Giornata della Memoria: per non dimenticare la liberazione di Auschwitz

 

“Il mio nome è Memoria. Sono la vostra più preziosa amica. Sono la buca in cui non ricadere e la strada sbagliata da non imboccare la seconda volta. Posso essere la vostra più temibile nemica. Perché sono l’occhio che fotografa la vostra vergogna nel buio di una stanza.” (A. Ghebreigziabiher)

Ricordare, si,  per non arrendersi  all’assuefazione degli anni che passano e allontanano il ricordo di ciò che è stato e che indelebile resterà nella memoria di ciascuno. II 27 gennaio ricorre il 70° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. ll mondo ricorda in questa data quella che fu la tragedia più immane che mai colpì una città nel corso della seconda guerra mondiale: la mattina del 27 gennaio 1945 circa settemila uomini erano ancora detenuti nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Tra il 1942 e il 1945 trovarono la morte circa un milione e mezzo di esseri umani, uomini, donne, bambini, per il novanta per cento ebrei (ma non dobbiamo dimenticare le migliaia di vittime tra gli zingari, gli omosessuali, gli oppositori politici), rimane attuale l’imperativo di Primo Levi  “Meditate che questo è stato”, così ammoniva in una famosa poesia dello scrittore nel 1947, reduce dal campo di concentramento di Auschwitz. il grande scrittore torinese morì suicida nel 1986, lui che era sfuggito alla morte sopravvivendo proprio ad Auschwitz: una pagina di indicibile orrore, quella della Shoah, una tragedia collettiva che ancora oggi interroga le nostre coscienze.

Nel 2005, l’Assemblea Generale dell’ONU, ha adottato per consenso una risoluzione sulla memoria dell’Olocausto, designando il 27 gennaio come la Giornata Internazionale della memoria, per ricordare le vittime dell’Olocausto. Inoltre, gli Stati membri sono stati invitati a sviluppare programmi educativi volti a far comprendere l’Olocausto alle generazioni future, allo scopo di prevenire ulteriori episodi di genocidio promuovendo la conoscenza e la comprensione di questo fenomeno. In seguito, è stata inoltre istituita una Task Force per la cooperazione internazionale in materia di istruzione, memoria e ricerca sull’Olocausto.

La giornata della memoria dell’olocausto rappresenta un momento di riflessione profonda  per comprendere e commemorare il genocidio che ha causato la morte di circa 6 milioni di Ebrei, 1 milione di zingari, 250.000 persone affette da disabilità mentale e fisica e 9.000 omosessuali, per mano del regime nazista e dei suoi collaboratori. Con questa consapevolezza dobbiamo tutti essere pronti a voltare pagina.

Scrivere ogni giorno pagine di storia permeate di positività e testimonianze positive deve essere l’ambito traguardo che tutti dobbiamo prefiggerci: occorre avere fiducia, promuovere  e difendere  i nostri valori fondamentali, quali il dialogo interculturale e il libero scambio di idee fra persone. Come cittadini possiamo promuovere i principi dei diritti umani per tutti i popoli del mondo: un passo invisibile che può avvicinarci sempre di più ad un mondo fondato sulla tolleranza e la cooperazione.

Alle cerimonie partecipano i rappresentanti di 42 Paesi. Gli ex internati leggeranno discorsi e lasceranno corone di fiori davanti al muro usato per le esecuzioni. In un messaggio su Twitter Papa Francesco ha scritto: “Auschwitz grida il dolore di una sofferenza immane e invoca un futuro di rispetto, pace ed incontro tra popoli”.

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