Giustizia dell’altro… Secolo! Come veniva amministrata 200 anni fa

Giustizia 1
fig. 1

Si perde nella notte dei tempi la storia della “Giustizia”, anzi possiamo tranquillamente affermare che è nata con l’uomo stesso se si pensa ai primi due imputati eccellenti  che avevano come organo giudicante il Sommo Giudice. Naturalmente stiamo parlando di Adamo ed Eva che per il loro “reato” di disobbedienza furono giudicati niente meno che da Dio in persona, sicuramente l’unico Giudice imparziale e infallibile ( ci scusino i magistrati di ieri e di oggi ) nella millenaria storia della giustizia.

Nasce spontaneo il timore, da parte del lettore, di trovarsi di fronte alla riscrittura della storia della Giustizia attraverso i secoli e i personaggi che l’hanno più o meno degnamente amministrata. Sarebbe pura e semplice follia e tutti potrebbero definirci, con un eufemismo, inguaribili presuntuosi. Più modestamente è nostra intenzione, invece, riportare piccoli spaccati di vita cittadina che possano dare un’idea di come la giustizia proteggeva i più deboli e colpiva i “cattivi” nella nostra Città.

Per far ciò abbiamo scavato nel tesoro inesauribile dei documenti conservati dalla Sezione di Archivio di Stato di Barletta dove, tra i diversi ed interessantissimi fondi, si trova la cospicua documentazione relativa alla Pretura di Barletta.

Il fondo composto da circa 700 faldoni è diviso in Ramo Penale e Ramo Civile. Il Penale (fig.1) è composto dai fascicoli, dai decreti, dalle sentenze, dai campioni ( in questa voce venivano riportate le parcelle corrisposte per le cause svolte ), dalle rubriche, dai registri generali e dal campione penale, dalle sentenze correzionali del Giudice di Circondario e dalle sentenze contravvenzionali del Mandamento.

Il Ramo Civile (fig.2) a sua volta è composto dai fascicoli degli atti civili, delle tutele e rinunzie all’eredità (questo veramente interessante e sfizioso n.d.r.), sentenze del Giudicato di Pace, del Mandamento, le rubriche delle sentenze e dei fascicoli civili ed infine i registri degli atti originali.

Le situazioni e gli spunti che si potrebbero estrapolare dall’enorme quantità di documenti sarebbero tali e tanti da poterne fare una corposa pubblicazione ( è un’idea non male !) ma gli spazi editoriali non ce lo possono permettere e quindi optiamo per alcuni “casi” che, rientrando nella quotidiana amministrazione della giustizia, danno uno spaccato di realtà dell’intero territorio, ora provincia, con i suoi momenti di vita e “malavita”.

Tra le incombenze della Pretura di Barletta e più precisamente del Ramo Civile, c’era anche quella relativa alla regolamentazione delle accettazioni o delle rinunzie delle eredità ( ricordate quanto detto a proposito ?).

A prima vista potrebbe sembrare un aspetto di limitata importanza ma, l’enorme mole di pratiche archiviate, fa comprendere quanto tempo e lavoro portasse via il disbrigo delle formalità di legge previste in caso di assegnazione di eredità.

Tra le tante, come campione, la scelta è caduta sull’eredità dei marchesi Affaitati in quanto il 10 febbraio 1879 il Cancelliere della Pretura mandamentale ( del territorio n.d.r.) di Barletta, il sig. Dellergo Pasquale, redigeva il verbale nel quale riportava che era deceduta “… Donna Margherita Affaitati fu Francesco Paolo, residente e domiciliata in Barletta, moglie di Don Michele De Nittis fu Gennaro Dottore Fisico che interviene a quest’atto per autorizzare la moglie. Essa Signora Affaitati con la espressa autorizzazione del marito ( una specie di antesignana comunione dei beni ), col presente atto, accetta col beneficio della Legge e dell’inventario, le due eredità del padre don Francesco Paolo Affaitati e del fratello don Pietro Affaitati morti in questo Comune, cioè il primo il 26 febbraio 1879 ed il secondo gli 11 dicembre 1878 ”.

Giustizia 2
fig. 2

L’atto di accettazione sottoscritto dai due coniugi veniva, infine, inviato per la pubblicazione negli annunzi legali del Supplemento al foglio periodico della R. Prefettura di Bari datato 8 ottobre 1879.

Come secondo esempio portiamo quello riferito, rispettando rigorosamente la par condicio, al procedimento penale n.89 del 7 gennaio 1931 intentato contro D. A. fu Michele imputato ai sensi dell’art.484 del Codice Penale.

Infatti il 2 gennaio 1931 il Maresciallo di Pubblica Sicurezza Michele Severini, i brigadieri Pasquale Sinesi, Cosimo Dibitonto ed il vice brigadiere Giovanni Dinicastro verbalizzavano che “ … alle ore 16,15 in servizio di pattuglione per le vie della Città abbiamo chiarito in contravvenzione l’esercente di cantina D.A. nato a Barletta l’11 aprile 1866, con esercizio di vendita di vino al minuto ( taverna n.d.r. ) in questo vico Samuelli civico 1 perché contrariamente alle vigenti disposizioni di legge permetteva che nel suo esercizio i sottonotati individui giuocassero il così detto giuoco il tocco e la passatella ”. Il verbale continuava con l’elencazione degli “individui” presenti nel locale con le loro generalità che, seppur scomparsi da quasi un secolo, omettiamo di riportare e si concludeva “ … rimettiamo ai nostri Signori Superiori per gli ulteriori provvedimenti di legge ”.

Il conseguente giudizio però non aveva luogo e il caso veniva archiviato per il decesso dell’imputato avvenuto in data 9 febbraio 1931.

Quelli proposti sono soltanto due piccoli esempi della vita, non certo semplice, della vita della Pretura di Barletta in anni in cui tutto veniva fedelmente registrato e trascritto solo grazie a pazienti ed instancabili impiegati che scrivevano rigorosamente a mano gli atti dei processi, disbrigando così le innumerevoli cause che, ieri come oggi, sono sempre sul punto di portare al collasso una lenta e ingarbugliatissima Amministrazione Giudiziaria.

Una riflessione finale da proporre a tutti gli operatori del settore: per un momento, uno solo, perché non vi calate nei panni dei vostri colleghi del 1800 ?

Non si attendono risposte, grazie !!!

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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