“Herzog incontra Gorbaciov” il 20 e il 21 gennaio al cinema Paolillo

Complicità e umorismo in un film sulla storia del ‘900

Un maestro del cinema e un gigante della politica, ultimo Presidente dell’Unione Sovietica: il risultato è straordinario e traducibile nel documentario “Herzog incontra Gorbaciov” in programma alla Multisala Paolillo lunedì 20 gennaio (ore 17.30) e martedì 21 gennaio (ore 19.45).

Il prolifico regista tedesco Werner Herzog incontra tre volte, nell’arco di sei mesi, Mikhail Gorbaciov, scavando nella vita e negli ideali di quest’ultimo. Uno sguardo inedito, lucido e significativo sulla storia del ‘900 e non solo. Complicità e umorismo, uniti all’abilità di Herzog di scavare in angoli inaspettati dell’esistenza di Gorbaciov, rende il tutto ancora più coinvolgente ed emozionante.

Dall’infanzia contadina agli studi presso l’Università di Mosca, fino alla rapida ascesa nelle fila del Partito Comunista Sovietico, il film è un viaggio tra ricordi, materiali d’archivio e testimonianze d’eccezione che consentono, così, di ripercorrere le tappe salienti della politica degli ultimi decenni.

Occasioni preziose per analizzare l’impegno costante di “Misha” verso il disarmo e l’uscita dall’era della Guerra fredda. La modalità è quella dell’intervista priva di filtri intermedi o costruzione scenografica e con campi stretti sui due interlocutori.

Tra uno scambio e l’altro, sono interpellati a dare il loro contributo specialistico anche altri protagonisti di quella stagione: Miklos Nemesh, ex Primo Ministro Ungherese, George P. Schultz, Segretario di Stato USA durante la presidenza Reagan, Lech Walesa, ex leader di Solidarnosc e Presidente della Polonia, James Baker, Capo di Gabinetto alla Casa Bianca, Horst Teltschik, Consulente alla Sicurezza Nazionale per Helmut Kohl.

Firmato a quattro mani con il documentarista e antropologo André Singer e distribuito in Italia da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, il film lascia dunque molto spazio all’archivio per restituire le atmosfere ai tempi dell’URSS.

L’accento è sulla visione moderna di un uomo dalle origini umili ma dalla straordinaria intelligenza, anche comunicativa. Se lo spirito è più didattico che critico, il documentario rivela l’isolamento attuale di un leader politico determinante del ‘900. Un Premio Nobel per la pace che sulla tomba vorrebbe fosse scritto: “Ci abbiamo provato”.

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