamente, incapaci di svolgere adeguatamente il proprio ruolo.
Questa classe politica si dimostra, giorno dopo giorno, maledettamente sorda alle richieste legittime dei cittadini, non cogliendo i segni del malessere causati dalla crisi economica. Il Parlamento, il Governo, gli organi istituzionali, chiedono sacrifici economici agli italiani, ma con insopportabile arroganza e noncuranza continuano a sperperare il denaro dei cittadini per le loro amenità più disparate, il più delle volte superando il limite della decenza.

A tutto ciò si accompagna la totale assenza di programmazione a medio e lungo termine in ogni settore produttivo, economico e culturale del nostro Paese, si vive sempre in stato d’emergenza.
Non c’è una sana e durevole programmazione: in ambito scolastico, per la formazione delle nuove generazioni; in ambito economico, nel campo produttivo, nel campo ambientale. La successione di governi è contraddistinta da un puntuale disfacimento dell’opera del precedente governo, che crea soltanto confusione, talvolta contraddizione.
Appare sempre di più un Paese in perenne stato confusionale.

In questi ultimi anni, in campo economico, abbiamo assistito ad una vera aberrazione: l’aumento sconsiderato della tassazione sui cittadini e sulle imprese, per coprire il bilancio pubblico ormai fuori controllo, sta conducendo il nostro Paese ad un irreversibile declino economico e culturale, contraddicendo le elemetari basi delle teorie economiche: in una fase di regressione economica l’aumento sconsiderato della tassazione su imprese e cittadini provoca ulteriore depressione economica.
Su queste basi noi cittadini “indignati” siamo scesi in piazza manifestando pacificamente il nostro totale disappunto ed indignazione, chiedendo a tutti di fermarsi prima che sia troppo tardi; a questo coro anche la comunità studentesca barlettana sente forte la necessità di esprimere un disagio oramai da tanti anni radicato nel sistema scolastico italiano.

Lo abbiamo fatto civilmente, sempre protetti dalle forze di polizia e con esse con spirito collaborativo, alle quali va dato merito ed elogio per l’opera svolta in questi giorni a Barletta; cogliamo l’occasione per esprimere un calorosissimo ringraziamento per la comprensione dimostrata e la loro protezione.
Non ci appartengono nemmeno gli episodi di violenza perpetrati ai danni dei commercianti, ai quali va tutta la nostra vicinanza; questi episodi sono frutto di pura e semplice delinquenza, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare, anzi invitiamo i cittadini voler denunciarli alla pubblica autorità.

Gruppo spontaneo di coordinamento studenti e cittadini indignati

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