I tasselli del mosaico intitolato “Storia”. Quando a Barletta arrivò il Certame

Solo qualche giorno fa mi ha colpito l’accorata e risentita rimostranza effettuata a firma di Francesco Filograsso, Ruggiero Deastis e Michele Riefolo facenti parte della costituenda “Associazione di Strada Barletta – San Giacomo” relativamente all’emarginazione del rione di S. Giacomo dalle manifestazioni inserite nel cartellone dell’ultima Festa Patronale.

Le motivazioni, certamente condivisibili, che hanno portato all’amaro sfogo i componenti dell’Associazione riguardano il fatto che “… Anche quest’anno, come avviene oramai già da diversi anni, in occasione della festa patronale a Barletta dobbiamo purtroppo segnalare che una parte della nostra città, peraltro importantissima dal punto di vista storico e culturale,… è rimasta completamente tagliata fuori dalla festa più amata e sentita dai barlettani … ci auguriamo che questa inversione di tendenza cominci proprio riportando, fin dal prossimo anno, come del resto sempre accaduto in passato, la festa patronale nel nostro storico quartiere, nel quale visse il mitico Cavalier Daddato (l’indimenticato e indimenticabile “Scavotte”) che tanto si impegnò per ridare alla città di Barletta il suo Certame, perché il quartiere di San Giacomo a Barletta, per noi che ci viviamo e ci lavoriamo, è centro storico, lo è per la Storia della nostra città, e tale deve ritornare ad essere anche nei fatti ”.

Tutto giustissimo e ripeto, condivisibile, in quanto i due borghi citati, Santa Maria e San Giacomo, sono quelli nei quali si sono sviluppati i primi agglomerati fondanti della nostra Città.

Il pungente e centrato intervento mi dà l’occasione, e ringrazio per questo, di puntualizzare su un argomento che mi sta a cuore particolarmente in quanto riguarda mio padre Vittorio Grimaldi.

Chi pazientemente ha il piacere di leggere questo intervento, non deve pensare di trovarsi di fronte al classico esempio di “Cicero pro domo sua” bensì, come penso di aver dimostrato in tante occasioni, quello che mi spinge è l’amore per la verità riferita alla Storia, grande o piccola che sia.

Nel passaggio riguardante il Cav. Damiano Daddato, per tanti anni gestore del famosissimo “Bar Madonnella” e promotore di iniziative riguardanti la Storia della nostra Città, lo si indica come colui che si adoperò per far rievocare per la prima volta il celeberrimo Certame tra i tredici italiani e i tredici francesi nel 1503. Giustissimo però, oltre a dimenticare il famosissimo Don Peppuccio Damato, storico tra l’altro di cose militari relative a Barletta e che in genere viene citato sempre in coppia con Daddato relativamente al certame, ci si scorda ( pecca di quasi tutti gli “storici” della prima e seconda ora) di citare, fra i fautori e poi autori, Vittorio Grimaldi.

E si signori, perché nel febbraio del 1965, allorquando mons. Damato e il Daddato dettero vita al “Comitato religioso Madonna della Disfida” che si occupò di “inventarsi” la riproposizione del certame cavalleresco svoltosi 450 anni prima, l’assessore comunale allo sport, spettacolo e turismo era proprio il rag.Vittorio Grimaldi il quale, sostenitore accanito della importanza storica rivestita dalla Città di Barletta nei secoli ed oltretutto Presidente della Pro Loco, propose alla giunta targata Carlo Ettore Borgia Sindaco, di finanziare in maniera decisiva l’iniziativa proposta dal duo Damato-Daddato.

Naturalmente, questo ripasso storico, non vuole essere un assegnare meriti o medaglie a qualcuno, bensì far comprendere come in tante occasioni gli amministratori comunali, così spesso denigrati se non peggio, assumono decisioni e appoggiano iniziative che, nel tempo, diventano dei veri e propri capisaldi per la storia di una Città.

Utile a comprendere come i tasselli di un mosaico siano tutti indispensabili per rendere importante l’intera opera, sono da portare alla conoscenza di tutti coloro che si volessero occupare di storia cittadina, altre iniziative dell’assessore Vittorio Grimaldi nei 10 anni di mandato nelle giunte Borgia prima e Morella poi, tra gli anni ‘60 e ’70.

Ad esempio, nel 1964, la costruzione del nuovo stadio Comunale di Via Vittorio Veneto con relativa pista di atletica, poi intitolato a Cosimo Puttilli, per un importo di circa 200 milioni di lire.

O, ancora, l’ideazione della stagione lirica estiva all’interno della piazza d’armi del Castello che, negli anni ’70 ottenne un clamoroso successo internazionale in quanto vide la partecipazione di artisti del calibro del soprano Renata Tebaldi esibirsi in uno scenario suggestivo ed ambito da moltissimi operatori del settore.

Ed infine, l’allora Assessore allo Sport non ebbe nessuna esitazione a rendersi disponibile quando il professore di educazione fisica e suo fraterno amico, Franco Mascolo gli chiese un contributo comunale per far partecipare ad una riunione di atletica nella specialità della velocità che si sarebbe svolta a Verona, un giovane di belle speranze e acclarate qualità nel quale il professore aveva posto tante aspettative poi tutte confermate, un certo Pietro Mennea.

Di queste iniziative o se volete, di questi tasselli potremmo aggiungerne ancora tanti e il tutto porterebbe ad un solo risultato e cioè quello di rendere  l’immagine completa della Città di Barletta più importante che mai nell’intero panorama nazionale.

Speriamo solo ora che, chi si occupa di cose barlettane, abbia coscienza dell’importanza di “tutte” le figure che hanno composto la Storia della nostra Città e poi, come al solito … ai posteri l’ardua sentenza.

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedentePiazza Federico di Svevia, illuminazione inadeguata. Così Rosa Cascella
Articolo successivoIl mare di Barletta fortemente inquinato per le criticità irrisolte
Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here