Giornalisti aggrediti da Roberto Spada: una serie di grottesche reazioni

Quanto sta accadendo in queste ore ad Ostia e in tutta la Nazione dopo l’aggressione perpetrata da Roberto Spada ai danni di Daniele Piervincenzi, giornalista, e Edoardo Anselmi, videomaker, ha tutta una serie di sfaccettature orrendamente grottesche che ben superano l’atto fine a sé stesso.

La vicenda ha infatti scatenato una serie di reazioni particolarmente aspre, le quali a loro volta hanno aperto degli scenari particolarmente complessi e preoccupanti all’interno della politica nazionale e locale, oltre che riguardo l’opinione pubblica di tali atti e l’influenza delle associazioni di stampo mafioso nei confronti della stessa.

Andando con ordine, il 9 novembre i due giornalisti della trasmissione “Nemo – Nessuno è escluso” sono diventati gli involontari protagonisti di un atto di violenza ben documentato in video: rivolgendosi a Roberto Spada, fratello del boss del clan Spada recentemente condannato a 10 anni di reclusione, in merito al presunto appoggio dello stesso clan al partito di CasaPound per le elezioni del Municipio di Ostia, questo ha dapprima eluso le domande, poste in tono piuttosto pacifico e sereno, senza alcun sottinteso relativo alla famiglia di appartenenza dell’intervistato, per poi chiudere il discorso con una vigorosa testata al volto del Piervincenzi, aggredendolo poi con un manganello e minacciando il cameraman allo scopo di entrare in possesso della registrazione incriminante.

I due giornalisti Rai sono comunque riusciti a proteggere la registrazione, pur con una prognosi di 30 giorni per la frattura al naso del Piervincenzi e alcune ferite superficiali dell’Anselmi. Da qui si è ovviamente scatenato l’inferno, in modi che difficilmente ci si sarebbe potuti aspettare.

Innanzitutto, in un primo momento il fermo di Spada da parte delle autorità non era così certo, tanto che l’ordine del Procuratore è arrivato solo dopo una breve ma intensa protesta dell’opinione pubblica; non solo, da non vedere il suo gesto punito, ora Spada è stato sottoposto a fermi, che verrà confermato oggi, lesioni e violenza privata con l’aggravante del metodo mafioso, mettendo a paragone l’atto violento ma nel suo genere contenuto che farebbe parte del modus operante tipico di certi clan criminali della Capitale, come quello dei Casamonica.

Il mondo della politica poi non si è fatto attendere e, da tutti i suoi principali protagonisti, sono arrivate parole di vicinanza per le vittime e di condanna per l’aggressore… ma subito alle parole di circostanza ci si è bellamente scordati dell’aggressione in sé per sé in favore del vantaggio politico. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e tutto il suo partito non hanno perso tempo ad additare la colpa dell’evento e di tutto il microclima generatosi nel territorio di Ostia ai vecchi partiti politici che qui hanno governato, affermando come i pentastellati fossero l’unica soluzione praticabile.

È arrivata poi l’accusa che non solo l’aggressione fosse stata fomentata da CasaPound stesso, ma addirittura che l’idea fosse stata originata dalla leader di Fratelli di Italia, Giorgia Meloni, la quale ha a sua volta rigettato le accuse manifestando la volontà di querelare chiunque abbia osato pensare a questo scenario. Dal canto suo, CasaPound nega qualsiasi vicinanza al clan Spada, che solo per pura coincidenza è vicino alle ideologie di estrema destra, e prende le distanza dall’aggressione, tirando fuori uno straordinariamente inedito pacifismo alla base delle proprie convinzioni ideologiche.

E mentre il mondo della politica battibecca, nell’opinione pubblica vige una grottesca separazione: da una parte un nutrito gruppo di manifestanti che stanno organizzando eventi di sensibilizzazione contro questi eventi e la pericolosa ombra delle associazioni mafiose che cercano di prendere il controllo sul territorio; dall’altra, il meno nutrito ma ben più spaventoso insieme di persone che, sui social (perché ovviamente farlo nella realtà avrebbe necessitato un bel paio di attributi maschili ben più importanti di quelli già posseduti), hanno elogiato e santificato il gesto di Spada, perché i giornalisti sono “Pezzi di Me…” e “quando ce vo’, ce vo’”.

Insomma, mentre per l’opinione politica tutto fa fede e si basa sulla pura campagna elettorale, davanti agli occhi del lettore medio si dipana uno scenario da incubo, in cui il povero Daniele Piervincenzi promette che tornerà presto a lavoro, Roberto Spada probabilmente tra qualche settimana sarà libero come l’aria e l’ombra delle associazioni criminali si fa sempre più scura e vicina alla capitale, col beneplacito della gente che ritiene questo genere di avvenimenti giusti e sacrosanti.

E ci si chiede anche perché tutti i giornalisti alla fine arrivino a vendersi: per salvarsi la vita, ecco perché, e non dover avere a che fare con la novella generazione di webeti istigatori di una violenza di cui nemmeno comprendono il peso.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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