Godot e altri arrivano al Curci di Barletta

La stagione teatrale presentata in conferenza stampa

Si alza il sipario sulla stagione teatrale 2013/2014 targata Curci, alla presenza del sindaco Pasquale Cascella, dell’Assessore alle Politiche dell’identità Culturale Giusy Caroppo, del Presidente del Teatro Pubblico Pugliese Carmelo Grassi e dell’Assessore alle Politiche Sociali Anna Rizzi Francabandiera.

Siamo a pochi passi dalle porte che danno accesso al cuore pulsante del teatro, ma l’aria che si respira è meravigliosamente immutata: odori e percezioni solenni, sacre, morigerate.

Onori e oneri dell’introduzione affidati al sindaco, il quale tiene subito a precisare le difficoltà economiche dell’Amministrazione e gli sforzi profusi, nonostante tutto, finalizzati alla tutela della vocazione artistica di Barletta. Una città che, non dimentichiamolo, è fra i soci fondatori del Teatro Pubblico Pugliese. Lo stesso presidente Grassi indica Barletta come “punto di riferimento” per il movimento culturale della Regione.

Il tema delle “vacche magre”, purtroppo, sarà ricorrente nel corso dell’intera conferenza stampa, ed è teso a mettere in risalto l’impegno dell’attuale Amministrazione a favore della sensibilizzazione culturale sul territorio, le cui radici in ambito artistico non possono né devono essere tradite da un lassismo che registra precedenti infelici.

Sembra chiaro (e speriamo non apparente) il cambio di passo rispetto alle passate amministrazioni. Sensazione confortata dalle parole di Gianpiero Borgia, graditissima presenza di un esponente teatrale nostro concittadino, il quale elogia la nuova direzione artistica per aver richiamato alla “base” altri due celebri personaggi di origini barlettane: Pino Micol e Manrico Gammarota (presente in sala). Il primo appare nel cartellone come regista del Caligola di Albert Camus, uno degli appuntamenti più attesi. Il secondo, più defilato ma non per questo meno importante, sarà uno dei consulenti del teatro per questa stagione. Non solo: come ciliegina di fine programma, nelle sue intenzioni sembrerebbe realistica la prospettiva di offrire uno spettacolo alla città, il cui incasso da devolvere in beneficenza.

La stagione si presenta ricca, il programma trasversale. Si passerà dal teatro per ragazzi a quello della sperimentazione. E, spettacolo nello spettacolo, verrà inserito il Barletta Jazz Festival, che sarà all’insegna di un viaggio interculturale e di esplorazione geografica: potremo farci travolgere dalle calde vibrazioni del pianista cubano Ramon Valle (che si esibirà col suo trio all’interno di un’azienda calzaturiera!), così come trovare refrigerio nell’algido jazz del chitarrista norvegese Eivind Aarset.
Capodanno con bollicine affidato alle frizzanti trame melodiche ed armoniche di Strauss, che aprirà di fatto la stagione concertistica.
Poi ancora, fra gli altri: Bacalov (questa volta come solista), che sfoggerà una sorta di Bignami del Tango, Lilya Zilberstein, Uri Caine Trio, la prosa di Shakespeare con Gassman e quella di Richard Bean con Favino.

IMG_1925Balza agli occhi un’assenza pesante: la Lirica. Nota dolente che ha dovuto fare i conti (è il caso di dire) con le casse risicate di cui sopra. Ma si farà il possibile per integrare, in corso d’opera, il cartellone.

In coda, c’è anche spazio per l’intervento della presidente dell’Associazione Culturale e Musica G. Curci, Giulia Angela Damiani, mirato al ringraziamento particolare, più che mai dovuto, nei confronti di quegli artisti che sono venuti incontro alle difficoltà economiche e finanziarie della città. Su tutti, la Zilberstein e Uri Caine hanno di fatto dimezzato il proprio cachet.

Da registrare anche la presenza, come specificato in apertura, dell’assessore Francabandiera, trait d’union fra società e teatro col tema del femminicidio affrontato da Serena Dandini con “Ferite a morte”, in programma il 19 dicembre.

La domenica sarà ancora e come sempre all’insegna della famiglia e il programma per i bambini rinvigorito. Un altro modo per provare a scuotere la realtà teatrale rendendola più sostanziosa e meno patinata.

PS: per maggiori dettagli, rimandiamo agli approfondimenti online che seguiranno a breve.

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