I “Custodi” del vivere civile: viaggio alle Origini del Corpo di Polizia Municipale – Parte II

Vigili 3
fig. 2

Il definitivo regolamento venne redatto solo dopo quasi due anni, nelle sedute del consiglio comunale del 30 maggio e 13 novembre 1863, e che fu approvato con Decreto Reale di Vittorio Emanuele II del 3 dicembre 1863 (fig.2).

Le funzioni delle guardie, previste nel Decreto, si fecero più precise e articolate: avevano il compito di far rispettare i regolamenti comunali, di consegnare lettere o avvisi dell’autorità municipale, di garantire l’ordine pubblico e di sorvegliare la circolazione stradale in città e nei sobborghi secondo gli ordini ricevuti dall’ufficio di polizia municipale al quale dovevano trasmettere un rapporto giornaliero. Il corpo di guardie dipendeva direttamente dal Sindaco e dalla Giunta Municipale.

La vita delle guardie, sino agli albori del XX secolo considerata non difficilissima, incominciò ad assumere aspetti più problematici allorché dovette affrontare i primi problemi con il traffico, soprattutto a causa delle biciclette, le cui regole di circolazione furono fissate per la prima volta nel regolamento del 1914.

In quei tempi la città si sviluppava industrialmente e demograficamente in maniera vertiginosa e la circolazione, anche delle auto, aumentava sempre di più. Proprio il 1914, venne introdotta la denominazione “vigili”. Da allora anche a Barletta il termine “vigile” venne a sostituire per sempre quello di “guardia”.
Nel 1921, l’aumento del traffico stradale indusse a mettere a punto un regolamento disciplinare che fosse più rispondente alle esigenze della viabilità dell’epoca in fase di trasformazione ed espansione.
Negli anni Venti venne inoltre introdotta nell’organico dei vigili una squadra ciclisti poi sostituita, negli anni Cinquanta, da una squadra di motociclisti.

Vigili 4Si presentarono, come era ovvio, anche difficoltà con le prime auto, che raggiungevano le “impressionanti” velocità di 30 ed anche 50 km/h. Le sanzioni per le violazioni al regolamento erano previste multe sino a 10 lire (per avere un raffronto si tenga conto che gli operai venivano pagati circa 2,5 lire per 12 ore di lavoro).

Negli anni le modifiche, anche parziali, al Testo Unico del Regolamento per la Polizia Urbana furono diverse fino a giungere al 1929 allorquando il Consiglio Comunale deliberava di modificarlo ulteriormente e di inserire nuove norme e modificarne altre ( per lo più amministrative come l’innalzamento dell’età per entrare nel Corpo da 25 a 30 con agevolazioni per gli invalidi di guerra) e dopo cinque anni, nel 1934, la denominazione mutò in “Corpo di Polizia Municipale” e cioè l’attuale.

Coloro i quali hanno avuto la compiacenza di dare una veloce lettura a questi brevi cenni storici sul Corpo dei “Vigili Urbani”, avranno sicuramente notato come le modifiche, anche importanti, al Testo Unico che ha regolato da 150 anni a questa parte la vita della polizia cittadina, sono state tante ed anche importanti ma l’articolo che non è mai mutato nel corso del tempo e che forse resta il più importante di tutti è quello che recita “… Il corpo dei Vigili Urbani ha come compito precipuo quello di  far rispettare le regole del vivere civile”.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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