Marzo 1959-marzo 2019, i sessant’anni della nascita del Lions Club Barletta Host sono stati festeggiati dall’Associazione con una cerimonia celebrativa presso il Teatro Curci, organizzata dal presidente del Club prof. Antonio Diviccaro alla quale hanno partecipato un gran numero di soci e di ospiti, a partire dal Governatore del Distretto 108 AB Pasquale Diciommo. Serata allietata da un concerto della pluripremiata Orchestra della Scuola Media “E. Fieramosca” (preside Francesco Messinese, diretta dal maestro Luciano Palmitessa).

Raccontare sessant’anni della vita di un club in un articolo è un’impresa, e tuttavia una bella impresa perché questo viaggio nel tempo fa riaffiorare dalla memoria eventi che non sembrano neppure tanto lontani. Ma soprattutto ci ricordano soci che non ci sono più e che, attraverso questi ricordi, sarà come sentirli ancora presenti in mezzo a noi.

Se volessi dare un titolo a questo “amarcord” del passato, suggerirei LIONS CLUB BARLETTA HOST SESSANT’ANNI ALL’INSEGNA DELL’AMICIZIA, AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ, TESTIMONE DELLA REALTÀ SOCIO-CULTURALE DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO.

Tutto è cominciato il 28 gennaio del 1959, quando un gruppo di ventidue soci, coordinati dal dott. Michele Picardi, decise di associarsi fondando il primo Lions Club del territorio. Soci inseriti nei diversi livelli della vita sociale, economica, culturale locale e comprensoriale, con l’attenzione rivolta alla realtà del territorio.

Un club che ha visto, in tutti questi anni, l’impegno a realizzare le finalità della sua regola lionistica istitutiva, quella ispirata da ideali di servizio e di solidarietà e da principii come l’altruismo e il volontariato, incidendo sulla realtà circostante, vivendo uno spirito associazionistico finalizzato a rafforzare i rapporti umani e ad attivare tutte le risorse morali e materiali disponibili per il bene della comunità. Luogo di tradizionale ritrovo per le iniziative sociali del Club, il Circolo Unione nei pressi della Stazione, e per gli incontri conviviali il Brigantino, sulla Litoranea di Levante.

 

 

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Ho raccontato gli esordi della vita lionistica cittadina nel mio libro sulla “Storia di Barletta nel Novecento”, una pagina di cronaca su quella giornata memorabile corredata da numerose fotografie dove sono riconoscibili, al braccio del presidente Michele Picardi, il suo inseparabile giovane segretario Dante Cioce, e inoltre i soci Rinaldo Alvisi, Gaetano Manuti, Ruggiero Scommegna, Francesco Filannino (il mitico don Ciccio, preside dell’Istituto Tecnico), Michele De Fidio ed altri.

1959! L’anno in cui il prof. Lattanzio rilevava la direzione del nostro ospedale dando vita ad una équipe di giovani medici che nel giro di pochi anni avrebbero fatto progredire il nostro nosocomio ai primi posti in Puglia. Ma è soprattutto l’anno del tragico crollo di via Canosa con le sue cinquantanove vittime, un lutto nazionale al quale portò la solidarietà della Nazione il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

Nei primi anni passano a miglior vita tre protagonisti del passato, promotori storici, Vito Antonio Lattanzio e Michele Cassandro presidenti dell’Associazione Amici della Storia e dell’Arte Barlettana; e don Luigi Scuro, fondatore (agli inizi del Novecento) del PPI, ma soprattutto della Cementeria di Barletta, la più grande industria cittadina, una delle più importanti della Regione.

Gli anni Sessanta sono stati gli anni del miracolo economico, in un contesto nazionale che si riverbererà su quello cittadino, imponendosi nel comparto calzaturiero, attivando nel tempo anche quello delle costruzioni (sarà dettagliato nella monografia di un giovane laureando, oggi socio del club, Nicola Corvasce).

Primi sindaci della città Peppino Palmitessa, Carlo Ettore Borgia, Michele Morelli, Domenico Borraccino… Di pari passo con la vita socio-politica cittadina, procede quella del club che ricostruiamo come nella proiezione di un film, attraverso cento fotogrammi, cento iniziative, cento ospiti per altrettanti temi trattati nelle serate sociali. Fra gli ospiti più noti, il gen. Domenico Ludovico primo presidente del Comitato pro Canne della Battaglia, che si sofferma sul famoso (presunto) sepolcreto annibalico; il prof. Alessandro Cutolo, che chiosa sul grande Benedetto Croce; Eduardo che racconta la sua inimitabile arte; più recentemente Vittorio Sgarbi, che già nel cognome assimila la sua graffiante vis polemica.

Doveroso ricordare, man mano che l’attività associazionistica si inoltra negli anni, i primi autorevoli personaggi ai quali è stato conferito, dall’associazione, il Lions d’Oro: il prof. Giovanni Cassandro, illustre docente di storia del diritto italiano e giudice della Corte Costituzionale; il sen. Onofrio Iannuzzi, andriese, fautore del rilancio del Mezzogiorno; il prof. Ferdinando Carbone, tranese, presidente della Corte dei Conti; il dott. Ignazio Straniero, barlettano, procuratore generale della Corte di Cassazione.

