Giornata Mondiale Del Diabete – Conoscere, prevenire e curare la malattia

Il 14 e il 15 novembre è celebrata in tutto il mondo la Giornata del Diabete istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Solo con la sensibilizzazione nei confronti di questa patologia si possono infatti promuovere politiche per la prevenzione e la cura della malattia. Numerosi gli appuntamenti organizzati in tutta Italia; anche a Barletta quest’anno come gli anni scorsi, in data 16 novembre dalle ore 09.00 alle ore 13.00 presso la Galleria del teatro Comunale, sarà possibile effettuare una valutazione gratuita per determinare il rischio di sviluppare il diabete. Nel corso dell’iniziativa sarà distribuito materiale informativo su cui si è organizzato un percorso di prevenzione e controllo. Ai cittadini interessati sarà garantito un confronto con specialisti nella galleria del Teatro Curci.

Per l’occasione la redazione Barletta News ha incontrato la Dott.ssa Grazia Morgese, specialista in pediatria, per un approfondimento completo sulle tipologie di diabete pediatrico-adolescenziale.

Dottoressa, cos’è il diabete?

Il diabete è un disturbo metabolico cronico caratterizzato da aumento del glucosio (zucchero semplice monosaccaride) nel sangue che ha origine dall’insufficiente secrezione o efficacia dell’insulina o da entrambi. L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas e regola l’utilizzo del glucosio come fonte energetica da parte delle cellule del nostro organismo. La sua mancata azione provoca un accumulo di zucchero nel sangue (iperglicemia). Si definisce diabete un valore di glicemia maggiore o uguale a 126 mg/dl a digiuno.

Il diabete più problematico e frequente in età pediatrico-adolescenziale è quello che compare nei primi anni di vita: diabete di tipo 1, insulinodipendente. Quali i fattori causali che ne determinano l’insorgenza e quali i sintomi più frequenti che si presentano all’esordio e da non sottovalutare?

In età pediatrica e nell’adolescenza prevale il diabete mellito di tipo 1, con un’incidenza dell’1% da 0-15 anni e con una frequenza maggiore nei paesi sviluppati. È da considerarsi una malattia cronica autoimmune nella quale si verifica una progressiva distruzione delle cellule beta pancreatiche da parte di autoanticorpi, che determina uno stato di deficit assoluto o relativo di insulina e conseguente elevazione del glucosio nel sangue (iperglicemia). Il diabete mellito di tipo 1 costituisce il 97% delle cause di iperglicemia in età pediatrica. Importanti sono i fattori genetici predisponenti sui quali agiscono fattori ambientali (infezioni virali o batteriche, alimenti, tossine) che potrebbero fungere da stimolo autoimmunitario. Questa forma di diabete può essere associato a volte a patologie autoimmuni che riguardano la tiroide oppure alla malattia celiaca. I sintomi di esordio frequenti, legati alla iperglicemia, sono poliuria (aumento della quantità di urina), frequenti minzioni notturne, polidipsia (sete eccessiva), perdita di peso nonostante l’ aumento dell’appetito (polifagia), irritabilità e stanchezza.

Un’altra forma di diabete che potrebbe comparire in età giovanile in quanto legato all’aumento dei soggetti con obesità, è il diabete mellito tipo 2: quali le differenze tra le due tipologie?

Il diabete tipo 2 in passato colpiva prevalentemente soggetti di età maggiore di 35 anni. Oggi, la maggiore incidenza di obesità e sovrappeso in età pediatrica e una ridotta attività fisica, associate a fattori genetici predisponenti, hanno determinato la comparsa di questa forma di diabete anche in età pediatrico-adolescenziale. Il diabete tipo 2 è caratterizzato da una resistenza periferica all’azione dell’insulina (l’ormone viene prodotto ma non riesce a svolgere la sua funzione nell’organismo) per cui le cellule del pancreas aumentano la produzione di insulina che inizialmente normalizza la glicemia. Successivamente questo meccanismo diventa inefficace per cui compare l’iperglicemia che in una fase iniziale può essere controllata solo con una dieta e l’esercizio fisico. In una fase più tardiva c’è un esaurimento delle cellule beta pancreatiche per cui anche in questi soggetti è necessario instaurare una terapia insulinica. I ragazzi affetti da questo tipo di diabete, rispetto agli adulti, hanno una progressione più rapida della malattia. La differenza sostanziale è che nel tipo 1 avviene la distruzione delle cellule pancreatiche e quindi una ridotta o assente produzione di insulina;mentre nel tipo 2 nella fase iniziale c’è un maggior lavoro da parte di queste cellule nella produzione di insulina. Clinicamente nel diabete tipo 1 l’esordio è acuto, spesso in relazione ad un episodio febbrile; mentre nel diabete tipo 2 i sintomi si manifestano più lentamente e a volte la diagnosi può essere tardiva in presenza già di complicanze.

Quali sono le difficoltà nella diagnosi del diabete pediatrico-adolescenziale?

 

In determinate condizioni la diagnosi può essere più difficile. Ad esempio nei neonati e lattanti con inappetenza, irritabilità e scarso accrescimento; in soggetti con disturbi della minzione diagnosticati come infezioni delle vie urinarie; in soggetti con dolori addominali o vomito a cui si fa diagnosi di gastroenterite; in soggetti con polidipsia diagnosticata come abitudine o necessità psicogena di bere.

Ci sono rischi per quanto riguarda l’accrescimento dei bambini?

