Gli assessori sono della Città e non dei partiti.

Basta con la richiesta di ricompense post-elettorali

imageBarletta è nuovamente in un momento di crisi politica. Diversamente dal passato, il Sindaco Cascella porterà questa crisi in Consiglio comunale il prossimo 14 marzo. Ne discuterà con i consiglieri di maggioranza e di opposizione alla luce del sole. È un bene: le crisi mute finiscono tristemente con rimpasti, cambi di casacca, dimissioni. Forse questa volta sarà diverso. E in effetti Cascella è coerente con quanto dichiarò in campagna elettorale. Aveva promesso, se fosse capitato qualcosa di simile a quanto successo a Maffei, di portare ogni crisi di fronte agli elettori, affinché essi potessero giudicare. Le cause di questa crisi, in modo assolutamente simile a tutte le crisi precedenti, sono da ricercarsi in richieste di spazi e postazioni da parte dei partiti.

Si ripete un copione usurato. Per vincere le elezioni si accettano inizialmente le decisioni del candidato Sindaco (e poi Sindaco). Si accetta un ridimensionamento delle forze politiche maggiori. E dopo pochi mesi si torna alla carica chiedendo il riconoscimento del peso relativo con cui si è contribuito alla vittoria, al trionfo elettorale. Quando il Sindaco e l’opinione pubblica si ribellano, da parte dei burocrati di partito parte il levare di scudi: il Sindaco diventa un corpo estraneo, non si vuol riconoscere l’importanza dei corpi intermedi e via discorrendo. Sarebbe tuttavia ora di cominciare a pronunciare qualche parola di verità. I partiti di oggi (a Barletta, certo, ma ovunque) non assomigliano affatto ai partiti della Prima Repubblica. I partiti di oggi non sono in grado di operare alcuna selezione della classe dirigente. I loro rappresentanti sono spesso, quasi sempre, inadeguati al ruolo. Spesso, quasi sempre, non sono nemmeno rappresentativi della media della popolazione per istruzione, cultura, esperienza nella gestione delle organizzazioni complesse.

I meccanismi di progressione nelle carriere politiche sono inquinati da macchine organizzative piegate al potente di turno. Le primarie hanno reso ancora più infernale il circolo vizioso tra creazione del consenso clientelare e rafforzamento dei notabili. La verità è che un numero ristretto di elettori (non spontaneo, non libero) influenza le sorti della politica locale eleggendo a ogni tornata congressuale o amministrativa i soliti noti o i loro pupilli. Tutto ciò sarebbe forse un peccato veniale se la nostra città vivesse un momento florido. E invece Barletta sembra irrimediabilmente votata al declino. E l’incuria delle ultime amministrazioni, l’esercizio della finanza allegra dentro e fuori Palazzo di città, ha reso ancora più complesso un processo di risanamento e rilancio. Non è dunque l’ora di chiedere postazioni, ricompense, poltrone.

A Pasquale Cascella si può dare un unico consiglio. Discuta, come ha intenzione di fare, la crisi in Consiglio comunale. Si prepari ad attacchi ancora più feroci e spregiudicati. L’eleganza e il bon ton hanno da tempo abbandonato le stanze della politica. L’unica via di uscita (facile in questo caso recitare il ruolo di Cassandra) è per Cascella azzerare la giunta. Ma con un esito diverso da quello richiesto dai partiti. Invece di una nuova giunta costruita col bilancino, presenti stavolta davvero una giunta all’altezza della sfida che attende lui e la città intera. Niente indicazioni di partito, niente terne o rose da cui attingere, niente amici fidati o meno fidati. È ora di smettere di navigare lungo la costa: ormai rischia solo di incagliarsi. Costruisca una giunta veramente competente,  È ora di lanciarsi in mare aperto.

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32 anni, laureato in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma e docente abilitato tramite TFA, Tirocinio formativo attivo. Ha conseguito inoltre: il dottorato di ricerca in Diritto delle relazioni di lavoro (Fondazione Marco Biagi di Modena), il master in Counseling filosofico ed esistenziale (Università Pontificia Salesiana di Torino) e il Diploma avanzato in studi europei (Collegio europeo di Parma). Ha lavorato su temi europei presso: il Patto territoriale Nordbarese ofantino a Bruxelles, il Parlamento europeo, il Ministero della Pubblica Istruzione, l'Ufficio scolastico regionale pugliese. Ha insegnato Filosofia e Storia nei Licei ed è docente di Istituzioni e Programmazione comunitarie per il Master in Europrogettazione della società Eurogiovani. Ideatore del progetto "Punti di fuga", counseling filosofico per i detenuti. Ha svolto il praticantato da giornalista pubblicista presso Barlettalife. Attualmente è HR Assistant per la società Proger a Riyad, Arabia Saudita. Grande passione per la politica e grande allergia per i politici. Ama la musica classica e il jazz, la scrittura in tutte le sue forme, i gatti (soprattutto uno, il suo, che si chiama Garibaldi)

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