Gianrico Carofiglio presenta il suo ultimo romanzo:”Il bordo vertiginoso delle cose”

Incontro a La Penna blu con lo scrittore barese

“Scrivere non significa parlare di quello che si conosce. Scrivere, se lo si fa con onestà, è un negoziato con le ombre, con la parte di noi che non indaghiamo mai a fondo, con le persone, anche quelle più vicine, che crediamo di conoscere, ma spesso non è così”. Un incontro profondo e intenso quello che si è svolto ieri sera fra Gianrico Carofiglio e i suoi lettori presso la libreria La Penna blu, un incontro durante il quale lo scrittore barese, ex magistrato, ha parlato con sincerità e grande affabulazione, della scrittura e del rapporto magico fra lettore e autore. “Spesso, quando leggiamo un libro, ci capita di notare che lo scrittore sta dicendo cose che pensiamo anche noi, solo che non trovavamo le parole per dirle; la verità è che il lettore è coautore di quel libro perché lo completa con la sua esperienza, la sua immaginazione”. Carofiglio, autore della trilogia di polizieschi che ha per protagonista il famoso avvocato Guido Guerrieri, ha presentato l’ultimo suo romanzo “Il bordo vertiginoso delle cose” e “La casa nel bosco”, scritto a quattro mani con il fratello Francesco. In entrambi i romanzi torna quella esigenza di Carofiglio di indagare le zone oscure dei personaggi, quelle parti spesso appartenenti al passato e non sempre risolte. Nel primo libro il protagonista è uno scrittore in crisi, bloccato dopo il successo del suo unico romanzo, bloccato anche dalle aspettative che gli altri hanno nei suoi confronti. Un fatto di cronaca lo costringe a tornare con la memoria al tempo e al luogo della sua adolescenza, la città di Bari, e a riprovare quel senso di vertigine che si prova camminando sul confine fra due opposti. “Enrico, il protagonista del romanzo, vive come spesso capita, in bilico fra il successo e l’insuccesso, il bene e il male, la violenza e l’amore per le idee; è un romanzo che parla di confini, quei limiti che per alcuni sono invalicabili e che altri superano, lanciandosi oltre il bordo vertiginoso delle cose (la citazione è da un verso di Robert Browning “A noi preme soltanto il bordo vertiginoso delle cose”). Ne “la casa nel bosco”, invece, è il rapporto fra due fratelli che, nonostante le differenze e le distanze, viene riscoperto grazie ad un evento casuale, la vendita della vecchia casa delle vacanze, anche questa, però, un’occasione per affondare con la mente nel tempo passato dell’infanzia e della adolescenza. Percorsi ideali insomma alla ricerca di quella verità interiore che rappresenta la vera meta di ogni viaggio anche perché, conclude l’autore citando Proust, “L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”.

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