 

Un diabete ben compensato associato ad una dieta normocalorica adeguata di solito non comporta alterazione dell’accrescimento staturo-ponderale.

Che ruolo svolge l’autocontrollo glicemico? E come effettuarlo correttamente?

 

L’autocontrollo domiciliare della glicemia è indispensabile perché in questo modo i pazienti raggiungono gli obiettivi terapeutici programmati. Sono previste almeno 4 glicemie al giorno (si dosa la glicemia capillare con apparecchi specifici chiamati glucometri). Si eseguono a digiuno, due ore dopo la colazione, a pranzo e a cena. Nei bambini a causa di malattie intercorrenti o di imprevedibilità dell’alimentazione, il numero delle glicemie giornaliere potrebbe aumentare.

Esiste una relazione tra sovrappeso e diabete pediatrico- adolescenziale? Quali i suggerimenti per una corretta alimentazione?

Si, come abbiamo già detto esiste una relazione tra sovrappeso e diabete, documentata soprattutto nel tipo 2 insulino-resistente. Prevenire l’obesità vuol dire adottare uno stile di vita dinamico, non sedentario, praticare sport più volte nella settimana e seguire un regime alimentare corretto che dovrebbe adottare tutta la famiglia. È molto importante rispettare gli orari dei pasti (colazione, pranzo, merenda, cena) preferendo alimenti a basso contenuto glicemico (verdure, ortaggi, legumi, frutta) e carboidrati complessi che vengono assorbiti più lentamente (pane, pasta, riso, patate). Bisogna limitare l’uso di carboidrati semplici che invece hanno un rapido assorbimento (saccarosio, maltosio,lattosio) e che sono soprattutto presenti nei dolciumi, bibite gassate, miele, frutta candita, fichi, uva, castagne, succhi di frutta e merendine. È opportuno ridurre al minimo l’uso di alimenti contenenti elevate quantità di grassi saturi di origine animale come salumi, carne rossa, cioccolato, burro, panna, formaggi grassi, margarina, privilegiando quelli con maggiore tenore di grassi monoinsaturi (olio d’oliva) e polinsaturi (olio di pesce) capaci di ridurre il colesterolo nel sangue. Il bambino non deve rimanere a digiuno per periodi prolungati, perché potrebbe alterarsi la sua capacità di controllo sull’appetito e sulla scelta dei cibi.

Quali sono le terapie attualmente a disposizione?

Nel diabete tipo 2 nella fase iniziale è sufficiente una terapia dietetica associata ad esercizio fisico; successivamente, se si è ancora in sovrappeso, si dovrà ricorrere ad antidiabetici orali che riducono la resistenza all’insulina. Nel diabete tipo 1 la terapia cardine è l’insulinoterapia per via sottocutanea tramite siringhe, penne o microinfusori (questi dispositivi permettono una erogazione costante dell’insulina sottocute e si usano quando, nonostante la terapia insulinica, non si raggiunge un buon controllo della glicemia). Come abbiamo già detto è importante associare alla terapia insulinica un piano alimentare normo-calorico e l’attività fisica ben controllata (sono preferibili sport non violenti come ginnastica, nuoto, danza, giochi di squadra e bicicletta). Le terapie del futuro – che si spera possano portare alla guarigione – prevedono il trapianto di pancreas da donatore o l’uso di un pancreas artificiale. Continuano gli studi su cellule staminali che riprogrammate in senso endocrino potrebbero produrre insulina o sull’immunoterapia che bloccherebbe la reazione immunitaria che distrugge le cellule pancreatiche nel diabete di tipo 1.

Qual è l’impatto sullo stato psico-fisico del bambino e dell’adolescente trattandosi di una patologia cronica?

La comparsa di una malattia cronica come il diabete, destabilizza l’equilibrio psichico del soggetto, provocando un disagio emotivo che interessa non solo il piccolo paziente ma anche i suoi familiari. Le angosce dei genitori sono legate inizialmente al timore di non saper gestire la malattia e successivamente alla preoccupazione che possano insorgere delle complicanze, sia precoci (ipoglicemia) che tardive (retinopatia e nefropatia diabetica, problemi cardiovascolari). Tutto ciò si traduce in un atteggiamento iperprotettivo che crea nel bambino ancora più insicurezza. Questo disagio si evidenzia maggiormente durante l’adolescenza perché le limitazioni dovute alla malattia possono impedire al soggetto di avere uno stile di vita simile ai coetanei. Concludendo, il paziente diabetico deve adattarsi a un nuovo stile di vita, per cui bisogna integrare il diabete non solo nella quotidianità della vita familiare, ma anche della vita scolastica e sportiva. Il bambino diabetico è un bambino come gli altri e attraverso l’autocontrollo della malattia la sua qualità di vita può essere ottimale.

In conclusione, si sente sempre parlare di diagnosi precoce e di terapia ma siamo all’alba di nuove realtà nella prevenzione dell’insorgenza delle varie forme di diabete pediatrico-adolescenziale? In altri termini, è possibile prevenirne l’insorgenza, e se si, come?

Non ci sono metodi per prevenire l’insorgenza del diabete tipo 1 ma è possibile prevenire il tipo 2. Infatti un’alimentazione sana, l’esercizio fisico e il peso adeguato riducono l’insorgenza della malattia del 50-60%. Anche il controllo dei fattori di rischio come l’intolleranza al glucosio, l’ipertensione arteriosa e l’obesità hanno un ruolo importante nella prevenzione.

Grazie Dottoressa per le sue preziose risposte.

 

 

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