I ricordi del mese di maggio dei barlettani fuori sede

Il mese di maggio, a Barletta ormai è risaputo, mette in movimento la città, la rende diversa, per qualcuno diventa fastidiosa, inutile, ripetitiva, bigotta e chi più ne ha più ne metta, ma “ Varrétt je semp Varrétt.”

Abbiamo chiesto, ad una delle tante credenti barlettane, che per vari motivi si ritrova a vivere fuori sede, che cosa ricorda del mese di maggio barlettano.

Gaetana Maffei, barlettana residente in provincia di Pordenone, precisamente a Maniago, ci racconta: “ è da molto che non vivo il mese di maggio a Barletta, ma ricordo che si respirava un’aria di serenità e di pace che negli altri mesi dell’anno non si viveva. Si respirava proprio la protezione della Madonna sulla città.”

Nelle zone in cui Gaetana risiede, dice che non trova differenze nel mese di maggio rispetto agli altri mesi, non c’è quella “sensibilità che hanno i barlettani: dice infatti che “ a Barletta lo sentiamo e lo viviamo intensamente perché c’è la Madonna che ci spinge a farlo.”

Quando ho chiesto a Gaetana se ne parla o ne ha parlato del mese di maggio a Barletta, mi ha risposto : io non ne parlo perché dopo più di dieci anni che sono fuori ormai non so più che aria si respira. Lo racconto solo ai miei figli.” E subito aggiunge “  solo loro mi capiscono perché sanno della Madonna dello Sterpeto e che importanza si dà  a Barletta.”

E così Gaetana incalza entusiasta e ci dice: “ ho quattro figli e loro,  hanno visto sia il primo maggio a Barletta quando l’effige della  Madonna viene portata in città dal Santuario, sia la festa patronale. E se riesco a scendere quest’anno per la festa patronale ( che si tiene la seconda settimana di luglio)  mi piacerebbe far partecipare mia figlia alla processione visto. Che deve ricevere il sacramento della comunione.”

 A cura di Emanuele Mascolo

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