Ha inizio il convegno: “La Memoria a tutela dei Valori della Resistenza”

Ospiti Illustri alla Sala Rossa per la conclusione delle iniziative in memoria eventi Settembre 1943

 

In chiusura delle celebrazioni per il 70° anniversario della resistenza militare all’occupazione nazista di Barletta, è stato organizzato dal Comune e dall’Archivio della Resistenza e della Memoria un convegno di studi internazionali dal titolo “La memoria a tutela dei valori della resistenza” .
Articolandosi nell’arco di due giornate, più precisamente durante il pomeriggio di venerdì 29 novembre e la mattinata di sabato 30, questo speciale evento, con sede nella Sala Rossa del Castello Svevo, ha potuto contare sulla presenza di relatori dalla carriera accademica illustre provenienti da tutte le parti di Italia e non solo.
In apertura dei lavori della prima giornata, il professor Luigi Di Cuonzo, responsabile dell’Archivio della Resistenza e della Memoria, ha avuto il piacere di notare la presenza, non programmata, dell’ambasciatore Paolo Casardi, Ispettore generale del Ministero degli Affari Esteri, invitato poi dallo stesso Di Cuonzo a presiedere gli interventi dei relatori.

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Con un breve discorso di ringraziamento in cui ha ricordato con poche parole il percorso fatto dalla Commissione Mista storico-culturale Italia-Germania per riunire in un corpo unico tutte le recenti analisi storiche riguardo il periodo dell’occupazione nazista dopo l’armistizio del ’43, l’ambasciatore ha da dato il via libera ai lavori.

Dopo che il professor Di Cuonzo ha avvisato i convenuti dell’impossibilità per il presidente della provincia Francesco Ventola e del sindaco Pasquale Cascella, impegnato in Consiglio Comunale, ad intervenire per un iniziale saluto ad avvio di serata, ha preso la parola l’avvocato Caterina Calia, Console Onorario della Repubblica Federale Tedesca in Puglia, la quale si è detta onorata di essere stata invitata a questo evento e che ha rimarcato quale importanza abbia il mantenere la memoria dei tragici eventi, avvenuti settant’anni fa, viva.

A prendere la parola dopo l’avvocato Calia è stato, quindi, il primo relatore della serata, il professor Di Cuonzo che, causa un fastidio alla gola, si è limitato a fare un excursus esauriente di quanto avvenuto il 12 settembre del 1943 e sulle varie tappe che hanno portato agli accertamenti della verità, tenuta nascosta per molto tempo all’interno del cosiddetto “Armadio della Vergogna”, e all’assegnazione delle medaglie d’oro al valor civile e militare, grazie soprattutto all’opera di ricerca storica della professoressa Maria Grasso-Tarantino, figlia del colonnello Grasso, protagonista della resistenza tenutasi a Barletta nei confusi giorni post-armistizio.
Il secondo relatore della serata è stato dr. Lutz Klinkhammer, dell’Istituto Storico Germanico di Roma, che ha esposto nel suo intervento, “I Tedeschi in Italia: dall’alleanza all’occupazione”, le varie situazioni avvenute nella difficile transizione che ha visto i tedeschi stanziati in un paese alleato diventare forze di occupazioni in un paese colpevole di aver commesso quello che per Hitler fu un alto tradimento, ovvero l’aver eseguito un colpo di stato ai danni di Mussolini ed essersi alleato con le forze anglo-americane.

Dopo il dottor Klinkhammer è intervenuto il dottor Carlo Gentile, professore di Storia Contemporanea Storia Ebraica dell’Università di Colonia, il quale ha parlato delle stragi naziste, dettate più dalla confusione del momento che da una più ideologica rabbia contro i traditori dell’alleanza, che sono costate in tutta Italia la vita a più di 50 mila cittadini, la maggior parte dei quali residenti nel Sud Italia, parte più colpita dalle incursioni dei nazisti in ritirata.
Come quarto relatore è poi intervenuto Bruno Maida, ricercatore di Storia Contemporanea presso l’Università di Torino, il quale ha puntato la sua attenzione sulle modalità e sulle vittime delle deportazioni naziste, che portarono al trasferimento coatto di quasi quarantamila uomini e donne, in parte perché ebrei e in parte perché dissidenti politici, analizzando ogni possibile particolare e punto di vista.

Infine, a chiudere la prima giornata di convegno è stato il dottor Francesco Morra, documentarista attualmente in collaborazione con la casa di produzione SD Cinematografica di Roma. Il dottor Morra ha incentrato questo suo ultimo intervento su tre domande fondamentali, ossia sul perché la notizia dell’armistizio e l’ordine di attaccare i soldati nazisti non furono trasmessi immediatamente dopo la firma dell’armistizio ai componenti dell’esercito italiano; se era vero che i soldati tedeschi non potessero esimersi dall’eseguire l’ordine di rappresaglia contro i civili italiani pena la morte, portando come esempio, in opposizione a questa tesi, i cittadini fatti prigionieri a Trani e poi rilasciati dalle truppe tedesche; infine sul perché non sono state effettuate indagini approfondite sulle stragi di Barletta, Spinazzola e Cerignola Vallecannella nell’immediato e si è dovuta aspettare, per conoscere la verità, l’apertura del già citato Armadio della Vergogna.

Così si è conclusa quindi la prima parte di questo grande evento che mira a chiudere le varie iniziative che dal mese di settembre sono state organizzate dai nostri enti locali in memoria di quanto accaduto nel settembre di settant’anni fa, dando il giusto il giusto merito ai gesti eroici e alle dolorose perdite subite dalla nostra popolazione, affinché, come ha ricordato il professor Di Cuonzo, “in futuro non si parli più di Morti, ma di Memoria”

 

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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