Intanto l’Ospedale diventa di prima categoria (il secondo in Puglia); il presidente del Consiglio Aldo Moro inaugura la Bari Nord; sotto la spinta di don Peppuccio Damato si celebra il 1° Certame della Disfida; nasce l’Azienda di Soggiorno e Turismo affidata all’affiatatissimo tandem Ruggiero Dimiccoli presidente e Vittorio Palumbieri (altro attivissimo socio) direttore; il card. Traglia inaugura il nuovo Santuario della Madonna dello Sterpeto; frattanto prende piede l’idea del Comprensorio del Nord Barese (attività amministrativa anticipativa della istituzione della nuova provincia tripolare Barletta, Andria, Trani).

Nel contempo scorre fluida e dinamica l’attività del Club attraverso l’impegno dei suoi presidenti fra i quali, nel primo ventennio, è doveroso ricordare Giuseppe Viesti (futuro Governatore), Dante Cioce, Ruggiero Scommegna, Rodolfo Manno, Antonio Ruggiero,  Giuseppe Colasanto (presidente Regione Puglia), Duilio Maglio, Sandro Basile, Vincenzo Turi, Vittorio Palumbieri.

Intanto in città vengono iniziate e saranno portate a compimento importanti restauri di grandi contenitori culturali sui quali il Club non mancherà di focalizzare il proprio interesse: il Castello (Marcello Grisotti), la Cattedrale (Angelo Ambrosi), il Teatro Curci (Fausto Civita e Duilio Maglio altro importante Lions); palazzo della Marra che ospiterà la Pinacoteca De Nittis. A prendersi amorevole cura di questi lavori, Vittorio Palumbieri, presidente del Lions Club dell’anno sociale 1980-81.

Il Lions Club Barletta Host ha certo rappresentato in questi sessant’anni un pezzo della nostra storia, della storia del nostro tempo, attraverso la promozione di attività socio-culturali, come l’organizzazione di un Convegno per l’industrializzazione del Nord-barese, ma anche di solidarietà sociale, come la nascita dell’AIAS, promossa dall’ing. Maglio.

Gli anni Ottanta sono dominati da una crisi politica permanente, con gravi ripercussioni su quella economica. Ma è anche vero il contrario. Titola la Gazzetta: Otto giunte in dieci anni, e tuttavia la città continua a crescere per conto proprio, anche se si avvertono le prime avvisaglie di una crisi economica legata specialmente al trend negativo della produzione nel settore del calzaturiero che trascina nella congiuntura anche altri comparti, a cominciare da quello edilizio.

Nasce, cresce e prospera il Comprensorio Nord-Barese, sia pure fra molte difficoltà; Mennea vince le Olimpiadi di Mosca; dopo 120 anni viene soppressa la sede episcopale di Barletta; fioriscono intanto due realtà cittadine e comprensoriali della comunicazione: Teleregione e la casa editrice Rotas (prima pubblicazione, una “Piccola storia di Barletta” a beneficio degli alunni delle nostre scuole).

E Il club? Promuove le celebrazioni per il Centenario della morte di De Nittis; realizza incontri con il maestro Carlo Maria Giuliani, col presidente della Regione Trisorio Liuzzi, e con il card. Corrado Ursi; fra gli ospiti si affacciano anche volti nuovi, come quello del prof. Ugo Villani. Graditi ospiti del Club (e della città) Franco Zeffirelli, Giorgio Albertazzi, Pier Paolo Pasolini, Vincenzo De Sario, Franco Tatò.

E ancora la nomina di presidenti che legano il proprio nome ad una varietà di iniziative eccellenti (non ce ne vogliano, non potremmo ricordarli tutti): Matteo Bonadies, Donato Romanelli, Vincenzo Casale, Giuseppe Diviccaro, Angelo Rizzi (autore di un eccezionale volume sul trentennale del Club), Ruggiero Bollino (con cui organizzammo un meeting su “Scuola, lavoro e istituzioni”), Nicola Sanitate, Nicola Rizzi, Cesare Canfora (che presentò la mia prima biografia su De Nittis). E inoltre Antonio De Luce, Mario Tatò (un anno dedicato alle problematiche giovanili).

Accanto alle attività sociali, organizzati anche viaggi sociali non solo in Italia ma anche all’estero, e ancora ospiti di prestigio come Folco Quilici, Primo Nebiolo, Luciano De Crescenzo, Guido Carli.

A presiedere il Club, dopo Mario Tatò, Giovanni Spera, promotore del monumento alla Disfida all’ingresso della città; Pino Marchisella; Antonio Luzzi che nell’anno del V Centenario della Disfida ci portò il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri che gratificò l’evento di una emissione filatelica. E poi Riccardo Liddo; Francesco Barracchia (oltre che presidente del Club, diventerà anche Governatore del Distretto) e per la seconda volta – a distanza di 36 anni – Antonio Ruggiero.

Nel mese dedicato alla donna, mi accorgo di non aver menzionato alcuna esponente del mondo femminile, eppure di presidenti ne sono state elette due: Concetta Calvaresi Di Bari e Antonella Di Martino. Premiate inoltre quattro socie nella serata celebrativa: oltre a Concetta Calvaresi, anche Mariangela Picardi Scommegna, Marina Ruggiero e Tita Francia Sfregola. E fra le ospiti di un tempo, come non ricordare la pittrice Mimma Picardi Coliac e le sue mostre organizzate col Club.

 

 

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Concludo questa breve rassegna di ricordi come ho cominciato, con quello che potrebbe essere un titolo non solo per questo articolo, ma anche per una pubblicazione riepilogativa del sessantennio: LIONS CLUB BARLETTA HOST, SESSANT’ANNI ALL’INSEGNA DELL’AMICIZIA, AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ, TESTIMONE DELLA REALTÀ SOCIO-CULTURALE DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO. Ad maiora semper.

 

Renato Russo

 

 

 

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