“Il silenzio del giusto” con Franco Perlasca e il Rotary Club Barletta

Franco Perlasca

Giovedì 4 ottobre 2018, alle ore 20.30 presso il Brigantino 2 di Barletta il Rotary Club di Barletta, presieduto da Carmine Faggella, ospita l’interessante evento: “IL SILENZIO DEL GIUSTO”, dalla viva voce di Franco Perlasca, figlio di Giorgio Perlasca.

Si ringrazia il dott. Nicola Barile  per il suo collegamento prezioso con la famiglia Perlasca e la socia Nuccia Cafagna  per il raccordo organizzativo finalizzato alla realizzazione dell’evento.

Quella di Giorgio Perlasca è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica inventandosi un ruolo, quello di Console spagnolo, lui che non era né diplomatico né spagnolo.

Tornato in Italia dopo la guerra la sua storia non la racconta a nessuno, nemmeno in famiglia, semplicemente perché riteneva d’aver fatto il proprio dovere, nulla di più e nulla di meno. Se non fosse stato per alcune donne ebree ungheresi da lui salvate in quel terribile inverno di Budapest la sua storia sarebbe andata dispersa. Queste donne, a fine degli anni ’80 misero sul giornale della Comunità ebraica di Budapest un avviso di ricerca di un diplomatico spagnolo, Jorge Perlasca, che aveva salvato loro e tanti altri correligionari durante quei mesi terribili della persecuzione nazista a Budapest e alla fine della ricerca ritrovarono un italiano di nome Giorgio Perlasca.

Dice Franco Perlasca, figlio di Giorgio, il “magnifico impostore”: “La mia famiglia, per quasi mezzo secolo, è rimasta all’oscuro di tutto. Mio Padre raccontava piccoli episodi dell’Ungheria, di quanto aveva visto. Ma non avremmo mai immaginato, io e mia madre, che fosse un protagonista della Storia».

La storia di Giorgio Perlasca dimostra come per ogni individuo è sempre possibile fare delle scelte alternative anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio è legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico. A chi gli chiedeva perché lo aveva fatto, rispondeva semplicemente: “. . . ma lei, avendo la possibilità di fare qualcosa, cosa avrebbe fatto vedendo persone massacrate senza un motivo?

L’incontro è aperto a tutti.

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