Giornata Internazionale dei mancini: la storia e le origini

Oggi 13 Agosto è la Giornata Mondiale dei mancini. Viene quasi spontaneo chiedersi perché sia stato necessario o perché sia stato proposto di indire una Giornata Mondiale per tutti coloro che usano la mano sinistra per compiere le azioni più importanti del quotidiano. Ma informandosi appena è comprensibile perché oggi i mancini vogliano essere ricordati e tutelati dopo secoli di maltrattamenti, pregiudizi e discriminazioni.

Il mancinismo è una condizione che porta alla prevalenza nella prima infanzia dell’emisfero destro del cervello (i nervi si “incrociano” alla base del cranio, quindi la parte sinistra del corpo è “comandata” dall’emisfero destro del cervello e viceversa). Il processo inizia dopo i 36 mesi, con lo sviluppo del linguaggio, e continua fino ai 3-4 anni. Le cause non sono ancora ben chiare, ma si presuppone che la componente genetica abbia un ruolo molto importante, ma non necessariamente debba esserci. Al contrario di quello che si può credere è molto più semplice imparare a usare la mano sinistra se si è destrimane, che non il contrario. Alcuni studi hanno dimostrato, infatti, che immobilizzando l’arto destro, la necessità porta a una velocità sbalorditiva nell’imparare l’utilizzo della mano sinistra e quindi a far prevalere l’altro emisfero. Lo stesso non accade nel caso dei mancini ai quali si voglia insegnare ad usare la mano destra come fautrice di ogni azione quotidiana necessaria.

L’utilizzo della mano sinistra è stato per anni oppresso attraverso metodi dannosi e drastici applicati da insegnanti e genitori. Questo atteggiamento repressivo è derivato da convinzioni (che sarebbe meglio chiamare pregiudizi) dalle radici antiche. Già il termine “mancino” non ha una connotazione positiva, poiché viene dal latino “mancus” ed è sinonimo di mutilato e storpio. Analizzando la storia europea (e non solo) si incontrano vari episodi che mostrano come l’utilizzo della mano sinistra non fosse visto di buon occhio, anzi: la mano sinistra era considerata la “mano del diavolo”, degli “invertiti” e dei “rovesciati”. I bambini erano costretti, anche con punizioni corporali, a scrivere con la mano destra[. La sinistra è sempre stata “l’altra” mano, quella del diavolo, dipinto nelle iconografie medievali con due arti identici e non speculari. La pratica, infatti, ha origine antichissime, ma è nel medioevo che raggiunge l’apice ed è stata portata avanti fino a pochi decenni fa. Anche la scienza infatti cominciò a considerare il mancinismo come una devianza, annoverandola tra le cause della dislessia. L’oppressione del mancinismo porta a problemi di entità anche grave. Col tempo può manifestarsi discordanza tra i due emisferi celebrali, fino a comportare deficit psicomotori e anomalie comportamentali. Solo negli anni ’70 in Occidente si è cominciato a considerare il mancinismo come a una caratteristica individuale priva di ogni connotazione religiosa o superstiziosa e in quanto tale da sviluppare naturalmente e senza intralci di alcun genere. Dagli islamici la mano sinistra è ancora considerata impura e pertanto adibita alla pulizia delle parti intime.

Sebbene non sia ancora del tutto dimostrato, alcuni studiosi hanno associato il mancinismo ad un quoziente intellettivo superiore alla media. Tale dato è supportato dal fatto che molto personaggi famosi della storia umana e del panorama culturale e artistico fossero mancini. I nomi sono numerosi e di grande spicco, come Albert Einstein, Leonardo Da Vinci, Napoleone Bonaparte. Tuttavia va anche considerato che ancora molti altri fossero destrosi. Per lo meno una cosa è certa: essere mancini non intacca in nessun modo il quoziente intellettivo e non è assolutamente qualcosa di strano o di “diverso”.

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