Durante i tre giorni previsti per la rievocazione storica per il 515° anniversario della Disfida di Barletta, BarlettaNews come mediapartner ufficiale dell’evento illustrerà l’importanza della Fondazione “Disfida di Barletta” attraverso un percorso delineato dall’ex Dirigente della Regione Puglia Nicola Corvasce.

“Cogliendo l’occasione della rievocazione storica per il 515° anniversario della Disfida, non si può non dire qualcosa sulla necessità di costituire al più presto la Fondazione “La Disfida di Barletta”, tema tanto rilevante e identitario quanto scarsamente affrontato nell’ultima campagna elettorale. Gli argomenti sono già ampiamente emersi e mi limiterò ad alcune considerazioni, con riferimento alle ragioni di natura politica e organizzativa. Sono necessarie anche talune precisazioni da introdurre nel dibattito ormai aperto, giusto per mantenere la discussione sui binari dell’oggettività.

    Due pilastri fondamentali sono senza dubbio la programmazione da fare con largo anticipo e la continuità dell’operatività per tutto l’anno, elementi che possono essere garantiti soltanto da un soggetto appositamente costituito.

    Per capire questo basta pensare alle scadenze di bilancio degli Enti Locali e ripercorrere di conseguenza la storia recente del Comune di Barletta. Normalmente il bilancio dovrebbe essere approvato entro il 31 dicembre dell’anno che precede quello di riferimento, salvo eccezioni e relative proroghe all’anno successivo, in esercizio provvisorio. Ebbene, a causa di croniche instabilità politiche ed incertezze finanziarie, l’eccezione è diventata regola (un po’ dappertutto, non soltanto a Barletta), per cui la certezza delle risorse si ha quasi sempre soltanto in primavera, quando va bene.

Nello specifico della realtà di Barletta questo vuol dire che, dato che le celebrazioni della Disfida si tengono da alcuni anni nella seconda settimana di settembre, a partire dall’approvazione del bilancio e dalla conseguente disponibilità della risorsa assegnata, parte la solita corsa per poter arrivare in tempo. Il tutto con il consueto contorno della maggioranza che rivendica il successo dell’iniziativa nonostante le difficoltà e il tempo limitato a disposizione, e l’opposizione che replica con la critica sulle cose fatte all’ultimo momento e male. Insomma le solite trite e ritrite polemiche politiche, che francamente hanno stufato. Sperando che questo stanco rituale non si ripeta più (ma ho seri dubbi, se non c’è un cambiamento di metodo), resta il fatto che questo si verifica puntualmente quando tutto, finanziamento e organizzazione, programmazione e gestione, dipende dal dominus-Comune, qui come altrove. In tal caso è inevitabile che sulla manifestazione si riverberi tutta la precarietà dei suoi assetti istituzionali, lo sviluppo a volte incomprensibile delle sue dinamiche politiche e persino l’aleatorietà delle decisioni personali di singoli consiglieri.

    Se si vuole che tutto continui ad andare avanti così, posizione per quanto mi riguarda non condivisibile ma da rispettare, l’importante è che lo si dica chiaramente. Non si può comunque negare che, se si vuole una manifestazione fatta bene, il giorno dopo il corteo trionfale bisogna già incominciare a lavorare, a partire dalla programmazione, per l’edizione dell’anno successivo, avendo certezza delle risorse disponibili. Così operano le organizzazioni efficienti, e questo può essere garantito soltanto da un soggetto terzo, dotato di autonomia di gestione, una mission chiara, vincolato agli obiettivi definiti dal Comune, ma sganciato dalle sue dinamiche politiche. D’altronde non può essere un caso il fatto che gli eventi rievocativi più importanti in Italia siano oramai gestiti da Fondazioni e che in questo modo funzionino meglio, con punte di autentici boom come nel caso della “Notte della Taranta”.

    Non essendo un idealista, non mi sogno di affermare la totale separazione tra Comune e Fondazione. Tuttavia il fatto di operare con finanziamenti non esclusivamente comunali, con una organizzazione propria, un proprio bilancio e proprie regole statutarie, elimina in tutta evidenza la dipendenza totale dal Comune e riduce di conseguenza notevolmente l’area del suo condizionamento.

    La stessa presenza della Regione Puglia sarebbe molto importante a prescindere dal fatto che decida di essere socio fondatore o meno, e persino a prescindere dall’entità della sua compartecipazione finanziaria, in barba all’idea singolare secondo la quale tutto dipenderebbe dai “soldi della Regione”. Essa è fondamentale piuttosto per un’altra ragione, vale a dire per l’inserimento della Disfida come parte integrante delle politiche regionali di sviluppo culturale e turistico, con le ricadute positive che si possono immaginare per le iniziative che fanno parte della programmazione regionale, in termini di visibilità e di promozione, ma anche in termini economici in senso stretto. Tutti elementi, questi, impossibili in una visione di tipo municipalistico.

    Una cosa è certa: a differenza di altre esperienze, quella della Disfida ha il vantaggio di avere una platea molto vasta, potenzialmente di dimensione nazionale, considerato che, per esempio, c’è grande interesse da parte dei Comuni di origine dei Tredici per una diffusione degli eventi rievocativi in collaborazione con Barletta.

    Parlando infine di procedure concrete, fortunatamente non dobbiamo partire da zero. C’è già una filiera di atti amministrativi culminati in una Deliberazione della Giunta, con uno schema di statuto, frutto di un lavoro di una commissione appositamente costituita, durato circa due anni. Viene anche delineato un percorso successivo, fatto di tappe del processo costitutivo. Basta partire da lì, anche adeguando e migliorando, se necessario.

    Stante l’importanza fondamentale della questione, è opportuno che l’argomento diventi al più presto oggetto di discussione nell’ambito del nuovo Consiglio Comunale e di atti amministrativi conseguenti, nella consapevolezza che si tratta di una scelta strategica per questa e per le future generazioni.”

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here