I nuovi Lanzichenecchi e il Sacco di Barletta – Parte II

Uffici a Barletta 3
fig. 4 – Banca d’Italia

Naturalmente l’Appula fu solo la punta di un iceberg che alla base aveva industrie come la “Società Cementi” che nel 1926 inviava, via mare, in tutto il mondo ben 40 tonnellate di merce all’anno; la “Ditta oleifici meridionali” produttrice di 7.000 quintali di olio solfuro utile alla saponificazione; le “Distillerie Italiane” che lavorava gli alcools e il ghiaccio con la produzione di quest’ultimo, in estate, di ben 120 quintali al giorno ed infine la Cantina Sperimentale istituita con decreto governativo nel 1879 in quanto a Barletta fu riconosciuto il titolo di primo centro vinicolo del Mezzogiorno grazie all’attività degli agricoltori e la bontà del prodotto. In 120 anni quante cose sono cambiate !

Proprio per valorizzare maggiormente i prodotti della terra e del mare della nostra Città e del suo circondario e favorirne la commercializzazione, nel 1933 furono inaugurati i “Magazzini Generali per il Commercio, l’Industria e l’Agricoltura a Barletta e per i paesi del suo retroterra”.

Il Sottosegretario al Commercio On. Marani intervenuto per l’inaugurazione degli avveniristici, per l’epoca, Magazzini Generali, spiegava che la valorizzazione del Porto di Barletta“… è strettamente connessa al problema della commercializzazione dei prodotti che, venduti in strutture degne e funzionali, possono far rifiorire una serie di vantaggiose industrie e di commerci, che così potrebbero trovare facile ragione di crescente sviluppo. Tali Magazzini Generali, infatti, accentrando i vari prodotti dell’agro barlettano e del suo retroterra, permetterebbero di valorizzarli e per conseguenza, di creare quella organizzazione commerciale che potrebbe dar vita alle esportazioni, nonché alle importazioni ed incremento ai trasporti marittimi oggi limitati a quel po’ di merci che provengono in importazione e quasi esclusivamente per i bisogni del commercio e delle industrie locali”. Ma questo discorso è stato fatto quasi un secolo fa o la scorsa settimana ?

Purtroppo l’incuria degli operatori e soprattutto la non lungimiranza dei politici di ogni epoca e colore, hanno fatto si che il sogno di un polo commerciale con al proprio centro Barletta è naufragato miseramente. Vogliamo terminare con la Cultura strettamente legata al commercio.

Per far questo abbiamo voluto prendere in esame coloro che con le loro attività hanno “commercializzato” e soprattutto contribuito a diffondere, tra tutti i ceti sociali, la cultura. Parliamo ovviamente delle tipografie e delle librerie con rivendite di giornali.

Potremmo partire dal 1647 quando a Barletta era presente una tipografia che in quello stesso anno pubblicò l’opera “Dei Santi illustrati” del P. Domenico Dentice” sul frontespizio della quale è scritto “ Baroli – Typis Valerys – anno MDCXXXXVII – Superiorum Permissu”, ma per non annoiare i nostri lettori con vari passaggi che, attraversando le storie di editori come Valdemaro Vecchi e Gennaro Dellisanti, arrivano sino alla Libreria Europa e alla Rotas, vorremmo parlarvi di un esercizio commerciale che negli anni ha assunto l’identità del prototipo di libreria a Barletta. Infatti ogni qual volta si vuole indicare un locale dove è possibile trovare libri e giornali, automaticamente si dice “Liverini”.

Questa è la libreria più antica della nostra Città e nella sua quasi secolare attività ha praticamente fornito libri ad almeno cinque generazioni di barlettani. Fra le tracce lasciate dai vari componenti della famiglia Liverini c’è anche una richiesta presentata al Sindaco il 31 marzo 1945 da Solidio Liverini di professione propagandista librario, nato a Barletta il 20 ottobre 1910 figlio di Giovanni e Serra Celeste,  il quale chiedeva “di volergli rilasciare una licenza d’esercizio relativa alla vendita di libri scolastici e non ed oggetti di cartoleria con lavoro di rappresentanza libraria ”. In poche parole una vita dedicata alla diffusione del sapere quella della dinastia “Liverini”, eredità oggi raccolta e perpetuata dai competenti fratelli Chiandetti.

Purtroppo l’era informatica avanza e i Liverini diventano sempre più rari come i Panda, una razza in via d’estinzione e proprio per questo da proteggere strenuamente.

Ad appropriata conclusione di questa breve e nostalgica disamina, bisogna fornire un dato che verrà poi lasciato alla considerazione dei lettori: l’emorragia di uffici della nostra Città ha avuto inizio, per la quasi totalità dei casi, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Solo un semplice caso di estinzione istituzionale o colpa di “Figure” con scarso appeal politico che non hanno avuto la statura istituzionale per attuare l’antico motto del 2° Reggimento Bersaglieri  “Nulli secundus” (secondo a nessuno)?

Cui prodest scelus, is fecit … Seneca docet !

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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