I beauty look del Festival di Cannes 2015

Non solo gli esami ma anche i red carpet non finiscono mai! Inaugurata la 68ma edizione del Festival di Cannes, un’ondata di stars del cinema nostrano e internazionale, si sono fatte ammirare per i loro esuberanti outfit. Immancabilmente c’è chi ha stupito, in positivo e negativo, e chi invece credeva di andare a una semplice serata al cinema, a vedere il proprio film.

Ma cominciamo subito! Sienna Miller apre le porte del festival: per fortuna che c’era il red carpet a risaltarla un po’…troppo anonima. Un longdress blu notte di sera per l’appunto a monospalla, che oramai ha scocciato, con la bretella a forma di fiocco indefinito ma forse, l’unica particolarità, è proprio quella oltre al suo magnifico viso. Colpisce un po’ di più Doutzen Kroes in Atelier Versace, evidente direi nello stile e nei giochi di trasparenze: il bianco “si sposa” benissimo col red carpet. Dallo stesso atelier, con tagli e colori simili, è il “pantabito” di Karlie Kloss: apprezziamo l’originalità e anche un po’ di luce!

Sbrilluccicosa ma dalle tonalità più scure è Julianne Moore in Giorgio Armani Privé: forte il coprispalla quasi parte integrante del vestito, rendendolo bicolor e un’ampia scollatura a “V” per niente volgare anzi molto femminile! Segue piò meno la stessa scia Naomi Watts in Elie Saab Haute Couture: piace molto questo gioco di luci e piume di struzzo tutto color grigio-argenteo ma ne avranno spennate centinaia per decorare l’abito! Sarebbe stato preferibile un minidress. Non fa una piega sul corpo tanto esile, il vestito di Natalie Portman in Dior: non mette in evidenza nessuna parte del corpo né la restringe, né l’aumenta, insomma perfetta! Lo definirei un tubino lungo e la signora in rosso Portman è di una classe unica! Molto chic e in monocolore lo è anche Leila Bekhti in Giambattista Valli: corto avanti con tante pieghe che cadono fino ad arrivare allo strascico, il color cipria sta benissimo sulla sua pelle mulatta come anche il sandalo, manca di accessori e il suo abito potrebbe essere confuso con uno da sposa ma complimenti comunque.

ora vi presento Frederique Bel…en! Non vorrei tirarla in ballo visto che almeno in questi eventi per fortuna possiamo farne a meno ma il gioco di parole e l’assonanza al vestito della Rodriguez indossato al matrimonio della Canalis è evidente! Il gioco del nude e decorazioni preziose e del “mutandone” alta vita è stato visto, rivisto e criticato, direi di andare avanti! Originale e futurista è Liya Kebede in Louis Vuitton: minidress metal con qualche punta di colore, scarpa del tutto idonea e minibauletto per incorniciare il nome di Messieur V. Ma non tralasciamo le star connazionali! Jasmine Trinca mi è piaciuta tanto per il suo stile donna manager retrò: canotta nera in tinta con lo spuntato, il suo pezzo forte è la sua longuette vita alta, leggermente svasata, laminata, fantasia Missoni. Ha centrato l’hairstyle, solo che sul red carpet avrei preferito qualcosa in più!

Decisamente meglio la Trinca di Tiziana Rocca: quella maxi rosa rossa per non rendere l’abito troppo anonimo e nero non di certo la salva, anzi è un colpo nell’occhio! Ma passiamo ai “top outfit“: una standing ovation per Sandra Bauknecht in Chanel, riconoscibilissimo dalle “C” inconfondibili sul vestito. Stile etnochic nel suo longdress in voile a balze, una principessa d’Oriente multicolor, giusto il capello morbido sciolto un po’ laterale, mettendo in vista l’orecchino grande a tema e il rossetto in pendant con il vestito (sarebbe stata ideale per il Met Gala 2015) . Infine, sarà un coincidenza ma devo da capo premiare Gucci per l’abito verde mela che risalta pefettamente la carnagione di Lupita Nyong’o: è una dea e gioca col suo vestito che nei movimenti crea effetti scenografici: in chiffon, plisettato, manica a tre quarti e decorazioni floreali che arricchiscono la mega scollatura a “V” sino al cinturino, la Nyong’o è divina! Da cornice fanno l’acconciatura, il trucco specie il rossetto coordinato con la “flora”, orecchini e frontierino in gioello coronano il tutto, chapeux!

Foto Elle, Vanity Fair, Pianeta Donna

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