Forconi per forza

“Abbiamo solo perso un giorno di lavoro”

Si, sono diventati “ forconi per obbligo” i commercianti del territorio che hanno dovuto subire le angherie di gruppuscoli esagitati che con perentorie e discutibili “ persuasioni” hanno fatto chiudere ogni tipo di esercizio commerciale. Perfino le farmacie che , in ogni occasione dimostrativa, di ogni genere, sono esentate da qualsivoglia possibile coercizione. Sono una zona franca, indispensabile per la collettività, per urgenze di ogni tipo. Insistiamo su questa tipologia di esercizio per rendere più oscura la situazione sociale voluta dai Forconi.

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“Roma è lontanissima, lo è il Governo”. Questo è il collegiale commento esacerbato dei commerciati, minacciati di rappresaglie se non avessero interrotto le vendite e serrato l’attività. Le Forze dell’Ordine si trovano impreparate di fronte a questa guerra tra poveri se non addirittura indigenti. Nessuna selezione, nessun vaglio sulla esigenza di lasciare aperti esercizi essenziali. Quindi nessuna programmazione, nessun disegno preordinato ma solo anarchia che forse giungerà anche “ simpatica” a frange di politici di piazza-populista che della loro politica fanno spettacolarizzazione e null’altro.

Le immagini ritratte dei nostri giornalisti propongono solo parzialmente la cruenta forza della dimostrazione. Un esempio? Ieri sera il Cinemars di Andria è stato fatto chiudere e gli spettatori paganti sono stati fatti uscire nel corso delle varie proiezioni. Inaudito. Ed inaudito lo dicono tutte le categorie associative sindacali regolarmente riconosciute. Per ora ci hanno rimesso i piccoli esercizi che lamentano di aver perduto il piccolo guadagno odierno. Domani cosa succederà? Ancora un Paese abbandonato a se stesso?

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