I dati Confcommercio parlano chiaro: gli 80 euro non salvano i saldi estivi

Luglio è universalmente riconosciuto come tempo di saldi estivi, ma con la crisi economica che ci affligge da fin troppo tempo il bilancio degli ultimi anni non è mai stato particolarmente positivo, tutt’altro.

Quest’anno tutte le flebili speranze di ripresa della associazioni di settore risiedevano nei tanto declamati 80 euro concessi dal governo Renzi alle fasce di reddito più basse. Inutile dire che, come questi 80 euro non si sono rivelati di effettivo aiuto alla sussistenza delle famiglie italiane, troppo impegnate a sostenere il peso di tasse e imposte in continuo aumento, così non sono serviti a risollevare i consumi registrati in questa stagione di saldi estivi.

Il dato, in linea con l’avvenuta stabilizzazione della situazione economica italiana (si badi, stabilizzazione, non ripresa), ha visto solo un lievissimo aumento della spesa fatta dai comuni cittadini italiani durante questo periodo di sconti: secondo quanto rilevato dalla Confcommercio, rispetto all’anno scorso, in cui lo scontrino medio registrava spese intorno ai 92 euro, quest’anno la spesa media si attesta a poco meno di 98 euro.

Stabili i dati nelle maggiori città d’Italia, in buona crescita invece Milano, ma questo risultato solo leggermente positivo non ribalta gli effetti della crisi economica, visto anche l’altissimo numero di imprese  che continuano a chiudere i battenti in tutta Italia. Per farsi un’idea della situazione nazionale basta anche solo attraversare Barletta lungo le strade che una volta erano colme di negozi di ogni tipo per rendersi conto dell’imbarazzante numero di cartelli “Affittasi” e “Vendesi” presenti laddove, non molto tempo prima, c’erano insegne accese e vetrine colme di merce.

La ripresa, dunque, rimane un fenomeno ancora troppo debole, incapace di invertire il trend consolidatisi nel corso degli anni, soprattutto se l’unico mossa del governo effettuata per aiutare le famiglie italiane è stato un contentino di poche decine di euro capaci solo di creare altri problemi e tanta confusione, senza nessun reale  effetto sull’economia nazionale.

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