Giornata mondiale contro il bullismo

Conoscere i bulli per contrastarli!

Sono sempre più gli episodi di bullismo consegnatici dalla cronaca e purtroppo molti di questi si consumano tra i banchi di scuola.

Fuori dal controllo genitoriale, non possiamo che augurarci che mettano in pratica gli insegnamenti loro impartiti (se impartiti).

Si costruiscono così fuori dalle mura domestiche le prime relazioni sociali e si sperimentano i primi problemi.

 

Educazione e timidezza spesso si scontrano con arroganza ed ingiustificato senso di superiorità che fanno si che il bullo tenda a sottomettere l’altro.

Ritengo che la vittima il bullo lo conosca bene, fin troppo bene e che invece a doverlo riconoscere debba essere il genitore dello stesso nonché l’insegnante.

 

Tante volte le parole dei bulli sono pronunciate con astuzia, lontano dagli educatori mentre le vittime si chiudono nel silenzio temendo forse di non incontrare il sostegno di cui necessiterebbero.

Tante altre volte invece, e questo è davvero grave, parole e gesti inaccettabili vengono sottovalutati e talvolta giustificati perché magari è più semplice sminuire che ammettere che nella propria classe si consumino determinate scene.

 

Questa giornata serva a riflettere e magari a far comprendere che il benessere psicologico dei giovani è più importante dell’immagine perfetta che si vuole attribuire alla classe.

 

Smettiamola di giustificare determinati atteggiamenti e chiamiamoli per nome…non sono leader sono bulli.

Sei troppo grassa, troppo magra, sei rossa, sei bassa o troppo alta…ogni pretesto è buono per far star male l’altro e farlo sentire inadeguato.

Gli insegnanti devono ammonire certi atteggiamenti ricordando che non è solo la violenza fisica a far male.

A ricordarcelo sono le parole di Carolina  Picchio, la ragazza di 14 anni troppo fragile per continuare a vivere dopo l’episodio di aggressione on line che l’aveva resa vittima.

 

A lei è stata dedicata la legge 71/2017 finalizzata alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo.

Una legge questa che ha avuto il merito di coniugare prevenzione e riparazione.

Per quanto concerne gli strumenti a tutela delle vittime del cyberbullismo, ho già trattato l’argomento ma voglio ricordare la gravità di quell’odioso bullismo che proprio perché telematico, non ti abbandona mai, infilandosi ovunque e perseguitando la vittima con messaggi, video e immagini offensive.

Riflettiamo dunque quest’oggi nei diversi ruoli che rivestiamo, genitori ed insegnanti, su quello che possiamo fare.

Non possiamo obbligare un ragazzo/a sensibile a non esserlo ma possiamo evitare invece che il bullo si accanisca.

Possiamo fermarlo prima che sia troppo tardi.

 

Gli insegnanti hanno il dovere di dedicare del tempo  a discutere in classe di tali problematiche affinché il bullo  sappia che determinati comportamenti non resteranno impuniti e il bullizzato che tutto si può raccontare… a tutto c’è una soluzione… perché la sua vita vale molto più di ogni cattiveria!

 

 

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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